
Il killer in azione
Scelta forte e sofferta. Che però, pare abbia dato i suoi frutti: il presunto omicida di Mariano Bacioterracino, 53 anni, ucciso con 5 colpi di pistola l’11 maggio scorso in piazza Vergini, nel rione Sanità , è stato fermato dalle forze dell’ordine.
A quanto si è appreso, il presunto sicario è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli a Castel Volturno, nel Casertano. Si chiama, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, Costanzo Apice e ha 27 anni.
Per sei mesi gli inquirenti brancolavano nel buio: non avevano avuto indicazioni utili su quell’uomo che, cappellino in testa, davanti a un bar con freddezza colpì più volte il suo obiettivo, incurante dei passanti.
Poi, a fine ottobre, la decisione della procura partenopea di diffondere le immagini shock dell’esecuzione: una scelta sofferta e che ha suscitato forti polemiche, ma che dopo 21 giorni ha portato all’identificazione del presunto killer.
“Quella del video shock” aveva commentato giorni fa il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore “è stata un’extrema ratio alla quale siamo stati costretti a ricorrere perché nessuno collaborava. Ma si è trattato anche di un successo ad alto costo, perchè facendo il giro del mondo, quel video ha proposto il lato brutto di Napoli. è stata una scelta sofferta, ma anche l’ultimo tentativo dopo sei mesi di silenzi”. Una decisione criticata, tra gli altri, anche dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, secondo il quale quelle immagini “hanno dato l’idea di una città , Napoli, ben diversa dalla realtà ”.
Da giorni sia i carabinieri che gli uomini della squadra mobile erano sulle sue tracce. L’identificazione dell’uomo, si legge in una nota della Procura della Repubblica di Napoli, è stata possibile “anche in virtù della diffusione del filmato che riproduceva la consumazione del crimine”.
Il fermo di Apice dovrà essere convalidato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, competente per il territorio della provincia di Caserta.
- Giovedì 19 Novembre 2009
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Commenti
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Il 19 Novembre 2009 alle 23:55 indigesto ha scritto:
Redazione,bastava la foto,convincitene! L’uomo non era della zona. Cosa pretendevano gli “investigatori”? Che qualcuno lo riconoscesse?
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