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Il premier Silvio Berlusconi | (Marco Merlini/LaPresse)
“Se c’è un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, questo è il mio governo“. Silvio Berlusconi passa al contrattacco. È così, dopo aver trascorso un giornata di riposo a villa la Certosa, alla vigilia della sua visita ufficiale in Bielorussia, il presidente del Consiglio sferra un nuovo affondo contro il tam-tam dei giornali su un suo presunto coinvolgimento nelle indagini di mafia sugli avvenimenti del 1992-93.
Già sabato, ad Olbia per un convegno, il Cavaliere aveva provato a sgombrare il campo da ogni sospetto definendo quelle voci “accuse infamanti”. Poi, dopo aver letto nuovamente i giornali, i toni del Cavaliere sono diventati ancora più duri.
Berlusconi difende se stesso, la sua famiglia, le aziende, l’operato del suo governo e, contemporaneamente, del Popolo della Libertà nel contrastare la criminalità organizzata. “Se c’è una persona che per indole, sensibilità, mentalità, formazione, cultura e impegno politico” dice Berlusconi “è lontanissimo dalla mafia, quella persona sono io“.
Una presa di posizione, quella del presidente del Consiglio, che ha l’obiettivo di controbattere colpo su colpo ad ogni ipotesi di sospetto. Berlusconi parla di “attacco ignobile” nei suoi confronti chiamando in causa i giornali ed in particolare il gruppo di Carlo de Benedetti contro cui conferma agirà legalmente. “Intendo contrastare” avverte “la campagna di stampa del gruppo l’Espresso-la Repubblica che chiamerò a rispondere sul piano penale e civile dei danni alla dignità della mia persona, della mia famiglia e dell’azienda Fininvest”.
A dare sostegno (semmai ce ne fosse bisogno) alle parole del premier, scendono in campo in tanti, nel Pdl. Dal capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto al portavoce Daniele Capezzone; dal ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini (”Magari lo accuseranno di essere il mandante del disastro di Ustica o di essere coinvolto nella strage di Bologna”), al vicepresidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, che cita dati, numeri e risultati: “Berlusconi e il suo esecutivo hanno dato colpi duri alla criminalità come ne ha dati il centrodestra, con dati evidenti, dal 41bis a sequestri e confische e ad arresti e condanne esemplari.
Assurdo, ma questo sembra esser l’unico modo per mettere a tacere chi, sempre citando Bocchino, “mesta nel torbido, per colpire l’avversario politico, con l’unico risultato di aver ulteriormente screditato l’Italia”. E allora, ecco i dati della lotta alle mafie.
Che da quando è tornato al governo Berlusconi nel 2008 sembra aver subito un netto cambio di marcia. E basta fare un giro sul sito del ministero degli Interni - retto dal leghista Roberto Maroni - per averne conferma. Solo cinque giorni fa, il 25/11/2009, presentando il Piano straordinario antimafia (Un testo unico contenente tutte le norme antimafia e il potenziamento degli strumenti per l’aggressione dei patrimoni mafiosi), il titolare del Viminale snocciolava questi dati:
Tra i risultati positivi ottenuti (aggiornati a fine ottobre) 377 operazioni di polizia con un incremento del +53% rispetto ai 18 mesi precedenti che hanno portato a 3.630 arresti (916 di affiliati a Cosa Nostra, 571 alla ‘ndrangheta, 1.465 alla camorra e 498 alle organizzazioni pugliesi). Lo Stato ha potuto mettere a segno, poi, 282 arresti di latitanti (+87%) con la cattura di 15 latitanti tra i più pericolosi ancora in circolazione ai quali vanno aggiunti i 37 latitanti arrestati e posti nella lista dei 100 più pericolosi.
Lo stesso giorno, mentre Maroni parlava a Palazzo San Macuto davanti alla Commissione antimafia (presieduta da un politico serio, apprezzato a destra e a sinistra, e molto vicino al Cavaliere: Beppe Pisanu), gli agenti della Dia di Napoli hanno messo i sigilli a beni immobili e finanziari per un valore complessivo di 120 milioni di euro Già, i sequestri. Altro grande successo del governo del Cavaliere: nel 2007 è stato sequestrato un patrimonio di 3,5 miliardi di euro, l’equivalente di una manovra finanziaria.
Nel 2008 si è saliti a 4,5 miliardi e i numeri per il 2009 raccontano un ulteriore balzo verso l’alto: cinque miliardi e 372 milioni di euro, il 50 per cento in più rispetto ai 17 mesi precedenti all’aprile 2008.
Non basta? E allora - come riportapolisblog.it - ecco alcune norme, presentate e diventate legge, con questo esecutivo: norme antiriciclaggio, norme contro le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, i benefici per le vittime della criminalità organizzata, norme che escludono dagli appalti chi non denuncia il pizzo, sequestri preventivi, norme per lo scioglimento dei comuni infiltrati, nuovi poteri per il procuratore nazionale antimafia e le norme molto più restrittive sul 41 bis, il carcere duro per boss e affiliati ai clan. Un regime che il ministro della Giustizia Alfano ha firmato immediatamente dopo l’ultima cattura eccellente del boss di mafia Domenico Raccuglia, senza tuttavia negare la volontà di renderlo ancora più restrittivo.
Il capo della Polizia Manganelli, quando furono promulgate, disse che erano le norme volute da Falcone:
Queste sono leggi che hanno previsto una serie di quelli che un tempo erano auspici del giudice Falcone e che sono stati portati avanti da altre persone, da ultimo dal procuratore nazionale antimafia Grasso. Sono norme che mirano a migliorare le condizioni di sicurezza del nostro Paese e quindi direttamente agiscono anche per togliere linfa alle organizzazioni criminali.
Più chiaro di così. O no?
- Lunedì 30 Novembre 2009
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Commenti
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Il 30 Novembre 2009 alle 15:50 jane55 ha scritto:
Tutto e’ utile per far cadere berlusconi.A sentire certa stampa sembra diventato il nemico publico numero uno. Ed e’ vero che ci stiamo facendo una gran figuraccia all’estero. Intanto questo buttare fango su una delle piu’ alte cariche dello stato senza uno straccio di prova, indebolisce la posizione dell’Italia nel contesto internazionale, e poi aiuta stereotipi che ci vogliono indiscriminatamente far apparire come un popolo di mafiosi. Sarebbe ora di fuinirla, e di pensare all’Italia e non al modo piu’ eclatante di gettare discredito su Berlusconi.Come dire tutto e’ utile per far cadere un governo e infangare una persona, anche l’immondizia.
Il 30 Novembre 2009 alle 16:32 Zione ha scritto:
GIUDICIUME e PESTE BUBBONICA : chi stato e chi è più Assassino ?
La barbarica Peste Bubbonica che da molti anni e reconditamente germinava nella sacra istituzione giudiziaria, e viscidamente colpiva a tradimento, già da tempo è esplosa con folle albagia e con tutta la sua micidiale virulenza, falciando con estrosa fantasia molte Vittime innocenti, il cui sangue (stando alle Sacre Scritture ed anche alla turpe mentalità Mafiosa di vendetta degli associati) ricadrà sulla testa degli stessi Fedigrafi e Felloni che l’hanno versato ed anche, giustamente, sulle loro famiglie; per quanto ci si possa sforzare di credere che fossero del tutto all’oscuro di comportamenti delinquenziali dei propri congiunti, fortemente dotati di feroce istinto criminale.
Per quanto doloroso, è auspicabile e prevedibile (per Giustizia Celeste) che anche per loro vi sia lo stesso sconvolgimento distruttivo che l’infame banda di briganti, ha provocato a quelle dei tanti poveri Cristi (sempre sia lodato !), capitati per puro caso nei loro artigli, molto prensili e rapaci, anche riguardo alla zuppa; come capitato in Piemonte (ultimo caso ?); dove sono stati Rubati molti miliardi allo Stato da parte di uno di tali Compari di alto livello; che come altri, ancora spavaldamente a cavallo della boria, veniva molto considerato nell’ambiente dei magistrati lestofanti e trafficoni politici.
Purtroppo ed è triste dirlo, questi pusillanimi e infingardi Criminali, non solo sono aumentati di numero, ma sono diventati sempre più Scellerati, per cui ci si può aspettare di tutto ed è per questo che il Governo ha il Dovere di intervenire immantinente per estirpare le radici e cauterizzare col ferro rovente il terreno di coltura, dove si annida questa Mala Pianta che ha avvelenato la Società Civile e deve agire con rigorosa fermezza, prima ancora che questi farabutti osino ulteriormente infangare, oltraggiare e distruggere altre persone per bene.
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