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Mario Crispino davanti alla sede della sua Conto Tv con il simbolo di Superpippa
In onda l’altra notte avevano Schizzi bollenti. E presto arriveranno anche le avventure di Trombo. Ovvio: qui siamo a Conto Tv, “l’unica che si guarda senza tenere in mano il telecomando” come dice il comico toscano Alessandro Paci. Porno, cioè. Rigorosamente a pagamento.
Porno classico sul canale 1. Fetish, bondage, sadomaso sul canale 2. In versione wide sul 3. E sul 4, prossimamente, porno gay la notte e standard di giorno.
Il resto: un po’ di fitness, un po’ di basket. E il calcio, naturalmente. Tutto ciò sta facendo piangere la Lega calcio. E un colosso come Sky. E legioni di avvocati che, da quando la Corte d’appello di Milano ha dato ragione a Conto Tv contro la Lega, stanno cercando di rimediare al disastro.
Inibita l’esecuzione del contratto per l’assegnazione a Sky del pacchetto Platinum Live per i diritti satellitari della serie A nei due prossimi campionati. Bloccata la trattativa per l’assegnazione del pacchetto di serie B. Bandi da rifare in modo da garantire “condizioni di assoluta equità , trasparenza e non discriminazione”.
Davide contro Golia. “Quel pacchetto era stato confezionato su misura per Sky, l’unico gigante in grado di assicurare la trasmissione in contemporanea di tanti eventi. I piccoli non avevano chance. Mentre ora…”. Canzoncina: Aggiungi un posto a tavola. “Alla faccia di quelli che volevano tenerci fuori dal ristorante”. Così parla Davide, al secolo fa Marco Crispino, che di Conto Tv è il fondatore insieme al suo ex compagno di banco, Carmine Lobello. Classe 1971. Calabrese trapiantato a Pisa. Facoltà di informatica, laurea mai presa, spirito imprenditorial-goliardico a mille. Con 6 milioni di fatturato 2008 e 60.206 euro di utile, il suo impero conta sei dipendenti, qualche monitor, un po’ di computer e uno scatolone di dvd porno comprati all’ingrosso.
L’ufficio arriva sì e no a 300 metri quadrati, in quel di Navacchio, seconda uscita della Pisa- Firenze. Provincia profonda. Ma attenti a non prenderlo sottogamba: è uno che morde. AgCom, Antitrust, Lega calcio, Sky, Mediaset, Rai… Ce l’ha proprio con tutti? “Le faccio il trailer di questa storia”. Prego…
“Una piccola emittente dalle grandi speranze cerca di sconvolgere il mercato della pay-tv satellitare”. E cosa succede? “Uno scontro senza fine e senza esclusione di colpi tra un’azienda indipendente e le lobby di potere”. È un bel film? “Io ci rido un sacco. Loro no”.
Di risate, finora, Crispino se n’è fatte parecchie. Partendo dal niente, figlio di un ex dirigente Enel di Catanzaro, ha fondato un giornalino turstico in Calabria, una società che produce siti web, un portale di turismo, un sito di sogni online.
È arrivato al porno nel 2003 con Superpippa, sito e canale satellitare in stile “funny erotic”. Cult demenziale. Nel 2004 è finito nel mirino dell’Agcom su segnalazione del Moige. “In due mesi ci hanno tolto l’autorizzazione a trasmettere. Tempismo sospetto: cominciavamo a dar fastidio a Sky, il primo fornitore italiano di porno”. Arrendersi?
Mai. Superpippa diventa Conto Tv, a pagamento. E subito comincia la guerra con Sky su costi (”volevano strangolarci”) e decoder. Tra una battaglia e l’altra, nell’estate del 2007 Crispino ha un’idea geniale, visto il suo target elettivo di maschietti: alternare il calcio al porno. “I diritti collettivi per la serie B erano invenduti. Ci siamo fatti subito avanti per comprare le partite”. Di chi? “Messina, Pisa, Avellino, Grosseto… Le società ci stavano, la Lega no. Non gradiva intrusi su un mercato blindato da Rai, Sky e Mediaset. Ma non conosceva Superpippa”. L’ha conosciuta presto.
Settembre 2007: Groeningen-Fiorentina in coppa Uefa. Poi Zurigo-Empoli. Poi Villarreal- Fiorentina. “All’estero è tutto trasparente. Niente lobby. Fai un’offerta, metti i soldi e porti a casa i diritti”. In Italia a Crispino lasciano solo i diritti di serie C, ma a lui non bastano.
E il gioco si fa duro: “Ho comprato Mantova-Pisa, serie B, nel febbraio 2008. Diffida immediata della Lega. Che si fa? Ci siamo chiusi in bagno coi dirigenti del Pisa e, praticamente sulla carta igienica, gli ho firmato che i danni eventuali li avrei pagati io”. Ha pagato? “Figurarsi. Ho portato tutto all’Antitrust e ho denunciato la Lega per abuso di posizione dominante”. Tiè. Arrivano il Messina, il Grosseto, il Lecce, l’Avellino. La Fiorentina, il Napoli. Record assoluto con Benfica-Napoli, 1,5 milioni di fatturato. E ancora Partizan Belgrado-Sampdoria, e il Milan in trasferta per ben due volte, e la Tim Cup nel 2009. Risultato? Guerra totale. Contro la Rai che “ha mandato in onda stralci di Tim Cup senza averne i diritti”. Contro Mediaset.
Contro l’Agcom che “i piccoli come noi non li garantisce; anzi, li ostacola“. E contro la Lega, naturalmente. “Aspettiamo sempre la sentenza dell’Antitrust. Lì ci sarà da ridere. La Lega rischia di pagare i danni non solo a noi ma a tutte le società , come il Pisa, il Messina e l’Avellino, che non potendo venderci i diritti tv sono fallite“. Superpippa giustiziera dei deboli.
Quanto spende in avvocati? “I ricorsi me li scrivo da solo, all’Antitrust e all’Agcom vado di persona. A volte per spiazzarli gli parlo in calabrese”. Niente principi del foro? “Mica sono la Lega calcio, che sperpera i soldi dei contribuenti, miei compresi, in parcelle faraoniche. Io a fine mese devo garantire gli stipendi. Ma vuole ridere?”. Sì… “Per il procedimento davanti alla Corte d’appello la Lega dovrà pagare 351.155,25 euro di avvocati. E ha perso “.
E Conto Tv? “Trentamila euro”. Dodici volte di meno. Gol!
di Laura Maragnani
- Mercoledì 18 Novembre 2009
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