- Tags: camorra, Campania, candidatura, giustizia, Idv, Italo-Bocchino, Lega, maggioranza, Napoli, Nicola Cosentino, opposizione, Pd, pdl, pm, politica, regionali 2010, sottosegretario
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Nicola Cosentino in una immagine di archivio
“Non è più nel novero delle cose possibili”. Così Gianfranco Fini pensava di avere stroncato, con una semplice dichiarazione, una settimana fa, la candidatura a presidente della Campania di Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia per il quale la Procura di Napoli ha chiesto l’arresto dopo le rivelazioni di alcuni pentiti.
Ma l’idea del presidente della Camera non ha fatto troppi proseliti nel Pdl: Cosentino si è difeso da Bruno Vespa, a Porta a Porta, ed è andato dal premier Berlusconi ad annunciargli la sua decisione di non rinunciare alla candidatura e men che meno al posto di sottosegretario.
Secondo lo stesso Cosentino, il presidente del Consiglio “ha preso atto” della situazione. Il che lascia la porta aperta a tutti gli scenari. E in assenza di un’indicazione chiara dall’alto in Parlamento si scatena una querelle interna al Pdl e, di riflesso, anche nell’opposizione.
Ad accendere la miccia sono i deputati più vicini al presidente della Camera: Italo Bocchino in particolare ha chiesto esplicitamente un passo indietro a Cosentino. E si è spinto a dire che “valuterà ” la mozione di sfiducia presentata dall’Idv alla Camera (cui non ha aderito il Pd, ma questa è un’altra storia…)
Apriti cielo. Le parole di Bocchino sono state interpretate come un “atto di guerra” dei finiani alla maggioranza: reazioni sdegnate da gran parte degli ex Forza Italia (Cicchitto: “noi siamo garantisti con i nemici, figuriamoci con gli amici“) e da un folto gruppo di ex An, mentre altri hanno condiviso la linea del presidente della Camera (Fabio Granata, Adolfo Urso) e hanno chiesto esplicitamente a Cosentino di farsi da parte.
E infine c’è un terzo gruppo che prova a fare da pontiere, come uno dei tre coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa, che bacchetta sia un Cosentino troppo loquace con i media (”Ogni sua polemica personale non aiuta a mantenere la serenità in questa fase delicata (non solo per lui) della vita politica”) sia Bocchino: ”Io non so come la pensa Fini, ma so che Bocchino non è il suo portavoce e non voterò una mozione contro Cosentino”. Il ministro della Difesa ritiene la candidatura “inopportuna” ma preferisce rimandare al 26 novembre, quando i quadri del Popolo della libertà riempiranno le griglie definitive delle candidature per le regionali della prossima primavera.
Le altre anime della maggioranza si schierano col sottosegretario. Gianfranco Rotondi esprime “cristiana vicinanza” al collega di Casal di Principe: “La candidatura non la decidono i magistrati” dice, ma poi parla di una possibile alternativa: ”In Campania non c’è un tema Cosentino, in Campania il tema si chiama Camorra. A Bersani propongo un governo di emergenza composto da Pd, Pdl e Udc che ripulisca le istituzioni e risani le finanze“.
Appoggio al sottosegretario arriva dalla Lega per bocca dello stesso Senatùr Umberto Bossi: “No a un garantismo a fasi alterne”, e dall’Mpa con il componente della bicamerale Antimafia Elio Belcastro: ”Troppa gente è stata perseguita dalla Magistratura per questa ipotesi di reato, inesistente nel nostro Codice Penale ed inventato da certa Magistratura che ha sinora creato soltanto confusione ed ingiustizie. Ricordo ad esempio quanto accaduto all’onorevole Calogero Mannino, che è stato perseguito ingiustamente per tanti anni, sino poi alla sua completa assoluzione”.
E l’opposizione? Finalmente compatta a sfruttare le frizioni nel Pdl? Ma manco per idea. Se a parole chiedono quasi tutti le dimissioni di Cosentino, nei fatti abbondano i distinguo: tanto che vengono presentate tre diverse mozioni di sfiducia individuali nei confronti del sottosegretario campano, firmate da Idv, Udc e Pd.
Per Pierferdinando Casini la candidatura è “Un’ipotesi lunare” e il leader dell’Udc e il segretario Cesa sono i primi firmatari della mozione del partito. Litigano (come accade da un po’) invece Idv e Pd, come spiega Antonio Di Pietro sul suo blog:
”La regola dice che ci vogliono 60 parlamentari per firmare la mozione di sfiducia e per metterla ai voti. Noi dell’Italia dei Valori siamo 25. Ho chiesto a Bersani di far firmare la mozione di sfiducia contro Cosentino anche dai parlamentari
del Partito Democratico e la risposta che ho ottenuto stata: No, siccome lo avete fatto voi dell’Italia dei Valori, non metto la firma sotto la vostra. Che metta pure la sua firma sopra la mia, ma che firmi questo documento! Sapete cosa mi ha risposto Bersani? Che la mozione di sfiducia l’avevano gi depositata loro al Senato l’anno scorso, ma che non mai stata messa all’ordine del giorno”.
Di Pietro sostiene anche di essere stato ”avvicinato da parlamentari del centrodestra stufi di essere rappresentati in questo modo, che” ha riferito “mi hanno incoraggiato ad andare avanti e chiedere il voto segreto, perché nel segreto dell’urna voteranno anche loro per la sfiducia”.
Così il risultato è che ci sono 3 mozioni praticamente identiche alla Camera. Mentre al Senato quella “originale” del Pd sarà discussa mercoledì 25, come ha sabilito ieri la conferenza dei capigruppo.
Settimana di barricate e fuoco amico? Lo sapremo presto, a meno che Cosentino non getti la spugna prima.
- Venerdì 20 Novembre 2009
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Commenti
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Il 20 Novembre 2009 alle 12:47 indigesto ha scritto:
Col caso Cosentino non siamo in presenza di ipotesi di reato che riguardino la sua vita privata o imprenditoriale. Siamo invece in presenza di reati che vedono cionvolto il politico nelle sue funzioni, quali che siano state. La Magistratura si è assunta una responsabilità che va ben oltre quelle assunte per Berlusconi per le sue vicende di imprenditore; è, il suo, un intervento nella vita politica di una persona che ricopre attualmente cariche e, pertanto, nella vita politica del Paese. Mi chiedo in quale modo ed in quale misura verrebbe indennizzato Cosentino, ed il Paese, nel caso di una sua comprovata innocenza, e quali provvedimenti, nel qual caso, verrebbero presi nei riguardi di quei Magistrati che lo avrebbero così duramente accusato fino a chiederne l’arresto. Fare un passo indietro per Cosentino equivarrebbe ad una implicita ammissione di colpevolezza. Non farlo potrebbe significare anche che debba rispondere del suo mandato ad altri, oltre che al Paese ed a sé stesso! Queste sono le situazioni alle quali viene esposto, oltre che il singolo, il Paese stesso, nella sua espressione più alta che è la Politica, da una Legge, volutamente resa iniqua, dalla emotiva, da una parte, e chissà quanto tendenziosa dall’altra, mutilazione dell’art 68 della Costituzione, che originariamente prevedeva l’improcedibilità dell’azione penale nei confonti dei parlamentari durante il loro mandato. Sarebbe anche ora di ripristinarlo nella sua interezza!
Il 20 Novembre 2009 alle 18:30 foxgrin ha scritto:
questa ambiguità non fa bene all’Italia quindi l’onorevole Cosentino non può far altro che cadidarsi se i Magistrati hanno le prove della sua colpevolezza lo devono arrestare e giudicare subito.
Il 20 Novembre 2009 alle 19:37 indigesto ha scritto:
Se viene eletto, caro foxgrin, scatta l’arresto immediato. Siamo ridotti così!
Il 20 Novembre 2009 alle 22:54 Zione ha scritto:
Se il legittimo Capo del Governo non si deciderà a promuovere e promulgare la Legge Marziale, il Canagliume rossotogato, continuerà a fare incommensurabili disastri ed il proprio porco comodo.
Il 21 Novembre 2009 alle 12:05 indigesto ha scritto:
Caro Zione, qundo una Costituzione non prevede lo “Stato d’assedio” finisce..assediata!
Il 21 Novembre 2009 alle 16:53 Zione ha scritto:
Egregio Indi, siccome credo, da umile Cittadino del marciapiede, che la Costituzione sia un insieme di Leggi, fatte da Uomini (del passato) Potere perchè vengano rispettate da tutti i Cittadini; quando ci si rende conto purtroppo che tale dovuta Obbedienza è disattesa e addirittura Sovvertita da chi, a maggior ragione e prima degli altri dovrebbe assoggettarvisi, nulla e nessuno vieta agli (attuali) Uomini di Potere di porvi adeguato rimedio.
Quindi farà bene il nostro Legittimo Governo, dato il protrarsi dell’Illegalità da parte dei Rossi Felloni Giudiziari, a non indugiare oltre ad emanare Leggi Eccezionali; al fine di cauterizzare queste Pestilenziali Pustole e quale urgente e corroborante Panacea
Il 22 Novembre 2009 alle 15:22 indigesto ha scritto:
Zione, vuoi che non ti capisca? Ma non si può!
La democrazia è un bene di tutti. E se non si riesce a rispettarla è perchè con una Legge emotiva è stato modificato l’art 68 della Costituzione, gettando via il bambino con l’acqua sporca! Ben altre modifiche sarebbero state necessarie per evitare gli abusi che l’anno propiziata. Ma penso che tutto sia stato dovuto ad un disegno ben preciso, che non vede soltanto chi non vuol vederlo. Adesso c’è solo da risalire la corrente, sperando che anche anche la sinistra pensante, si accorga che è anch’essa (o che comunque, prima o poi,lo sarebbe) ostaggio di questo stato di cose!
Il 17 Dicembre 2009 alle 19:53 :: LaDestra.info - Il portale d'informazione della destra italiana ha scritto:
[...] la decisione definitiva della Cassazione sul caso del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, che si era candidato per il centrodestra e al quale era stato chiesto di fare un passo indietro [...]
Il 19 Gennaio 2010 alle 15:01 Granata, onorevole irrequieto: Io, il “rompi” del Pdl - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] votato contro i “medici spia”. Ha chiesto le dimissioni dal governo di Nicola Cosentino, indagato per camorra. Ha annunciato il suo no al testamento biologico votato dal Senato. Contro le [...]
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