Di Pietro “tengo famiglia”: Annina, c’azzecca pure lei

Antonio Di Pietro con la figlia Anna, studentessa alla Bocconi

Antonio Di Pietro con la figlia Anna, studentessa alla Bocconi

Ma sì, cancelliamo per sempre quell’orrenda battutaccia sull’”Italia dei favori”. E chiudiamo la polemica sui presunti aiutini, politici e giudiziari, forniti al rampollo molisano. Che sia stoppata definitivamente, insomma, l’idea malfidata di un Antonio Di Pietro nepotista, teso a sostenere la carriera e l’onore del primogenito Cristiano. Non è così: da sostenere c’è pure Annina, la figlia femmina.

Archiviate le sue disavventure giudiziarie, Cristiano, generato da Di Pietro con Isabella Ferrara 36 anni fa, è tornato dirigente del partito di papà e pratica sereno i campi di Montenero di Bisaccia. Ma le intercettazioni in cui chiedeva favori al provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise restano lì a inibirgli la carriera politica ad alti livelli, e pure il fisico, la parlata e il carattere non aiutano.

Gli altri due ragazzi, Anna e Tonino, avuti da Susanna Mazzoleni, sono nordici, vivono a Curno, alle porte di Bergamo. Tonino jr è giovanissimo, ha appena 18 anni. Ma, “nomen omen”, è scritto: magistrato o poliziotto, questo dovrebbe fare della sua vita. Nel nome del padre.
Anna rimarrà comunque la preferita. Anzitutto perché è l’unica femmina. Poi si chiama come l’adorata e scomparsa nonna paterna. E s’è imposta come la più sobria dei tre figli. La più titolata. La più erede. Ventidue anni, bella da cammeo, ha frequentato la scuola europea a Bruxelles e trascorre lunghi periodi di aggiornamento all’estero. Parla l’inglese, lo spagnolo, il francese, il bergamasco e la lingua più ostica in famiglia: l’italiano. Studentessa modello alla Bocconi, ramo giurisprudenza, potrebbe sostenere il concorso da magistrato dopo la laurea, facendo la felicità paterna, o buttarsi in politica dopo il master. Facendo l’infelicità di Cristiano.

E però pure lei non è senza macchia. Dall’inizio del 2006 al luglio del 2007 la 18enne Anna fu giornalista praticante di Italia dei valori, il quotidiano di partito, chiuso di fatto da Tonino (senior, ovviamente) nell’arco di una notte. Giusto il tempo, ma è casuale, per farle raggiungere i 18 mesi di contratto utili a sostenere l’esame da professionista.
Obiettivo fallito: “L’allora ministro mi chiese la certificazione del praticantato” ricorda con Panorama l’ex direttore Delia Cipullo “ma risposi di no, sarebbe stato un falso. Anna Di Pietro era soltanto un nome sul tamburino: in redazione non l’abbiamo mai vista. È così vero che lui, il padre, minacciò querele e altro, anche pubblicamente, ma poi non ha fatto nulla”.

E così la ragazza mancò l’iscrizione all’ordine. Ma la pena fu soltanto dei genitori, certo non sua. Come pure non la esalta la prospettiva di guidare la AnToCri, acronimo di Anna, Tonino, Cristiano, la società paterna. Un piccolo impero immobiliare. Del quale le importa poco o punto.

La politica, invece, l’attira eccome: in prospettiva e non solo. Sta facendo pratica con il movimento giovanile. L’8 giugno 2009, dopo il trionfo alle europee, è stata lei, non Cristiano, a venire fotografata tra il padre e Luigi De Magistris, l’altro uomo forte dell’Idv.
È la prova che Annina ha capito come va il mondo. Anche se non lo insegnano alla Bocconi.

Commenti

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Il 1 Dicembre 2009 alle 13:12 Panorama in edicola - n°49/2009 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] famiglia DI PIETRO Annina, c’azzecca pure lei di Carlo Puca VENTURA Ho fatto pressing per il mio ex di A. Piperno [...]

Il 1 Dicembre 2009 alle 15:01 Sindrome P sul Pd: processi, piazze e Puglia. I dolori del “giovane” Bersani - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il premier, Silvio Berlusconi, divide il Pd e rischia di mandare in frantumi l’alleanza con Tonino Di Pietro. Questa volta a mettere nei guai il neo - segretario è il suo vice, l’ex Margherita Enrico [...]

Il 1 Dicembre 2009 alle 20:58 Zione ha scritto:

Giudiciume e Peste Bubbonica : chi stato e chi è più Assassino ? Ma allora, aveva proprio ragione Masaniello, quando diceva che il pesce puzza dalla testa ?

La barbarica Peste Bubbonica che da molti anni e reconditamente germinava nella sacra istituzione giudiziaria, e viscidamente colpiva a tradimento, già da tempo è esplosa con folle albagia e con tutta la sua micidiale virulenza, falciando con estrosa fantasia molte Vittime innocenti, il cui sangue (stando alle Sacre Scritture ed anche alla turpe mentalità Mafiosa di vendetta di questi associati) ricadrà sulla testa degli stessi Fedigrafi e Felloni che l’hanno versato ed anche, giustamente, sulle loro famiglie; per quanto ci si possa sforzare, sembra impossibile credere che fossero tutte e del tutto all’oscuro dei comportamenti delinquenziali dei propri congiunti, fortemente dotati di feroce istinto criminale.

Per quanto doloroso, è auspicabile e prevedibile (per Giustizia Celeste) che anche per loro vi sia lo stesso sconvolgimento distruttivo che l’infame banda di briganti, ha provocato alle Oneste Famiglie dei tanti poveri Cristi (sempre sia lodato !), capitati per puro caso nei loro artigli, molto prensili e rapaci, anche riguardo alla zuppa; come capitato in Piemonte (ultimo caso ?); dove un potente MARIUOLO (LADER, Fumagalli, LADER) un capo di tali Compari di alto livello, in combutta con compiacenti gaglioffi, ha rubato molti miliardi al Popolo Italiano.

A proposito del suino in questione, malgrado fosse noto qualche vecchio e vergognoso precedente di accattonaggio presso suoi indagati, veniva (come altri ancora spavaldamente a cavallo della boria) molto considerato e portato ad esempio di specchiate virtù nell’ambiente, dai suoi colleghi magistrati, ovviamente non da quelli seri e morigerati che pensano solo a lavorare, ma dai lestofanti e trafficoni politici come e più di lui, che fanno grosse carriere, che prevaricano e decidono per gli altri e che in qualche caso, per intimidire e coartare testimoni non di loro gradimento, hanno usato (o usano ancora ?) il compiacente gendarme al posto del cane di presa.

Purtroppo ed è triste dirlo, questi pusillanimi e infingardi Criminali, non solo sono aumentati di numero, ma sono diventati sempre più Scellerati, per cui ci si può aspettare di tutto ed è per questo che il Governo ha il Dovere di intervenire immantinente per estirpare le radici e cauterizzare col ferro rovente il terreno di coltura, dove si annida questa Mala Pianta che ha avvelenato la Società Civile e deve agire con rigorosa fermezza, prima ancora che questi Farabutti osino ulteriormente infangare, oltraggiare e distruggere altre persone per bene.

Il 2 Dicembre 2009 alle 17:07 Circolo Luce Del Sud » Sindrome P sul PD: processi, piazze e Puglia ha scritto:

[...] il premier, Silvio Berlusconi, divide il Pd e rischia di mandare in frantumi l’alleanza con Tonino Di Pietro. Questa volta a mettere nei guai il neo – segretario è il suo vice, l’ex Margherita Enrico [...]

Il 8 Gennaio 2010 alle 0:44 g.castelli ha scritto:

Siete proprio conciati male e senza argomenti per insultare una ragazzina di 20 anni e incolpare un ragazzo di 18 solo per il nome che porta .
Avete grattato bene ? Trovato niente sui miei figli ?

Sono incerta : mi fate piu’ pena o piu’ schifo ?

Susanna Mazzoleni

Il 9 Gennaio 2010 alle 16:42 Zione ha scritto:

Henry, vecchio Gaglioffo, tu che pratichi lo Zoppo e te ne intendi di cose turche, per caso, sapresti dirci cosa intende significare lo sconclusionato ed insulso commento a doppia firma di cui sopra ?

Il 4 Febbraio 2010 alle 16:17 Bossi jr “la trota” impigliato nella rete. Ma in politica i “figli di” abbondano - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] le sue disavventure giudiziarie, è tornato dirigente del partito di papà. Anche se, dicono, in famiglia, tutte le speranze sono affidate ad Anna: ventidue anni, studentessa alla Bocconi. La politica, pare, l’attiri eccome: sta facendo pratica [...]

Il 22 Settembre 2011 alle 15:24 dejudicibus ha scritto:

Ritengo che Anna invece abbia ragione. Se è vero che l’Italia è il Paese del nepotismo, non è neppure giusto che chi abbia del merito di suo debba vedersi precluse opportunità di lavoro in quanto “potenzialmente sospette”. Bisogna ostacolare il nepotismo ma non limitare la libertà di scelta di un individuo. Che ognuno abbia per il suo reale merito e possa mettersi in gioco senza pregiudizi. E comunque, la vogliamo smettere di trasformare la battaglia politica in una questione personale? Vi giuro, non se ne può più di vedere da entrambe le parti tanta malafede e tanta ipocrisia. Oltretutto giornali e riviste dovrebbero imparare a essere davvero indipendenti: tutti.

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