
Il ministro Gianfranco Rotondi
Italiani mangioni e fannulloni, sempre a perder tempo a ingozzarsi. Avrà pensato questo, il ministro Gianfranco Rotondi, quando davanti alle domande di Klaus Davi ha lanciato i suoi strali contro la pausa pranzo: “Una ritualità che blocca tutta l’Italia“?
Difficile a dirsi. Ma questa è l’immagine che sembra uscire dagli articoli che riportano, sui maggiori media, la notizia: “Rotondi contro la pausa pranzo”, titola Repubblica.it. E lo stesso fanno la Stampa.it, l’Ansa.it e il Sole24Ore.it. Mentre il Corriere.it si limita a “riassumere” il contenuto dell’intervista con un “Rotondi: «Pausa pranzo, danno per tutti»”.
Poi, invece, uno si mette a vedere il video sul canale Klauscondicio di YouTube, riascolta il dialogo fra il ministro (dell’Attuazione del programma di governo) e Klaus Davi, e scopre che le cose non sono andate propriamente così. Di fronte a una domanda diretta del giornalista, infatti, Rotondi in realtà risponde con queste parole:
Non possiamo imporre come mangiare, è una scelta individuale. Posso dare una mia personale esperienza: io la pausa pranzo, e in generale il pranzo, l’ho abolita da vent’anni, perchè ho scoperto che le ore più produttive per il lavoro sono quelle che noi consumiamo fra l’accingerci al pranzare, il pranzare e il digerire.
Quindi il ministro sottolinea come, pur non apprezzando tutto il rituale che ruota attorno alla pausa pranzo: “Nessuno ritiene fannullone un lavoratore che si prende mezz’ora per mangiare“.
Sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi. In Germania, ad esempio, per incentivare la produttività la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz’ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono, sia nei minuti che nel numero di pause nel corso dell’intera settimana. Negli ultimi due anni, infatti, si è scesi da una media di 3,5 pause a settimana del 2006 a 3,3 nel 2008. Addirittura meno di 3 per le donne. In Francia lo statuto dei lavoratori riconosce 20 minuti ogni 6 ore, mentre in America la pausa pranzo non è proprio prevista dalla legge federale ed è regolamentata autonomamente dai singoli Stati, mentre in Canada e Svezia si pranza davanti alla scrivania.
Quella del ministro non è dunque una dichiarazione di intenti da tradurre in legge. Ed è lui stesso a precisarlo: “Non ho fatto alcuna proposta di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l’ho abolita da vent’anni e lo stesso consiglio alla Camera, perchè quella è l’ora in cui si lavora meglio”.
E probabilmente il ministro pensa ai risultati legati al progetto Food (Fighting obesity through offer and demand) che coinvolge sei Paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Belgio, Svezia e Repubblica Ceca), il cui scopo è proprio quello di combattere l’obesità sensibilizzando i lavoratori sulla corretta alimentazione anche in pausa pranzo.
Precisazione comunque inutile: in Rete il messaggio viaggia sotto un’altra forma. E il ministro, leader della Democrazia Cristiana per le autonomie, diventa il nuovo e facile obiettivo dei critici del web, che già son partiti con le critiche feroci.
Come lacasadeigiochi, che già parla di “sindrome dell’Unione” per il Governo Berlusconi, in cui “ognuno dice la sua su tutto”:
…esattamente come ai tempi tragicomici del Prodi-2, in cui i ministri, con l’aggiunta di Bertinotti, erano una miniera quotidiana di cazzate. Molti, influenzati dal precedente prodiano, vedono in questo un segno della prossima fine, io mi limito a rilevare che non pare un gran segno di salute, soprattutto mentale.
Mentre su Pensiericonvulsi si descrive sarcasticamente il ministro come
“uno che letteralmente si spezza la schiena dal lavoro e che non conosce domeniche e lunedi, Natale e Pasqua tanto grande è la sua dedizione al lavoro”
La consueta sagra dello sberleffo, insomma. E mentre Totentanz critica il ministro spiegando come funzionano le pause pranzo in Germania (dicendo le stesse cose di Rotondi), Enzo Coletta su ilkaleidoscopio si lamenta dei soldi spesi da lui e gli altri ministri alla bouvette parlamentare.
Problema sottolineato dallo stesso Rotondi, che questa sì preferirebbe abolire. Ma vaglielo a spiegare.
Il VIDEO con l’intervista al ministro Rotondi da Kluascondicio:
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Commenti
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Il 24 Novembre 2009 alle 20:21 39aghi ha scritto:
Anch’io avevo rinunciato alla pausa pranzo sin dall’inizio degli anni ‘90, ritenendo questa interruzione più dannosa che utile.
Quanto al ’sondaggio’ on line, non mi pare che il risultato rifletta correttamente cosa ne pensano tutti coloro che lavorano. La maggioranza di NO potrebbe indicare un maggior interesse a votare da parte di quanti non rinuncerebbero mai alla pausa pranzo, anche se dannosa (come era accaduto in passato per un sondaggio sul divieto di fumare sul posto di lavoro).
Il 24 Novembre 2009 alle 21:20 stelio bonsegna ha scritto:
Caro Ministro:
La sua “quasi” proposta è giusta e sacrosanta.
Purtroppo lei ha sbagliato (o per lo meno così risulta dai reportages)l’impostazione, in quanto la maggioranza degli italiani ha capito di lavorare senza mangiare (es. dalle 08,00fino alle 17,00).
Certo, così come riportato dalle televisioni e dai giornali, suona male.
Io credo che lei voglio reintrodurre la giornata lavorativa del sabato, così le ore giornaliere si riducono e si può benissimo andare a pranzo, cerso le 13,30 o le 14,00.
Mi sono espresso bene sig. Ministro?
Altrimenti, se fosse come riportato letteralmente dai giornali e TV, lei avrebbe preso un grosso granchio.
Cordiali saluti
Cav. Stelio Bonsegna
Il 24 Novembre 2009 alle 21:24 indigesto ha scritto:
E’ difficile proporlo ai lavoratori dell’edilizia, soprattutto a quelli che per raggiungere il posto di lavoro si alzano alle quattro del mattino. In qualche fabbrica accade lo stesso! Magari agli impiegati della burocrazia, quando non vanno via alle 14, la cosa potrebbe interessare, così “producono” di più e con meno colesterolo!
Il 26 Novembre 2009 alle 12:58 ndogna ha scritto:
In effetti per come siamo abituati tanta parte di noi,la pausa pranzo diventa un pranzo a diverse portate e questo non aiuta davvero a rendere nel lavoro pomeridiano.Ma non sarebbe meglio un panino al volo e tornare prima a casa?
Il 26 Novembre 2009 alle 17:06 Livorno:in arrivo bastimenti carichi di molluschi tossici e mandorle cancerogene | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] e stazionano nei porti italiani non è un lavoro per deboli di stomaco. O per chi darebbe torto al ministro Rotondi sulla pausa pranzo “rito da abolire”. Garantito. E non solo per il cattivo odore della carne o della verdura che spesso arriva sulle [...]
Il 5 Luglio 2010 alle 11:00 Notizie dai blog su Le perle del ministro rotondi (si, anche lui e’ ministro) ha scritto:
[...] Il ministro Rotondi contro la pausa pranzo? Non proprio. Ma il web parte lancia in resta… Il ministro Gianfranco Rotondi Italiani mangioni e fannulloni, sempre a perder tempo a ingozzarsi . Avrà pensato questo, il ministro Gianfranco Rotondi , quando davanti alle domande di Klaus Davi ha lanciato i suoi strali contro la pausa pranzo: “Una ritualità che blocca tutta l’Italia “? Difficile a dirsi. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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