Quando la politica è off the record. I fuorionda della Seconda Repubblica (televisiva)

Il pizzino del vice capogruppo del Pd, Nicola Latorre a Italo Bocchino del Pdl

Il pizzino del vice capogruppo del Pd, Nicola Latorre a Italo Bocchino del Pdl

Maledetti microfoni. La storia della chiacchierata informale tra politici non è nuova alle cronache parlamentari: da tempo, anzi da sempre, le parole in libertà hanno raggiunto i più inattesi destinatari. Ma da quando (ed è il destino della Seconda Repubblica) telecamere, microfoni, macchine fotografiche e telefonini si sono moltiplicati, per la fronda politica la vita si è fatta assai più dura.

Le parole sussurrate del “ragazzaccio” Fini, beccato da un microfono indiscreto mentre dice la sua sul premier “Monarca”, è infatti solo l’ultimo di una lunga serie di “incidenti” in diretta che hanno coinvolto alcuni pesi massimi della politica italiana.
Ha voglia, adesso, il numero uno di Montecitorio (e co-fondatore del Pdl) a specificare di aver sempre detto quelle cose, in privato e in pubblico, e di non dover dare altre spiegazioni: un adiratissimo Berlusconi (e tutto il Pdl) ora chiede (una volta di più) al presidente della Camera di spiegare da che parte stia.

Ma ripercorrere la cronaca delle gaffes a microfoni aperti può aiutare a decifrare cosa succederà nel Popolo delle Libertà e nella maggioranza.

Il primo episodio che i notisti di Montecitorio ricordano risale al 1994: Striscia la notizia manda in onda un fitto colloquio tra l’allora segretario del Ppi, Rocco Buttiglione, e l’allora portavoce di Silvio Berlusconi, Antonio Tajani, in cui il primo propone al secondo un’alleanza tra Partito popolare e Forza Italia per le elezioni politiche.
Ed è forse anche da quello scoop che matura la decisione dell’ex dc di preservarsi un po’ di più, prendendo appunti durante gli incontri pubblici in tedesco, in modo da evitare occhi indiscreti (Buttiglione è docente universitario di filosofia e scienze politiche).

Ma la chiacchierata facile coinvolge negli anni anche altri nipotini della Balena Bianca: a marzo del 1998, sempre il programma di Antonio Ricci manda in onda una serie di battute tra Pier Ferdinando Casini (allora segretario del Ccd) e il direttore del Tg4, Emilio Fede.  Il giornalista chiede al politico notizie di Mastella e Buttiglione e su quest’ultimo l’attuale leader dell’Udc, sentenzia: “È il migliore del mondo, ha il dono dell’ubiquità, in 24 ore è capace di fare tutto e il contrario di tutto“. Peccato che di lì a breve se lo ritroverà compagno di partito.

Le parole in libertà, a volte, costano però anche le dimissioni: capita a Claudio Scajola nel 2002 (per i toni che, da ministro dell’Interno, usa nei confronti del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Br) e, tre anni dopo, ai colonnelli di Gianfranco Fini, Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, che, beccati in un bar da un cronista del Tempo, si lasciano scappare un profluvio di critiche nei confronti del capo.
La lettera pubblica di scuse non basta, l’ira dell’allora vicepremier non fa sconti: azzerati, in un colpo, tutti gli incarichi del partito. (E chissà che Fini non se ne ricordi ora…)

E a sinistra? Le cose non vanno meglio. Nel 2006, in un fuori onda della trasmissione Report dedicata all’emergenza rifiuti campana, il governatore Antonio Bassolino si infuria con il giornalista per una domanda su uno dei consulenti (il docente Umberto Arena) e sbotta così: “Se me lo dicevi prima, io mi informavo in Commissariato, chiedevo chi c… è questo Arena e poi ti rispondevo”.

I fuorionda, si sa, per la banda di Striscia sono sempre stati il fiore all’occhiello. Nel maggio del 2007 viene pizzicato anche Vincenzo Visco, allora viceministro dell’Economia, governo Prodi. È in sala stampa, a Palazzo Chigi, prima di iniziare l’incontro con i giornalisti al termine di un Cdm. E, rivolto al portavoce del governo Silvio Sircana, dice: “Mastella non c’è”. “Era impegnato, aveva da fare”, risponde Sircana. E Visco: “È un crumiro e ci ha pure fregato un sacco di soldi”. (Ecco il VIDEO). Segue “comunicato di rattoppo” di Palazzo Chigi, la rampogna dell’allora Guardasigilli e il rammarico di Visco: “L’uso del filamto che ha fatto Striscia la notizia, il momento e il modo con cui ha deciso di utilizzarlo dimostrano una chiara volontà di distorcere e di strumentalizzare la realtà”.

Non fa una figura migliore l’Assessore alla Casa della regione Lazio Mario Di Carlo, che sempre a Report (siamo a fine 2008) si fa sfuggire una gragnuola di parolacce e una battuta sulla “coda alla vaccinara”, che diventa presto un tormentone su Youtube. Di Carlo, però, a differenza di Bassolino, rassegna le dimissioni.

Ultimo ma non da ultimo, il siparietto che va in onda a novembre 2008 su La7. La trasmissione è Omnibus. Stavolta, si ritorna alla chiacchierata trasversale. Protagonisti, il senatore del Pd Nicola Latorre (dalemiano di ferro) e il parlamentare Pdl Italo Bocchino (finiano doc). Il primo passa al secondo un biglietto in cui gli suggerisce una frase per mettere in difficoltà l’esponente dell’Idv Massimo Donadi. In pratica, un consiglio offerto al “rivale” su come rispondere alle accuse di un “alleato”: “Io non lo posso dire. E la Corte Costituzionale? E Pecorella?”. Il pizzino con l’assist è servito: inquadrato dalle telecamere finisce su Striscia; poi, recuperato dai giornalisti della trasmissione, viene svelato dal direttore Antonello Piroso.

Commenti

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Il 3 Dicembre 2009 alle 16:16 ndogna ha scritto:

Fini le mutande se le mette in faccia,nonostante il fuori onda che ha dimostrato chiaramente il Fini-pensiero,il suo legame con i magistrati schierati,il suo lampante tradimento continua a blaterare ancora e affliggerci con le sue concioni.Ma se è tanto distante da Berlusconi perchè coerentemente non lascia quel posto che immeritatamente Berlusconi gli ha dato? Fini vattene !!!

Il 4 Dicembre 2009 alle 11:59 Ferrara: Ma le parole di Fini non mi scandalizzano - Opinioni - Panorama.it ha scritto:

[...] verità è nelle conversazioni da treno. Eccezionale quella intrattenuta martedì 1° dicembre da Gianfranco Fini con il procuratore di Pesca…, nello scompartimento di un convegno antimafia, seduti al tavolo della presidenza a microfoni [...]

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