Manovre contro Berlusconi: il Cavaliere alla resa dei conti

Il presidente del Consiglio, Sivio Berlsuconi | AP Photo/Gregorio Borgia

Il presidente del Consiglio, Sivio Berlsuconi | AP Photo/Gregorio Borgia

Povero Silvio? Stavolta non è il tormentone di Antonio Cornacchione, ma un’ipotesi, almeno secondo alcuni, neppure troppo remota. E non ci si riferisce (solo) al continuo logoramento a cui il premier si sente sottoposto: i quotidiani distinguo di Gianfranco Fini o gli attacchi di alcuni pm (a entrambe, il premier, durante l’ufficio di presidenza del Pdl di giovedì 26 ha risposto con fermezza: “Sul processo breve si ava avanti” e “Il partito decide su tutto a maggioranza, chi non si adegua è fuori“).

Andiamo per ordine.
Quarantatré milioni di euro l’anno
(rivalutabili) è l’assegno di mantenimento chiesto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, a Berlusconi da Veronica Lario nel corso delle procedure di separazione dal premier. Il quale dovrebbe, se l’istanza venisse accolta, sborsare dunque quasi 3,6 milioni al mese. C’è chi ha calcolato che si tratta di sei volte l’ingaggio di Ronaldinho ed un terzo degli stipendi di tutto il Milan. Fosse solo così la soluzione apparirebbe semplice, benché dolorosa: vendere il club rossonero e risparmiare anche qualcosa. Senonché il Milan non è un proprietà personale del Cavaliere, ma è controllata dalla Fininvest, dove oltre al premier hanno voce in capitolo e quote azionarie i cinque figli, compresi i tre di Veronica. Ipotesi, dunque, scartata.

E controfferta di Berlusconi: 200 mila euro al mese, massimo 300. Una miseria: corrisponde ad un dodicesimo della richiesta. Si andrà dunque avanti nella trattativa, con il capo del governo che nel frattempo si è visto respingere altre due soluzioni: l’intera proprietà di villa Belvedere a Macherio, dove Veronica vive abitualmente, e la scelta a lei riservata di un giudice terzo incaricato di quantificare l’assegno di mantenimento.

I guai economici del Cav. però potrebbero complicarsi e di parecchio. Già nel 2008 ha perso lo scettro di uomo più ricco d’Italia, surclassato da Michele Ferrero, quello della Nutella. Mentre nel mondo è precipitato dal 50mo al 91mo posto. Ora, assieme alla separazione, incombono due altre grane ben più grosse.

La Cir di Carlo De Benedetti, alla quale una sentenza del giudice milanese Raimondo Mesiano aveva stabilito che la Fininvest pagasse 750 milioni di euro come risarcimento a seguito della vicenda del Lodo Mondadori (il processo penale si è concluso con il proscioglimento di Berlusconi), ha presentato controricorso al ricorso dei legali del capo del governo. L’atto è stato depositato ieri dagli avvocati dell’Ingegnere. Martedì 1 dicembre la decisione: la Corte d’Appello di Milano può dichiarare esecutiva la sentenza di Mesiano, oppure accogliere la sospensiva di pagamento chiesta dalla Fininvest finché, appunto, l’appello vero e proprio non sarà celebrato.
In questo caso gli ordini di grandezza a cui fare riferimento sono ben diversi dall’ingaggio di Dinho e compagni: 750 milioni
corrispondono a poco meno della capitalizzazione di borsa della Mondadori (a cui appartiene Panorama), ad un ottavo di quella di Mediaset, ad un quarto di Mediolanum. Tutte aziende quotate, peraltro, delle quali Berlusconi e la Fininvest non hanno certo la piena proprietà.

Finito? No: tre procure - Palermo, Caltanissetta e Firenze - hanno riaperto le indagini sulle stragi di mafia del 1993. Un pentito, Gaspare Spatuzza, ha raccontato di “avere appreso” da boss oggi all’ergastolo, i fratelli Graviano, che Berlusconi e Marcello Dell’Utri avrebbero, 15 anni fa, “dato assicurazioni” a Cosa Nostra perché cessasse gli attentati.

Se contro il premier si formulasse l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a parte l’evidente danno politico, i pm potrebbero chiedere la confisca preventiva del patrimonio. Uno scenario fantascientifico? Politicamente oltre che giuridicamente insostenibile, per le stesse procure? Forse; ma neppure da escludere.

Al confronto, nel frattempo, l’uno-due di Veronica e dell’Ingegnere rappresenterebbe solo un modesto antipasto.

Commenti

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Il 27 Novembre 2009 alle 13:35 Zione ha scritto:

Speriamo che dalla Riforma della Giustizia in discussione, possa venir fuori anche una grande ramazzata in quest delicati e dolorosi settori della Malagiustizia, egregiamente rappresentato dal Superbo Giudiciume, dal vermiglio manto, color del sangue di tante derelitte persone calpestate, oltraggiate e assassinate.

Il Popolo deve augurarsi che questo costruttivo e Laborioso Governo, operante sulla strada dell’Ordine e del Progresso, non
venga dilaniato dai branchi di Lupi, Jene e Sciacalli, che lo cingono di assedio e con infamia lo assaltano in continuazione.

Pertanto è oltremodo necessario e urgente, che in nome della Civiltà, lo stesso Presidente del Consiglio, si decida e si
prodighi ulteriormente al fine di emanare finalmente una Legge Eccezionale, che come primo atto sciolga certe Cancrenose Asociazioni a Delinquere.

Il 27 Novembre 2009 alle 15:18 carlo.tosi ha scritto:

STIAMO AFFONDANDO NELLA CACCA!!!
Per colpa di un premier megalomane, narcisista e pieno di se, che fa di tutto, anche aiutato dai suoi leccapiedi, per evitare le molte grane giudiziarie nelle quali è coinvolto. Gli unici impegni del governo sono tesi alla sua impunità. Mentre il paese affoga tra mille difficoltà. Si aveva una speranza nel presidente Napolitano, quale ultimo baluardo per la legalità, ma anche per queste attese c’è grande delusione. Abbiamo sentito che è disposto a far passare le nuove regole per la giustizia perchè, dice lui, che un governo eletto dal popolo deve avere la possibilità di governare. Il problema è che il popolo avev votato e chiedeva un governo onesto! Se questo requisito viene a mancare, il governo DEVE andare a casa!!! Proprio non c’è speranza per questa povera Italia finchè c’è un governo di tale bassa linea morale.

Il 27 Novembre 2009 alle 16:20 jane55 ha scritto:

E’ semplicemente il solito attacco su piu’ fronti contro chi e’al potere.Il problema e’ sempre quello,c’e’ qualcuno che non vuol accettare di aver perso, ma ancora piu’ grave e’ che invece di proporre validi programmi politici in alternativa, si arrampica come puo’ sugli specchi,e attacca il governo usando di tutto,processi, scandali e scandaletti, tv spazzatura. Ma chiedo cosa ha fatto il precedente governo per la situazione italiana? Mi sembra a pensarci, poco.E chiedo se nella situazione attuale l’opposizione andasse al potere,cosa combinerebbe? Temo non molto, considerando i risultati ottenuti dai precedenti governi di sinistra.Costruttivita’ e programmazione, e’ questo che manca all’attuale sinistra italiana, e senza questi due requisiti , scusatetanto, ma poco si combina.

Il 27 Novembre 2009 alle 17:32 indigesto ha scritto:

Non possiamo sapere se il Presidente abbia o no delle colpe: se abbia carpito con l’inganno patrimoni altrui, se abbia offeso, e fino a qual punto, persona che intende fargliela pagare a caro prezzo. Di certo si scorge la mano pesante della Giustizia. Che è poi la Stessa che rivede processi sulla base di “soffiate” di delinquenti pentiti, ma condannati semmai per delitti efferati in seno ad organizzazioni malavitose, che ancora prosperano e certamente tessono trame alle quali potrebbero essere funzionali gli stessi delinquenti pentiti. Tantopiù che dette organizzazioni hanno ricevuto colpi decisivi, che mai potrebbero essere mortali, proprio da questo governo. Ne viene fuori uno scenario surreale, nel quale la stessa Giustizia potrebbe essere vittima nonchè carnefice. C’è solo da sperare che si proceda con tutta la prudenza che la situazione richiede. Ma certe “concomitanze” portano a riflettere, a riflettere molto!
Cosa succederebbe se ci fosse un cambio delle forze al governo di questo paese per via giudiziaria? E’ presto detto. l’Italia diventerebbe di colpo virtuosa, con una buona rappresentanza di ex magistrati nei posti di governo, con l’archiviazione dei processi forzatamente intentati, ma tuttora latenti, nei confronti degli esponenti della sinistra, con la riproposizione di nuove tasse in concomitanza con l’attuazione del federalismo, con la riproposizione dei PACS ed altre sconcezze. Questo per un pò di tempo. Poi, chissà tra quanto, si potrebbe ricominciare daccapo.
Ci sarà sempre bisogno di Sentenze “in nome del popolo italiano”!

Il 27 Novembre 2009 alle 20:54 nhico ha scritto:

Il Colle sembra che si sia svegliato. Eppure Napolitano poteva e doveva fare di più. Lui è il Presidente del CSM e come tale, invece di convocare una conferenza stampa è fare la sua esternazione, avrebbe dovuto personalmente presiedere quell’organismo e oltre a ribadire che “nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del parlamento” doveva altresì aggiungere che il comportamento di certi giudici di Magistratura democratica è chiaramente eversivo e, perciò, penalmente perseguibile. Non averlo fatto significa aver voluto stemperare nella comune ideologia l’ impatto del suo intervento. Tanto è vero che l’ANM , per mezzo del suo presidente, si è affrettato a dire che loro non sono in guerra ma non vogliamo aggressioni. E questa dichiarazione significa una sola cosa: quella muta di cani resta libera di continuare a dare la caccia al premier.

Il 27 Novembre 2009 alle 20:54 Zione ha scritto:

Caro Tosti, guarda che il Popolo quando ha votato, conosceva benissimo il nostro Presidente del Consiglio e pertanto sei pregato di non dire corbellerie, perchè Lui non è cambiato affatto dopo le elezioni, ma è sempre lo stesso solito di prima.

Il 28 Novembre 2009 alle 13:59 Ru ha scritto:

xCARLO TOSI (uno dei Compagni salvatori dell’Italia)

Lo scrivente fa parte di quella enorme percentuale di “LECCAPIEDI” che privi di infusione divina come la tua hanno votato per il Centrodestra e lo rivendicano orgogliosamente. Poichè io sono un “leccapiedi” (oltre agli svariati insulti che ci avete comminato) mi concederai democraticamente (voi siete maestri di democrazia) di scriverti la mia opinione: ritengo che l’unica merda che appesta l’Italia siate solo voi, piccole e dannose zecche. L’immagine di quel “Moralista di RAI 3″ trovato a quattro piedi a circa 90° vi rappresenta egregiamente. Siete ricoperti dalla merda da Nord a Sud, siete travolti dagli scandali, il tappo della fogna non si apre completamente solo perchè una parte della Magistratura ha l’occhio sinistro cieco e nonostante tutto ciò continuate pervicacemente a spargere il vostro odio inutile e dannoso, continuate a impartire lezioni senza averne titolo, continuate ad essere inutili e dannosi per la società e non vi sfiora mai il pensiero di occuparvi di tutta la merda di casa vostra che è ottima e abbondante. Ma perchè non ve ne andate in uno dei vostri “PARADISI” e vi levate dalle scatole ? Temo che la mia proposta resterà inevasa perchè nei vostri “PARADISI” non è come in Italia: lì il “mazzo” ve lo fanno senza indugi.

Il 28 Novembre 2009 alle 16:30 aldo1110 ha scritto:

Certo che voi giornalisti,pur di vendere carta stampata, vi inventate anche che Cristo e’ morto dal sonno!
Io nei panni del Presidente Berlusconi, convocherei il Ministro Alfano ed il ministro Maroni ,impartendo l’odine di arreto preventivo (azione da eseguirsi nottetempo),dei tre PM che stanno complottando contro il Premier. Credo che il presidente Berlusconi, come nei casi di emergenza ambientale,abbia l’autorita’ e sopratutto il potere per attuare contro questi pendagli da forca che dimostrano totale disprezzo della necessita’ impellante che il capo del governo ,possa lavorare indisturbato e portare l’Italia fuori dalle secche della crisi economica mondiale.Che nella magistratura ed anche in certa stampa prezzolata ci siano dei banditi e’ ormai sotto gli occhi di tutti.Attuiamo quindi con forza e determinazione.La democrazia e l’amor patrio impongono di annichilare il nemico.Senza indugi.

Il 28 Novembre 2009 alle 21:02 indigesto ha scritto:

Chiedo scusa, ma credo che i toni forti poco servano a chiarirsi le idee. Che i Magistrati talvolta usino le Leggi per imbastire teoremi, è possibile. Ma spesso è l’incompletezza delle Leggi, magari volute così con “lungimiranza”, che provvede acchè si producano sconcezze. Credo anche che “l’uso dei pentiti” meriti qualche rifessione a parte. Il pentito deve produrre prove, collaborare a scovare latitanti, indicare persone e luoghi che configurino delitti di cui poi avere immediato riscontro. Fare il pentito per “sentito dire” non so a chi torni comodo. Spesso si fanno sentire cose, a delinquenti di non primo livello, proprio per confonderli e tenerli semmai lontani da verità di cui solo i Capi devono essere a conoscenza, o, in altri casi, si imbastiscono vendette, mettendone così le premesse. Si finisce dunque per scadere nel pettegolezzo di ordine delinquenziale, dove è bene che la Magistratura ponga interesse, ma meglio sarebbe se, accertati i fatti, procedesse nei riguardi del “pentito” con durezza, escludendo ogni invocazione sulla “buona fede”. Quanto al “concorso esterno in associazione mafiosa”, a parte la configurazione giuridica del reato, mi chiedo: se acquisto un immobile da persona sulla quale girano voci di “mafiosità” (troppe, di quelle in vista, soprattutto nel Sud) sono passibile di essere considerato in concorso esterno con associazioni mafiose, atteso che poi si accerti la mafiosità del venditore, per aver procurato “surrettiziamente” capitali alla mafia? Se così fosse si riempirebbero non solo le galere ma gli stadi di detenuti! Dunque, credo che occorra molta, ma molta prudenza, in queste cose! Soprattutto da chi è chiamato a vagliarle; e, nel mentre, occorrerebbe intervenire sul giro mediatico che, illegalmente, viene a conoscenza delle indagini. E’ facile distruggere persone coi “se” e coi “ma”. Qualcuno però ne dovrebbe rispondere! Non ci si può trincerare dietro il diritto di cronaca, quando la cronaca, già illegale, diventa calunnia, gravissima!

Il 28 Novembre 2009 alle 22:22 Zione ha scritto:

Ma tanto ci voleva, signor Presidente ???

Era ora che il Presidente della Repubblica, finalmente si facesse sentire nel modo (appena giusto) di come avrebbe dovuto parlare già da lungo tempo e speriamo che il discorso venga ben recepito e tenuto nella debita considerazione; specie da parte di certi Emeriti Cialtroni; Usurpatori e dissacratori della nobile funzione del Magistrato.

Il Presidente del Consiglio, invece si deve decidere in fretta, in nome della Ragione di Stato e prima che questa pustolosa situazione degeneri nel caos di gravi tumulti di piazza, con prevedibili e incommensurabili danni per tutta la popolazione, indistintamente, a far intervenire con un provvedimento straordinario di urgenza, la MAGISTRATURA MILITARE.

Per molti noti motivi di scelleratezze perpetrate da parte di ben individuabili Gaglioffi Giudiziari, con qualche famoso gendarme criminale associato al loro seguito è ora che si faccia un’accurata e profonda inchiesta sulle loro tante malefatte commesse; così come bisognerà anche indagare su certi fetentissimi magistrati politici, che servendosi oltre il lecito di Miserabili Pentiti, al fine di sovvertire il legale Ordinamento dello Stato, li ripagano lautamente dividendo con generosità la loro mercede, il Sangue del Popolo, che lavora e stenta tanto per vivere con Dignità.

Il 29 Novembre 2009 alle 2:39 aldo1110 ha scritto:

Vedo che “Zione” ha messo il dito nella piaga.
Il Presidente Napolitano,come presidente del consiglio superiore della magistratura,puo’ ordinare l’indagine giudiziaria di alcuni magistrati,in odore di mafia politica.Si tratta di emeriti delinquenti che, rubando lo stipendio di impiegato pubblico,perseguono fini eversivi.
Fermateli prima che facciano danni irreparabili alla Nazione.

Il 29 Novembre 2009 alle 10:08 nhico ha scritto:

Magistratura democratica si sta preparando alla sua ultima carica. Con la sciabola dell’ingiustizia sguainata, guarda i faldoni bene allineati sulle scrivanie e incrocia le dita. Tutto quello che umanamente era imputabile a Berlusconi è stato strasformato in accusa ed ora le toghe rosse sono pronte a fare valere la loro non ragione nelle aule dei tribunali. Con la farsa di farlo in nome del popolo italiano. In quelle migliaia e migliaia di pagine, che alla collettività sono già costate quanto la finanziaria di uno stato africano, c’è la nostra storia malavitosa degli ultimi vent’anni e passa ed un unico imputato: l’odiato Berlusconi Silvio. Non hanno prove, non hanno niente tranne le loro fantasie ideologiche, ma sono fiduciosi. Fiduciosi dell’apporto dei pentiti. Di quei mafiosi pentiti che hanno reclutano, a distanza di quattro lustri, nelle patrie galere. La contropartita per questo canagliume da 41 bis, il cui capofila è Gaspare Spatuzza, il killer di don Puglisi, è lo status di pentito prima, lo stipendio , la libertà e la scorta poi. Lasciando questi professionisti del crimine a confabulare con le toghe rosse, ed esercitando con lo stesso slancio di quei giudici la nostra fantasia, cerchiamo di vedere cosa possa esserci sul retro della stessa medaglia. Senza voler essere troppo arditi, la mente vola subito a tutte le volte che il fu PCI e le cooperative rosse e gli attuali rampolli del postcomunismo sono stati accumunati al malaffare. E, allora, le ipotesi di lavoro investigativo si fanno numerose e davvero molto interessanti. La prima. Potrebbe essere la stessa mafia, che sta subendo, per opera di questo esecutivo, le più cocenti sconfitte della sua lunghissima vita, a pretendere dai compagni in affari una mano d’aiuto. La seconda, la terza e tutte le altre che potrebbero fare capolino dai gangli, insieme al cilindro del prestidigiatore, le lascio a voi. Larga la strada stretta la via dite la vostra che ho detto la mia. Minchiate. Forse. Né più né meno di quelle con le quali i signori in toga vogliono ammanettare l’attuale capo del governo.
P.S.:
Questa però è storia giudiziaria.
“Condannato il compagno G
Repubblica — 23 gennaio 1999 pagina 16 sezione: POLITICA INTERNA
MILANO - Ci sono voluti quasi tre anni di processo, lento e noioso. Ma ieri sera Mani pulite ha ottenuto una sentenza che mette nero su bianco una verità che il pool milanese è stato a lungo accusato di non voler né cercare né trovare: anche il Pci-Pds nazionale ha partecipato tra la fine degli anni Ottanta e l’ inizio dei Novanta alla spartizione del bottino di Tangentopoli. Per questo, tra i venti condannati del processo alle tangenti dell’ Enel, ci sono - insieme a veterani come Craxi e Citaristi - anche due uomini della Quercia: sono Primo Greganti, il famoso “compagno G”, collaboratore di Botteghe Oscure, e il professor Giovanbattista Zorzoli, il tecnico che il Pci- Pds aveva piazzato nel consiglio d’ amministrazione dell’ Enel. Insieme, sono accusati di corruzione e finanziamento illecito per avere procurato al partito un miliardo e 200 milioni provenienti dal gruppo Ferruzzi. Se insieme a loro non viene condannato un dirigente nazionale del partito, aveva spiegato il pm Paolo Ielo, è solo perché Greganti e Zorzoli, con i loro silenzi e le loro bugie, hanno fatto argine, impedendo di individuare con nome e cognome il destinatario finale: e perché le testimonianze come quella di Bartolomeo De Toma, collettore di mazzette craxiano che indicava in Massimo D’ Alema il referente dei “finanziamenti” al partito, sono rimaste prive di riscontri.”
E’ vero o non è vero che un solo compagno, il compagno G., è riuscito ha fermare il dobermann Di Pietro sulla porta del segretario generale del PCI Achille Occhetto? Ovviamente, con una forte mano di aiuto di altri magistrati della stessa procura milanese. E gli intrecci continuano.

Il 29 Novembre 2009 alle 12:43 ndogna ha scritto:

Poveraccio,meno che gli Italiani ha tutti contro che lo martellano siamo all’assalto di Forte Apache.Prima di tutti i magistrati ideologizzati,poi le trasmissioni televisive quelle di Mediaset comprese,la grande maggioranza della stampa e come se non bastasse pure il traditore Fini con le sue sparate pro-extracomunitari e i suoi niet a qualunque cosa faccia o dica il suo Governo.E per buona misura anche le allucinanti pretese economiche dell’ex moglie.E gli attacchi isterici di Di Pietro?Ma perchè non manda tutti aff….amici (?) e nemici e si gode il suo denaro?

Il 29 Novembre 2009 alle 13:47 Zione ha scritto:

La fine del mondo !

Un vecchio Compagno pratico della vita, che da molti anni osserva con attenzione certi accadimenti tribunalizi, afferma e giura solennemente che fra il Silvio e i Briganti Giudiziari, c’è solo una piccola differenza che consiste nel fatto che il primo lavora colla testa e con passione, mentre i secondi lavorano col pugnale e con tradimento.

Cose da pazzi; sembra quasi impossibile che di questi tempi e dalle nostre parti esista ancora certa viscida gentaglia così ribalda e vigliacca al cui confronto i Barbari di antica memoria fanno una gran bella figura; ma forse sarà come dicono i Testimoni di Geova, che si stà avvicinando Armaghedon, il giorno della fine del mondo.

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