
Il vaccino contro l'influenza H1N1
L’arrivo di una pandemia era atteso da tempo. Da quando il 24 aprile 2009 è stata segnalata in Messico un’epidemia di influenza causata da un nuovo virus, la prima preoccupazione di tutto il mondo scientifico, e mia come medico oltre che come sottosegretario alla Salute, è stata di pensare al modo migliore per proteggere la salute della popolazione, sapendo che nuovi virus influenzali colpiscono sempre i soggetti più fragili e i più giovani, perché più sensibili alle nuove infezioni.
Con i maggiori esperti del settore abbiamo istituito subito un’unità di crisi: abbiamo immediatamente attivato i controlli alle frontiere, la consolidata rete di servizi di sanità pubblica, i centri di eccellenza per il ricovero, l’isolamento e il trattamento delle persone affette, la distribuzione regionale delle scorte di farmaci antivirali.
Tutto ciò ha ritardato l’arrivo della nuova influenza in Italia di diversi mesi rispetto ad altri paesi europei. Il numero di casi che si sta osservando in Italia era previsto e atteso, così come era atteso che questa influenza mietesse un certo numero di vittime fra i soggetti con uno stato di salute più debole, numero peraltro inferiore a quello che si registra durante le epidemie di influenza stagionale.
Con questa considerazione non vogliamo certo sminuire l’impatto di tali dati, dietro ognuno dei quali ci sono persone reali, ma focalizzare l’attenzione sull’efficacia di quanto fatto nel nostro Paese. Tra le cose fatte, voglio sottolineare che siamo stati fra i primi paesi a offrire una vaccinazione specifica contro l’influenza da virus A/H1N1, che è l’unico, valido e doveroso strumento per prevenire l’infezione.
La strategia vaccinale adottata risponde a una triplice esigenza: salvaguardare il sistema paese attraverso la vaccinazione delle categorie dei lavoratori essenziali; vaccinare le persone che contraendo l’infezione possono rischiare gravi complicanze; vaccinare quella parte della popolazione che funge da moltiplicatore dell’infezione, a partire dai giovani.
Il nostro obiettivo è contenere la circolazione del virus evitando che questo possa determinare un secondo picco epidemico di influenza A/H1N1 tra qualche mese, nonché che circolando a lungo nell’ambiente possa mutare e diventare più aggressivo.
Nella gestione di una situazione così complessa si possono determinare, nella inevitabile pluralità di voci, problemi di comunicazione che però credo il governo abbia superato, non venendo mai meno a un’informazione ai cittadini centrata su puntualità e trasparenza. Un altro problema che stiamo affrontando è quello della scarsa percezione delle influenze quali malattie potenzialmente mortali: in certi casi possiamo rilevare una scarsa adesione tra i medici persino alla vaccinazione contro l’influenza stagionale.
Voglio sgombrare il campo da inutili illazioni: il vaccino contro l’influenza A è assolutamente sicuro, autorizzato dall’Emea, massima autorità a livello europeo. Certo, come tutti i vaccini è previsto che possa dare qualche reazione, ma la sua efficacia va valutata in rapporto agli enormi benefici che offre. Bisogna quindi continuare gli sforzi per promuovere la vaccinazione, anche quando il picco influenzale sarà passato, per evitare problemi più gravi in futuro.
di Ferruccio Fazio, Sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali
- Venerdì 20 Novembre 2009
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Commenti
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Il 20 Novembre 2009 alle 13:30 nicksergio ha scritto:
il discorso di Fazio è quello di un politico,non di un medico e contiene molte inesattezze,dovute sicuramente al prevalere del ruolo pubblico.L’impatto delle influenze sui ricoveri ospedalieri e sulla mortalità ogni anno è assai sovrastimato,così come l’utilità del vaccino:probabilmente la percentuale di sogg. ammalati di influenza rispetto a quelli affetti da v. parainfluenzali non supera il 7-9%; la reale mortalità per complicanze respiratorie da s. influenzale è altresì ignota perchè tutti gli studi fatti sull’influenza e sui vaccini dal 1970 ad oggi(revisione fatta da tom Jefferson e co,uno dei massimi esperti mondiali dell’argomento)hanno omesso l’autopsia suoi deceduti(ecc. un piccolo studio scozzese con 9 autopsie!)le misure più efficaci per contenere la diffusione di qualsiasi virosi sono quelle di barriera(e fazio lo sà benissimo).lavare bene le mani più volte al giorno,usare guanti e maschere ecc.il problema che queste misure sono assai economiche e non fanno guadagnare miliardi di euro allae aziende farmaceutiche o far carriera a medici e politici….
Il 20 Novembre 2009 alle 18:51 Panorama in edicola - n°48/2009 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:
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