Brunetta contro Tremonti il “signor no”. Ma tutti, premier compreso, stanno con Giulio

I ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta

I ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta

L’immagine di compattezza della compagine di governo, rivendicata in questi giorni dallo stesso Berlusconi, è stata offuscata in sole 24 ore dalla sortita del ministro Renato Brunetta, che dalle colonne del Corsera ha attaccato “l’amico-nemico” Giulio Tremonti.

Che tra i due (colleghi ministri, colleghi professori, colleghi economisti), i rapporti non siano idilliaci, è risaputo. Ma questa volta, l’affondo del responsabile della Pubblica Amministrazione contro i “veti ciechi” del titolare dell’Economia ha provocato una levata di scudi a difesa di Tremonti, prima con una nota di Paolo Bonaiuti, che ha accompagnato il premier nella sua visita a Gedda: “La linea di politica economica seguita da Tremonti è ispirata dal premier e condivisa dall’intero governo”.

Ma non sono mancate le dichiarazioni di appoggio a Tremonti dei ministri La Russa, Bondi, Matteoli, Sacconi e Ronchi e una dichiarazione congiunta dei ministri leghisti Calderoli e Maroni. L’opposizione ha ironizzato sulla “sbandierata compattezza” dell’ esecutivo non dando peso al coro di consensi per il responsabile dell’economia: “Siamo al tutti contro tutti” ha osservato il capogruppo dell’ Idv al Senato Felice Belisario; mentre la presidente del Pd Rosy Bindi ha commentato: “si è aperta la guerra di successione a Berlusconi”.
Il presidente del Consiglio, peraltro, secondo quanto si è appreso, dall’Arabia saudita, ha telefonato a Tremonti per riconfermargli il suo pieno appoggio. Giro di telefonate anche con Gianni Letta che ha svolto, come di consueto, la sua opera di mediazione.

Ma che cosa ha detto Brunetta? Che “Il ministro Tremonti esercita un potere di veto sulle iniziative di tutti i ministri. Un blocco cieco, cupo, conservatore, indistinto. A me sembra che il ministro Tremonti voglia difendere la sua scortesia” ha affermato Brunetta. Concetti ripetuti dal ministro della Pubblica Amministrazione anche in altre interviste dove ha ribadito quanto già detto al Corsera sul fatto che “tutti i ministri soffrono per il potere di veto di Tremonti”.

Alle dichiarazioni del responsabile della Pubblica Amministrazione, i cellulari cominciano a surriscaldarsi: Brunetta parla per sé, o interpreta davvero il pensiero di altri? E il premier (dopo un’ora e mezza di fitto faccia a faccia con Re Abdullah a discutere del conflitto israelo-palestinese, del nuovo approccio dell’amministrazione americana) si trova costretto a tornare a occuparsi di vicende interne. E per le solite beghe.

Sono passate poche settimane, da quando si era chiusa la querelle con Tremonti che aveva portato alla nascita di una sorta di cabina di regia economica: “Da ora in poi, se avete problemi con Giulio affrontateli in privato e senza scontri sui media, altrimenti diamo l’idea di una maggioranza litigiosa”. Brunetta, invece, ha scelto una strada diversa e proprio all’indomani delle assicurazioni di Berlusconi alla comunità italiana di Gedda (”la maggioranza è compatta”). Inevitabile, dunque, il fastidio del Cavaliere. Che, preso in mezzo da diversi fronti aperti (la questione giustizia e le continue accelerazioni di Gianfranco Fini) e da liti tra colleghi ministri, ne ricava la legittima sensazione di non uscrine più.

Ma al di là delle schermaglie a mezzo stampa, da martedì 24 partono, alla commissione Bilancio della Camera, i lavori della Finanziaria: sarà quello il vero banco di prova, la cartina di tornasole degli umori, e malumori, della maggioranza nei confronti di chi tiene (ben stretti) i cordoni della borsa. Anche perché, essendo difficile ipotizzare per ora cosa sia possibile fare con gli incassi dello scudo fiscale (che sarà contabilizzato solo a fine dicembre) naturale che per ora la parola rigore continui a essere la sola e unica percorribile. E anche le riforme, comprese quelle che Brunetta ha definito a costo zero, rischiano di trasformarsi in boomerang.

Commenti

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Il 23 Novembre 2009 alle 16:03 La sindrome dell’Unione « La Casa Dei Giochi ha scritto:

[...] ognuno dice la sua su tutto. Oggi Rotondi si scatena contro la pausa-pranzo, ieri era Brunetta contro Tremonti, avantieri era Fini contro gli stronzi, prima ancora Calderoli… vabbè lui non ha [...]

Il 23 Novembre 2009 alle 16:12 enrico fumagalli ha scritto:

Brunetta, con la sua alta statura intellettuale, non capisce come il mago Tremonti sia riuscito, con abili manovre evasire, ad aumentare notevolmente il patrimonio del suo datore di lavoro. Tremonti abile nell’eludere il fisco italiano, nulla può fare contro i controlli dell’Unione Europea, quelli non sono scemi da bere tutto e lui non può andare oltre, la melma ci arriva al collo e sale sempre più, lui, il Brunetta, usa già le bombole da sub, vule che le adottiamo tutti.

Il 26 Novembre 2009 alle 17:11 Tremonti-Brunetta: i ministri contro fanno bene alla storia, meno ai governi | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] attacco contro il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a capo di un dicastero costantemente sotto assedio, è stato messo a tiro da un [...]

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