Operazione trasparenza in Rai. Brunetta: “I compensi dei conduttori nei titoli di coda”

Il ministro Brunetta da Vespa, a Porta a Porta

Il ministro Brunetta da Vespa, a Porta a Porta

“Benvenuti a Porta a Porta. Per questa puntata ho guadagnato XXX euro.” Oppure “E ora Annozero può cominciare. Ma prima dovete sapere che il mio compenso è di 684mila euro l’anno“.
Sarebbe più divertente (e trasparente), la televisione pubblica, se la dirigesse il ministro Renato Brunetta.

L’ultima delle sue proposte, per dire, il ministro l’ha lanciata intervenendo al programma di RaiTre, Cominciamo bene (ironia della sorte?)  e ha il solito stile provocatorio: “Nei titoli di testa e di coda delle trasmissioni dovrebbe esserci il compenso del presentatore e dei giornalisti. Non è giusto che in Rai ci siano figli e figliastri. Sto cercando di fare trasparenza e ci riuscirò anche nella Rai che ha un azionista pubblico“. Ovvio: “I compensi devono essere attribuiti a prescindere dall’audience”, ha poi spiegato.

Anche perché altrimenti gli “imprevisti” come la telefonata di Gianfranco Fini a Ballarò di martedì1 o quella del premier Berlusconi sempre al programma di Raitre avrebbero dovuto pagarle a peso d’oro. Il ministro ha aggiunto che si tratta di un’idea su cui sta lavorando con il direttore generale di viale Mazzini, Mauro Masi.

Ma come la prenderebbero i divi del piccolo schermo (sempre e solo di mamma Rai, ricordiamo), a vedere i loro emolumenti esposti al pubblico?
C’è chi la considera una sortita populista e difficilmente realizzabile, chi dice che allora dovrebbe applicarla pure la concorrenza (come Carlo Conti: “Quella di Brunetta è una provocazione divertente”, ha commentato Carlo Conti spiegando che “sarebbe bello se oltre ai compensi fossero pubblicati anche gli introiti pubblicitari che il conduttore fa guadagnare all’Azienda”), chi infine la trova un’idea praticabile, come Bruno Vespa, il cui contratto (intorno al milione e mezzo di euro) è noto perché il rinnovo era stato, in un primo momento, bloccato dal Cda Rai. “Sarebbe corretto aggiungere al compenso” propone il conduttore di Porta a porta “anche il costo della trasmissione e la resa pubblicitaria. Così sapremo ciascuno di noi quanto costa e quanto rende“.

Per il momento, sono poche le cifre che si conoscono degli stipendi dei volti noti. E a volte sono numeri parziali, che non includono le settimane di preparazione o il compenso come autori.
Ad esempio, secondo quanto riporta La Stampa, il conduttore de L’Eredità Carlo Conti porta a casa 7000 euro a puntata, Max Giusti dai 10 ai 12mila euro per una puntata di Affari tuoi.

Secondo Il Giornale, a febbraio 2009 (quindi le cifre potrebbero essere cambiate), Fabio Fazio aveva un contratto da 2 milioni l’anno per Che tempo che fa, Simona Ventura, sommando i vari programmi, arriva a 1,8 milioni, Michele Santoro ha ottenuto un contratto da 687mila euro l’anno, poco meno di Michele Cucuzza, che per La vita in diretta porta a casa 700mila euro.

Vi sembra tanto?
Secondo i bene informati
,
il cachet di Fiorello per il suo show su Sky è di 15 milioni di euro (cifra che contiene anche la retribuzione del cast, degli autori, delle maestranze, della logistica e della scenografia).
Vero? Falso? Boh. Anche perché è difficile pensare che Rupert Murdoch gli chieda di riverarlo ai telespettatori.

Commenti

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Il 3 Dicembre 2009 alle 15:15 fercas ha scritto:

Ma è mai possibili che sto Fumagalli continui ad insultare la gente in modo gratuito? Non c’è nessuno che possa appioppargli una querela per diffamazione? Perchè la redazione non provvede a cancellare i suoi interventi offensivi? Domando. E’ vero che c’è libertà di parola ma, in ogni parte del globo, il troppo storpia! Venendo al tema, non penso che l’idea di Brunetta possa sortire qualche effetto se non quello di soddisfare la curiosità del popolo in quanto, se i compensi non vengono ridotti, non cambia assolutamente nulla. Cordialità.

Il 3 Dicembre 2009 alle 18:02 panorama.it ha scritto:

Abbiamo approvato questo commento di enrico fumagalli, nonostante i toni decisamente sopra le righe, come dimostrazione di come insulti e maleducazione non siano ben visti dagli altri utenti e non servano come rinforzo alle opinioni espresse.
Le opinioni possono essere espresse con intelligenza e rispetto, e in tal caso la discussione e il confronto fra gli utenti diventano più facili e proficui.
Speriamo che Fumagalli possa usare, nei prossimi commenti, toni migliori.

Il 4 Dicembre 2009 alle 14:32 Ministro Brunetta, impedisca l’uso della tv pubblica per promozioni private - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:

[...] che il ministro Renato Brunetta vuol moralizzare i costumi televisivi con la trasparenza dei cachet, è bene che conosca alcuni altri meccanismi che magari gli sfuggono e che a me sembrano non meno [...]

Il 9 Giugno 2010 alle 17:30 Notizie dai blog su Rai: compensi dei conduttori nei titoli di coda ha scritto:

[...] Operazione trasparenza in Rai. Brunetta: “I compensi dei conduttori nei titoli di coda” Il ministro Brunetta da Vespa, a Porta a Porta “Benvenuti a Porta a Porta . Per questa puntata ho guadagnato XXX euro.” Oppure “E ora Annozero può cominciare. Ma prima dovete sapere che il mio compenso è di 684mila euro l’anno “. blog: Panorama Italia | leggi l’articolo [...]

Il 9 Giugno 2010 alle 18:15 Notizie dai blog su Rai: via ai compensi nei titoli di coda ha scritto:

[...] Operazione trasparenza in Rai. Brunetta: “I compensi dei conduttori nei titoli di coda” Il ministro Brunetta da Vespa, a Porta a Porta “Benvenuti a Porta a Porta . Per questa puntata ho guadagnato XXX euro.” Oppure “E ora Annozero può cominciare. Ma prima dovete sapere che il mio compenso è di 684mila euro l’anno “. blog: Panorama Italia | leggi l’articolo [...]

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