Best Italy: la felicità abita nei piccoli comuni. Ecco chi vince

Brunico, prima in classifica

Brunico, prima in classifica

Trentino, Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto: la mappa della felicità, o del benessere interno lordo, come si preferisce definire adesso, nei piccoli comuni italiani incorona soprattutto il Nord. E non soltanto per la sua maggiore ricchezza. È quanto emerge da un’indagine condotta per Panorama dal Centro studi Sintesi di Venezia (un istituto di ricerca che analizza da anni i principali fenomeni socioeconomici, locali e nazionali) che, per la prima volta in Italia, ha fotografato la qualità della vita nelle realtà locali a partire dai 10 mila abitanti.

Uno scatto che rispecchia fedelmente la realtà del Paese: circa 27 milioni di italiani, vale a dire la maggioranza della popolazione, vivono in comuni con più di 10 mila e meno di 100 mila abitanti (altri 19 milioni risiedono in paesi con meno di 10 mila persone e 14 milioni nelle metropoli).

Per individuare i 100 borghi più felici, lo studio ha selezionato un campione di cittadine medie attraverso due fasi. La prima scrematura, effettuata partendo da tutti gli 8.101 comuni italiani (nei quali sono comprese anche grandi città come Roma o Milano e le 110 province) in base a 13 parametri, ha eliminato di volta in volta gli estremi: per esempio, i comuni con una densità media della popolazione troppo bassa e troppo alta, quelli nei quali gli immigrati residenti sono meno dell’1 per cento o sopra il 15 e così via. I comuni che hanno superato la prima prova sono stati 249.
Il più piccolo? Asola, nel Mantovano, con 10.056 residenti. Il più grande è Asti, in Piemonte, con 75.298.

Una seconda fase dell’indagine ha quindi misurato il livello di qualità della vita nei comuni selezionati attraverso un mix di 50 indicatori di benessere in otto diverse aree. Le stesse recentemente indicate come indispensabili per misurare la vera felicità dei cittadini dalla commissione di economisti istituita in Francia da Nicolas Sarkozy e guidata dal premio Nobel Joseph Stiglitz. Non solo la ricchezza e le condizioni di vita materiali ma anche l’istruzione, la partecipazione alla vita politica, i rapporti sociali, la sicurezza, l’ambiente, le attività personali e la salute.

Per valutare adeguatamente questi settori l’indagine ha inserito, per la prima volta, criteri statistici nuovi quali la distanza dall’aeroporto più vicino, un indice climatico (ore di sole al giorno, giorni di pioggia annui, temperatura media), il patrimonio artistico e archeologico, ma pure la disponibilità di prodotti tipici in loco: perché la qualità della vita degli italiani è anche sole, arte e buona tavola.

Per la prima volta, anche il reddito è stato corretto con l’indice di evasione stimato dalla Agenzia delle entrate. E, seguendo una proposta di Luigi Zingales, docente di finanza alla Graduate school of business dell’Università di Chicago, è stato introdotto un dato per misurare il senso civico: la percentuale dei contribuenti che indica la fedeltà fiscale (per un’analisi completa degli indicatori consultare la tabella a pagina 108).

Quali i risultati? Ebbene, nella top ten della felicità il Trentino-Alto Adige piazza ben quattro comuni, di cui tre in provincia di Bolzano: l’altoatesino Brunico sul podio con il punteggio massimo e, al terzo e al quinto posto, rispettivamente Lana e Appiano sulla Strada del vino, località nota anche per il Zur Rose di Herbert Hintner, uno dei 14 chef stellati concentrati in questa provincia. Mentre, in provincia di Trento, Arco si piazza in ottava posizione. Insomma, un trionfo.

Le prime 100 città della nostra classifica

Le prime 100 città della nostra classifica

Bene anche il Piemonte delle piccole e grandi imprese, con Alba al secondo posto e Saluzzo al quarto. Il primo cittadino di Alba, Maurizio Marello, esprime un orgoglio che va al di là del piazzamento conquistato dalla città del tartufo e della Nutella. Con la Ferrero, 4 mila dipendenti (praticamente uno in ogni famiglia), in corsa per acquisire il colosso inglese Cadbury. Dice Marello: “Non solo l’azienda dimostra di essere in salute ma l’opzione potrebbe dare ulteriore crescita soprattutto in quei paesi in cui il gruppo di Alba non è così forte”. Una prova che dai piccoli comuni italiani nascono anche colossi internazionali.

In classifica generale si afferma con due comuni anche la Lombardia: Salò, in settima posizione, e Chiari, in nona. Entrambi in provincia di Brescia. Sempre il Nord chiude in bellezza la top ten: al sesto posto Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, e decima Isola della Scala, nel Veronese. Una mappa che ricalca, in piccolo, i risultati di analoghe indagini fatte sulle province.

“È ovvio che i piccoli comuni mostrano le stesse tendenze nella qualità della vita delle province di riferimento” spiega Michele Bacco, statistico del Centro studi Sintesi che ha condotto l’indagine insieme con Alberto Cestari.”Ma non sono i piccoli a seguire i grandi, semmai è vero il contrario: le province del Nord sono spesso prime in classifica proprio perché sono la somma dei tanti comuni virtuosi che ne fanno parte“.

I dati confermano: i primi dieci comuni (tutti fra i 10.608 e i 30.994 abitanti) hanno la meglio sui capoluoghi: gli unici due presenti in classifica, Cuneo e Belluno, sono rispettivamente al 18° e al 20° posto. “È un risultato abbastanza nuovo anche per noi: i comuni fra i 15 e i 25 mila abitanti appaiono quelli con il giusto compromesso fra uomo e territorio, risorse presenti e loro utilizzo. Forse questo è il primo ingrediente per la ricetta della felicità” conclude Bacco.

Scorrendo la classifica dei primi cento la situazione non cambia granché. Bisogna scivolare fino al 21° posto per trovare la tripletta dei primi comuni toscani: Pontedera, la città della Piaggio, dalla quale la Vespa è partita alla conquista del mondo; Figline Valdarno e Vinci, che ha dato i natali a Leonardo. Per avere un primo comune del Centro-Sud, Lanciano in provincia di Chieti, si deve scendere addirittura all’80º.

La situazione appare lievemente diversa se dalla classifica generale si passa a quelle di “tappa” (per le otto classifiche di settore vedere pagine 117-130) che, per esempio, premiano La Maddalena primo comune in Italia per la sicurezza. La stessa Lanciano si piazza terza nella classifica del benessere economico. E la palermitana Cefalù, primo comune del Mezzogiorno al 106º posto della classifica generale, è invece terza nella classifica delle attività personali.
Ma, di fatto, il Mezzogiorno è assente dai primi 100.

Anche questa indagine, insomma, conferma la tradizionale spaccatura fra Nord e Sud. Alla fine la ricchezza ha un suo peso. “In termini di infrastrutture, gioca un ruolo importante non solo la ricchezza privata ma anche quella pubblica, delle amministrazioni locali” sottolinea Giampaolo Nuvolati, docente di sociologia alla Bicocca di Milano e coordinatore del progetto Cities, Osservatorio sulla qualità della vita urbana. “Per quanto la qualità della vita presenti anche caratteri immateriali, è solo dopo aver risolto i bisogni primari che ci si può dedicare ai secondari”.
Ma, ci si chiede, davvero i cittadini di questa miriade di 1.135 piccoli comuni, tanti sono in Italia quelli fra 10 e 100 mila abitanti, vivono meglio di milanesi, romani o napoletani? Di certo la felicità è relativa e ciascuno ha la sua scala per raggiungerla. Peraltro, le statistiche possono misurare la quantità, ma non la sua qualità.
Tanto che sta emergendo un bisogno ancora più forte: il bilanciamento fra vita familiare, personale e lavoro. In altre parole, il tempo che riusciamo a dedicare a noi stessi per goderci veramente la felicità.

di Anna Maria Angelone e Mariella Boerci

Vedi anche:
La Classifica dei Comuni dal 1 al 100
La Classifica dei Comuni dal 101 al 249

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