
Operai di una cooperativa che lavora per i Cantieri navali di Pesaro, per protesta su due gru, alte 30 metri
In realtà , non se ne sono mai andati, gli operai. Ma erano diventati sempre più “invisibili”, con la scomparsa del partito di riferimento, quello che fu il Pci, poi una parte di Rifondazione, poi… boh? (La parola era infatti sparita dalle mozioni dei candidati alla leadership del Pd).
Ogni tanto ci si ricorda di loro, di una classe (ma si può ancora chiamare così?) sempre più interinale, spezzettata, immigrata, delocalizzata, smarrita, incazzata.
Accade quando c’è una strage come quella della Thyssen. O quando a Termini Imerese si blocca l’intero paese. O quando i manager vengono sequestrati all’interno delle aziende per dare spiegazioni.
Atti di protesta eclatanti, che fanno emergere i problemi che la crisi ha scatenato, uno su tutti: l’aumento della disoccupazione.
Però: quella degli operai del 2009 non è la “lotta di classe” delle tute blu di 40 anni fa, per il miglioramento di condizioni di lavoro. Non ci sono gli scioperi che bloccano le cittá, i contatti col movimento studentesco, il dibattito politico. È una lotta per la sopravvivenza, una lotta che ha bisogno di farsi notare, per esistere.
A poco più di un anno dall’inizio “ufficioso” della crisi, i posti di lavoro persi, secondo il governatore della Banca d’Italia, sono 650mila (a settembre), per non parlare della cassa integrazione e degli interinali lasciati a casa. E se la ripresa dell’economia si intravede, quella del lavoro è ancora lontana: secondo l’Ocse il tasso di disoccupazione nel nostro paese arriverà all’8,7% nel 2011. Meno della media europea, ma non è una grande consolazione.
Il nuovo “autunno caldo” è iniziato in realtà l’agosto scorso con la protesta della Innse: in cinque sulla gru per impedire la vendita dei macchinari e lo smantellamento dell’azienda. Una vicenda che ha fatto scuola ed è stata copiata (a volte con scarso successo) al Sud come al Nord, anche da professori e ricercatori.
Operai sui tetti, che bloccano autostrade, consigli comunali, che tornano a scontrarsi con vigilantes privati come a inizio XIX secolo. Una ricerca di visibilità , di ascolto da parte di una politica per cui non esistono.
Nella mappa sottostante abbiamo evidenziato alcune iniziative di protesta in tutta Italia nate negli ultimi mesi, dimenticandone - e ce ne scusiamo -Â sicuramente molte altre.
Visualizza Autunno caldo, le nuove lotte operaie in una mappa di dimensioni maggiori
- Martedì 24 Novembre 2009
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Commenti
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Il 24 Novembre 2009 alle 21:17 indigesto ha scritto:
E’ triste, è triste..e pensare che lottano per un slario di fame! Alla politica cosa gliene può fregare di più. Hanno i loro “problemi” i loro intrallazzi. e poi c’è il mercato..selvaggio! le delocalizzazioni, la manodopera a basso costo. E’ vero, i Governi possono poco. Abbiamo visto gli altri all’opera! Però con loro i Sindacati stanno zitti. Ma consoliamoci, siamo al disotto della media europea..una leccornia, da mettere in tavola! Quando è comoda l’Europa per Lorsignori! di destra ,di sinistra, di sopra e di sotto!
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