Preti pedofili: quando c’è il diavolo sotto la tonaca

Un fotogramma di <i>La mala educación</i> di P.Almodovar

Un fotogramma di La mala educación di P.Almodovar

Negli Stati Uniti le vittime dei preti pedofili hanno messo la Chiesa in ginocchio. In Italia, invece, i fedeli scendono in piazza per difendere coloro che sono stati bollati dalla giustizia come orchi. È successo a Firenze con Roberto Berti, condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede per molestie sessuali.

Molti amici dell’ex parroco di Ginestra Fiorentina non hanno creduto alle accuse e si sono schierati dalla sua parte. Finché l’arcivescovo, Giuseppe Betori, ha fatto affiggere la sentenza di condanna nella bacheca parrocchiale, mettendo a tacere quanti sostenevano che don Berti fosse stato addirittura assolto.
Manifestazioni di solidarietà anche a Roma per Ruggero Conti, il parroco di Selva Candida accusato di pedofilia, atti sessuali con minorenni e prostituzione aggravata. Al processo si sono presentati decine di giovani indossando magliette con la scritta “don Ruggero, ti vogliamo bene”, mentre le presunte vittime venivano dileggiate.

In Vaticano c’è sconcerto: Benedetto XVI ha scelto la linea dura contro i preti pedofili. Ma sempre più spesso deve fare i conti con i fedeli che difendono i sacerdoti accusati di abusi e manifestano per loro con cartelli e striscioni. Su Berti l’ex Sant’Uffizio non ha avuto dubbi: accusato di molestie sessuali nei confronti di cinque minorenni, il parroco è stato condannato a 8 anni di domicilio coatto a Trento, in una casa per il recupero di preti con problemi psichici, unito al divieto assoluto di svolgere attività pastorale.
Berti era stato sollevato il 6 giugno 2008 dalla guida della sua nuova parrocchia di San Mauro a Signa, a seguito di una denuncia per molestie sessuali. In base alle norme sulla tolleranza zero varate nel 2001 dal cardinale Ratzinger (allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede), il processo canonico a carico di Berti è stato affidato all’ex Sant’Uffizio. Per più di un anno non si è saputo ufficialmente nulla. Nel frattempo venivano ascoltati a Roma il prete fiorentino e i suoi accusatori: giovani nati tra il 1977 e il 1986 che hanno riferito di aver subito le attenzioni e le molestie del parroco di Ginestra tra il 1990 e il 2001.

Ma il silenzio e la riservatezza nella quale si è svolto il processo canonico a carico di Berti sono diventati un boomerang per la curia e per le stesse vittime delle molestie. Nelle due parrocchie della periferia fiorentina si è diffusa la voce che il prete era stato prosciolto e le accuse si erano rivelate infondate. Qualcuno ha anche cominciato a dubitare della buona fede degli accusatori. Impossibile persino ricorrere all’autorità giudiziaria perché, dal punto di vista penale, i reati di molestie contestati al sacerdote risultavano già prescritti.

Insomma, per qualche mese gli innocentisti hanno avuto buon gioco a sostenere che si era trattato di una bolla di sapone, mentre i colpevolisti sono finiti sotto accusa. Da qui è nata la richiesta dell’arcivescovo di Firenze di rendere pubblica la sentenza di condanna. Il nuovo parroco di Ginestra Fiorentina, James Savarirajan, domenica 8 novembre ha affisso in bacheca il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della fede. Tuttavia, neanche questo gesto clamoroso è bastato a mettere fine alle polemiche: mentre i colpevolisti hanno diffuso la notizia ai giornali locali, gli amici di Berti hanno accusato la curia di aver creato “scandalo “ pubblicando la sentenza.

Ancora più pesante la situazione a Selva Candida, periferia nord di Roma, diocesi di Porto - Santa Rufina.
Il parroco della Natività di Maria Santissima, Ruggero Conti, 56 anni, è finito in carcere a Regina Coeli. Sette, secondo l’accusa, le giovani vittime dei presunti abusi sessuali compiuti dal sacerdote tra il 1998 e il marzo 2008. Per il pm, Francesco Scavo, gli adolescenti sarebbero stati indotti dal sacerdote a compiere o subire atti sessuali in cambio di denaro e capi di abbigliamento.

Ma don Ruggero è difeso persino dalle madri: “Per i nostri figli è stato come un padre” dicono alcune di loro. E puntano il dito invece contro l’ex viceparroco, Claudio Peno Brichetto. È lui a parlare per primo dei comportamenti di don Ruggero al vescovo di Santa Rufina, Gino Reali, ma viene trasferito in un’altra chiesa, mentre il parroco accusato di pedofilia resta al suo posto. Don Claudio non si dà per vinto e si rivolge a un’associazione antipedofilia, Caramella buona, con sede a Reggio Emilia.

I dirigenti dell’associazione informano l’autorità giudiziaria. I carabinieri mettono sotto controllo il telefono di don Ruggero, prendono nota degli sms che invia ai ragazzi, controllano il suo computer e i siti che abitualmente frequenta, raccolgono le prime testimonianze. Così, nel giugno 2008, scattano le manette: il parroco di Selva Candida finisce prima agli arresti domiciliari, poi a Regina Coeli.

Ma la vicenda assume subito una coloritura politica: don Ruggero, infatti, era stato scelto in campagna elettorale dal sindaco Gianni Alemanno come garante per le politiche della periferia e della famiglia. Tanto che la costituzione del Comune di Roma come parte civile nel processo contro il sacerdote è diventata un giallo. Alla prima udienza contro don Ruggero, il 16 giugno scorso, il comune non si è presentato.
Alemanno sostiene di avere dato mandato al Dipartimento promozione dell’infanzia di provvedere alla costituzione in giudizio. Ora la dirigente del dipartimento è stata sospesa e il comune, il 27 ottobre, si è costituito contro don Ruggero (la prossima udienza sarà il 26 novembre).

Nel frattempo sono arrivate anche minacce di morte: buste con proiettili indirizzate al pm Scavo, a Mario Staderini, neoleader dei Radicali italiani (anch’essi parte civile nel processo), e a Roberto Mirabile, presidente di Caramella buona.
E spuntano pure testimoni contro don Claudio, il grande accusatore di don  Ruggero. Tra questi Antonio Savaiano: afferma che il giovane viceparroco gli avrebbe offerto 300 euro per bruciare la macchina di don Ruggero. Accuse tutte da provare. Intanto il presidente della VI sezione del tribunale penale, Luciano Pugliese, ha stabilito che il processo si svolgerà a porte chiuse.
Ma lo scontro tra innocentisti e colpevolisti continua.

MIGLIAIA DI CASI
4.392 sacerdoti denunciati per pedofilia negli Usa.
2,6 miliardi di dollari: il totale dei risarcimenti pagati fino a questo momento alle vittime dei preti pedofili negli Stati Uniti.
1.700 preti accusati di violenze, orge e uso di droga in Brasile a danno dei bambini piccoli.
800 sacerdoti, religiosi e suore chiamati a rispondere di 30 mila casi di abusi sessuali in Irlanda.
1,1 miliardi di euro di risarcimenti richiesti dalle vittime dei sacerdoti pedofili in Irlanda.
107 preti e religiosi condannati in Australia per abusi sui minorenni.
73 casi di presunti abusi sessuali su minori e più di 235 le vittime di sacerdoti e religiosi pedofili in Italia. Polonia, Gran Bretagna, Austria, Francia, Croazia gli altri paesi europei più colpiti dalla piaga della pedofilia nella Chiesa.

Commenti

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Il 20 Novembre 2009 alle 18:53 Panorama in edicola - n°48/2009 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] faccia sporca dell’energia pulita di A. Rossitto CACCIA AL TESORO La nave d’oro di Laura Anello PEDOFILIA Il diavolo sotto la tonaca di Ignazio Ingrao OUTLET Il sabato del Villaggio griffato di Antonella [...]

Il 20 Novembre 2009 alle 19:34 indigesto ha scritto:

Pare che secondo Ignazio Ingrao siano finiti tutti nella Chiesa, i pedofili. Di certo si sa che vengono individuati e puniti. Non sarà la società civile e laica forse più indulgente? Ce lo faccia sapere, il solerte giornalista.

Il 21 Novembre 2009 alle 1:56 enrico fumagalli ha scritto:

Ignazio, spiega che tra preti, civili e laici, c’è una differenza, i preti portano le gonne gli altri no. Qualcuno non lo sa.

Il 23 Novembre 2009 alle 22:47 Foro ecclesiastico - Politica in Rete Forum ha scritto:

[...] allo stato. Il prelato andava processato s, ma da un tribunale della repubblica italiana. Preti pedofili: quando c’ il diavolo sotto la tonaca - Italia - Panorama.it Su Berti lex SantUffizio non ha avuto dubbi: accusato di molestie sessuali nei confronti di [...]

Il 7 Febbraio 2010 alle 14:33 halla ha scritto:

La guerra non è altro che un pretesto per imporre la propria raggione
, e la violenza è un istinto naturale , tutti ci arrabbiamo
è in tanti stadi , cosi nascono i conflitti , invece chi va in guerra lo fà per
diversi motivi , ideali , vendetta ,soldi , senso di superiori…tà cioe
sentirsi meglio ma non sapere di chi ! vai li e spari , magari colui
alla quale riesci a fargli saltare il cervello è una persona meglio
di tè e meglio di chiunque altro , bambini donne incinte uomini diventa
no bersagli , se l’uomo si rendesse conto di quello che fà , io credo
che in questo equilibrio di follia nessuno si rende conto di niente ,
ignoriamo la vita non gli diamo nessun valore !

Diciamo che l’uomo non è intelliggente ! e che non sa la
verità ma solo buggie ! ed è quello che gli hanno insegnato ,
ed è la cosa che gli viene più facile cioè sopraffare , senza
entrambi essere educati come nessuno di trovare soluzioni logiche
sane ed intelliggenti , ma sempre con la violenza che è e sarà la
fine di questa civiltà , la minoranza di persone che riescono a pensare
in modo sano ed equilibrato , si trovano contro un ingnoranza totale al
cospetto , la chiesa , che colei che ci dovrebbe educare si è imposta per
prima con la violenza , creando un effetto causa ,
come se tutti si fossero resi conto che bisognava fare la guerra
per contrastare ,effettivamente era l’unico modo per difendersi , prima tutte
le culture è religgioni ai tempi dei maya andavano daccordo
vivevano tutti in una collettività , perche avevano capito che parlavano
tutti della stessa cosa , Dio , difatti in tutte le religgioni c’è
la base primaria identificata con il nome di Dio , l’unica religgione che
è più propragata cioè cattolica cristiana evangelica , come Dio
si è preso nella mischia un profeta , (altro errore) ma non potrebbe significare
niente perche Gesù era nelle vesti che il Dio voleva lo rappresentava , il problema è
che proprio loro che lo hanno ucciso , hanno tramutato tutta la verità scrivendo
una bibbia a loro piacimento e convenienza , scopiazzando la bibbia degli ebrei ,
i preti vendevano posti in paradiso ,si resero conto un po alla volta che
quell’uomo era importante
perche tramite i racconti estolti dalle persone vennero a conoscenza dei
miracoli ,
come ? prendevano la gente accendevano un fuoco , sotto una sedia
di ferro , gli legavano le braccia , le facevano indietraggiare verso la sedia
e li costringevano con un asta a sedersi , obbligandoli a rinnegare il Dio
e la loro gente , dopo cento persone bruciate smisero , ma prima di questo
c’ì sono stati 33 anni di persecuzione , sono riusciti ad entrare a gerusalemme
tramite altri popoli perche il sacro romano impero fù un fallimento dato che
sterminarono quasi tutti i combattenti romani , (io ho amici romani) gli mandarono
altri popoli e in tantissimi , allora il fratello di gesù che era al comando
della guerriglia , disse a quei 100 guerrieri di tagliarsi il dito mignolo
prima della battaglia , come se stessero andando contro la morte senza dare nessun valore
alla propria immunità fisica , cioè decisero di farsi uccidere , e di lasciare la vita terrena ,
gli violentarono mezza popolazione donne e bambini misero in croce un bordello di persone ,
gli apostoli furono accusati di pedofilia , tramutarono tutto
, maddalena la compagna di gesù la bibbia dice che era una prostituta , invece la prostituzione
era proibita , punita con la lapidazzione a gerusalemme , la chiesa è tutta una merdaccia
è la vera prostituta fatta di merde praticata da persone ignare e di demoni maledetti da Dio e
dalla natura stessa .

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