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	<title>Italia &#187; Il &#8220;Taglialeggi&#8221; Calderoli ora sforbicia 50mila poltrone</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 07:53:41 +0000</pubDate>
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		<title>Il “Taglialeggi” Calderoli ora sforbicia 50mila poltrone</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 06:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lungi_mirante</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei ministri approva la Carta delle Autonomie del ministro leghista che toglierà consiglieri, assessori in Comuni e Province. Ma gli enti locali non ci stanno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/10/04/482eea41e391d_zoom.jpg" border="0" alt="Roberto Calderoli Ã¨ raggiante" width="500" /></p>
<p>Semplificare l&#8217;assetto istituzionale e, <strong>tagliando enti e poltrone, risparmiare</strong>. Passato presoché sotto silenzio, il <strong>primo colpo di scure</strong> alla pubblica amministrazione in stile Bisanzio lo ha assestato <strong>il <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=52861" target="_blank">Consiglio dei ministri di giovedì 19</a></strong>. Con il via libera al <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/04/01/brunetta-e-maroni-svuotano-le-province-riforma-in-sette-giorni-via-tra-5-anni/" target="_blank"><strong>codice delle Autonomie</strong></a>, preparato dal <a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/Calderoli_Roberto.html" target="_blank">ministro per la Semplificazione</a> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/06/14/calderoli-che-cosa-vuol-fare-il-ministro-taglialeggi/" target="_blank">(alias &#8220;Minsitro Taglialeggi&#8221;)</a> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/12/18/calderoli-il-taglia-leggi-elimina-piu-di-29mila-norme/" target="_blank"><strong>Roberto Calderoli</strong></a>, si <strong>falciano 50mila poltrone e si risparmiano un bel po’ di quattrini</strong>: &#8220;diversi miliardi&#8221;, gongolava il ministro leghista. Il provvedimento taglia-burocrazia, che <strong>ora dovrà affrontare l’iter parlamentare</strong>, stabilisce chi fa cosa nei diversi livelli di governo ma soprattutto razionalizza le autonomie locali.<span id="more-8475"></span></p>
<p>&#8220;Si tratta di un <strong>altro importante risultato ottenuto in tempi brevissimi da questo governo</strong>, che alle chiacchiere preferisce i fatti&#8221;, commentava Calderoli. <strong>Una cura dimagrante per il mammuth dell’amministrazione statale</strong> che ha come effetto immediato quello di raggranellare un po’ di risorse. E <strong>le comunità montane? &#8220;Cesseranno di esistere a livello dell’ordinamento statale</strong> e passeranno, come deciso dalla Corte costituzionale, sotto le <strong>Regioni</strong>. Le Regioni se vorranno farle esistere dovranno fare una loro legge, <strong>rispondere rispetto ai loro elettori e pagarsele</strong>&#8220;.</p>
<p>Regioni ed <strong>enti locali, però, non sono soddisfatti del risultato</strong>, perchè dopo un lungo lavoro di confronto, proseguito fino a ieri sera, <strong>non tutti gli emendamenti da loro richiesti sarebbero stati accolti dal governo</strong>. In particolare, dicono, sarebbero<strong> &#8220;saltate&#8221; le &#8220;modifiche volte a un profondo decentramento dallo Stato a favore di Regioni, Province e Comuni</strong>, che sono le premesse di un vero federalismo&#8221;. <strong>Se così fosse, la riforma si ridurrebbe a un &#8220;semplice restyling&#8221;</strong>, non garantirebbe &#8220;un equilibrio tra i vari livelli di governo e il federalismo fiscale non avrebbe sostenibilità&#8221;, commentavano, <strong>bocciando il testo</strong>, la <a href="http://www.regioni.it/mhonarc/readsqltop1.aspx" target="_blank">Conferenza delle Regioni</a>, l’<a href="http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&amp;IdSez=4871&amp;IdDett=20916" target="_blank">Associazione nazionale dei Comuni italiani</a> e l’<a href="http://www.upinet.it/upinet/contr_edit.bfr" target="_blank">Unione delle Province d’Italia</a>.</p>
<p>Il provvedimento, infatti, rientra in quel <strong>progetto complessivo di riforma dello Stato</strong> che ha il suo cappello nel <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/04/30/il-senato-approva-il-federalismo-fiscale-e-legge/" target="_blank"><strong>federalismo fiscale</strong></a>. La norma <strong>rivede le funzioni assegnate a Comuni e Province, apre la strada alla possibilità di ridurre numericamente le Province</strong> (e conseguentemente delle Prefetture), ma nel contempo ne potenzia i compiti. E soprattutto <strong>riduce i numeri degli organi di governo locale</strong>, mettendo ordine nel sistema degli enti e archiviando i doppioni.</p>
<p>Calderoli ha quantificato, a oggi, in <strong>34 mila i soggetti che svolgono funzioni sovrapponendosi di fatto alle competenza di Comuni e Province</strong>. &#8220;Il numero esatto neppure si conosce&#8221; ha detto &#8220;ma grossolanamente la cifra è questa&#8221;. La <a href="http://www.anci.it/index.cfm?IdSez=2558&amp;layout=sezione" target="_blank"><strong>Carta delle autonomie</strong></a> effettuerà una &#8220;potatura&#8221;. Tra gli enti destinati a chiudere, le comunità montane. &#8220;Oggi sono <strong>367</strong>: il numero spaventa&#8221; ha commentato il ministro leghista. &#8220;Più del 50% dei comuni sono all&#8217;interno di Comunità montane, il che non ha senso&#8221;. Un passaggio spinoso, quest&#8217;ultimo. <strong>&#8220;Le comunità attualmente sono 185 e non 367&#8243;, <a href="http://www.uncem.it/" target="_blank">ha replicato infatti l&#8217;Uncem (Unione comunità montane)</a></strong>, contestando i dati del ministro. Quanto ai sindaci dei piccoli comuni montani si sentono calpestati e parlano di &#8220;scippo&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altro <strong>capitolo corposo della norma riguarda assessori e consiglieri</strong>. &#8220;Li ridurremo a 30 mila&#8221;, ha assicurato Calderoli, annunciando un <strong>taglio di 50 mila poltrone tra Comuni e Province</strong>. Gradualmente saranno <strong>abolite anche le circoscrizioni comunali</strong> e &#8220;con loro 6.605 consiglieri e dei 344 presidenti&#8221;. Quanto farà risparmiare tutto questo? Fare i conti è difficile. Ma <strong>una stima, per quanto riguarda il sistema comunale, il ministro l&#8217;ha fatta, quantificandola in circa 150 milioni</strong>: oltre 20% di quei 600 milioni indicato come il costo annuale sostenuto per chi oggi governa e legifera nei Comuni.</p>
<p>Mentre i due responsabili degli enti locali del Pdl <strong><a href="http://www.giovannicollino.it/index.php?id=129" target="_blank">Giovanni Collino</a> e <a href="http://www.mariovalducci.it/" target="_blank">Mario Valducci</a></strong> brindavano (&#8221;Gli elettori ci hanno dato il mandato per cambiare l’Italia e la riforma degli enti locali è parte fondamentale di questo disegno&#8221;), c’era già chi arricciava il naso. <strong><a href="http://www.paolofontanelli.it/" target="_blank">Paolo Fontanelli (&#8221;la voce di Pisa e della Tosca in Parlamento&#8221;)</a>, del Pd, accusa il governo di fare &#8220;propaganda&#8221;</strong> e fa notare che prima bisogna chiarire con quali risorse e con quali norme si attuerà il federalismo fiscale.</p>
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