La prima di Bersani: due giorni, mille piazze, tre slogan. Contro il Cavaliere (e l’Idv)

Rosy Bindi, presidente Pd, ed Enrico Letta, vice segretario

Rosy Bindi, presidente Pd, ed Enrico Letta, vice segretario

Non il 5 dicembre, ma l’11 e il 12. Non una, ma mille piazze. Non con l’Idv, ma con “il popolo delle primarie”. Non “per i suoi (del premier, ndr), ma per “i nostri”.

Difficile non vedere il pungolo di Di Pietro nella scelta del Pd di Bersani di rispondere al “no-B. day” lanciando la prima iniziativa della sua segreteria (presentata dai fidi Enrico Letta, vicesegretario, Rosy Bindi, presidente del partito), all’insegna di una “doppia responsabilità: fare opposizione e nello stesso tempo costruire l’alternativa“.

Tre i temi principali che saranno al centro dell’iniziativa, e che sono toccati anche in tre manifesti che verranno affissi nelle maggiori città italiane: lavoro, sanità, imprese. E per ognuno di essi uno slogan che critica l’operato del governo: “Un milione di disoccupati in più” (che rievoca ma in negativo la promessa di Berlusconi del 2001); “Zero euro in Finanziaria per la ristrutturazione e la costruzione di ospedali più moderni”; “A rischio 50mila piccole imprese e studi professionali”.
Nelle piazze, a far da sfondo a iscritti ed elettori, saranno indicate anche le proposte del Pd su queste problematiche: “La nostra opposizione” ha detto Letta “è sempre caratterizzata dall’indicazione di un’alternativa: il ‘no’ a Berlusconi è seguito da una serie di sì al altre proposte. Il nostro obiettivo è convincere il 51% degli italiani a lasciare la politica del governo Berlusconi, attraverso le nostre proposte”.

E, seppure Bindi-Letta, giurino che l’iniziativa non è alternativa al “no B day” del 5 dicembre (”Siamo contenti che il 5 dicembre” ha detto Bindi “ci sia questa iniziativa promossa dai blogger e sono sicura che molti del Pd parteciperanno; ma è giusto rispettare un’iniziativa promossa dal basso, e per questo il Pd farà una propria iniziativa”), resta comunque evidente che il bersaglio sia soprattutto l’Italia dei Valori, che ancora una volta ha bruciato sul tempo l’elefantiaco apparato erede del Pci, ha “intercettato” subito la manifestazione lanciata sulla rete, costringendo molti dirigenti pidini ad aggrapparsi sugli specchi, pur di parteciparvi e non sentirsi “scavalcati”.

Ha colpito, l’ex pm. Nel segno. Tanto che la pasionaria Pd preferisce fare buon viso: “Se Di Pietro vuole partecipare alla nostra iniziativa Mille piazze per l’alternativa, è il benvenuto”, dice Bindi. “Il governo” ha aggiunto Letta jr “è in palese difficoltà. Fare opposizione rumorosa non basta per vincere le elezioni: per vincere occorre raggiungere il 51 per cento, cioè costruire l’alternativa di governo. Il Pd rispetta le iniziative degli altri partiti, ma noi non rinunciamo ad avere una sua cifra”.
Cifra che si completerà, dopo la due giorni dei Circoli, il 14 dicembre a Milano, dove saranno convocato 1.000 amministratori locali: “Lì” ha detto Letta “diremo no al Federalismo del governo fatto a parole, e sì a un federalismo dei fatti”, con la proposta di “superare il Patto di stabilità interno” e consentire ai Comuni di investire nelle infrastrutture di loro competenza.

Commenti

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Il 24 Novembre 2009 alle 20:05 indigesto ha scritto:

A parte le chiacchiere e i finti entusiasmi, sembra una gara a chi vuole il federalismo più bello. Il primo effetto sarà che pagheremo più tasse, oggi celate con le “addizionali”, ma poi saranno palesi. Lorsignori non rinuncerrano ad un solo euro dei loro introiti e la schiera di Lorsignorini lo stesso. Anche se Calderoli fa finta di tagliare, per spianare la strada al federalismo attuativo, il numero delle bocche da sfamare con la Sanità e quantaltro crescerà a dismisura. Lo vogliono, il federalismo, proprio per questo! Poi, rossi o verdi..l’è istess!

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