
Margherita Agnelli de Pahlen e Lapo Elkann | (Pigi Cipelli | Massimo Sestini/Grazia Neri)
“Non la vedo e non la sento mai. La mia fortuna nella vita è di aver sempre cercato di costruire Lapo, chiedendo consigli alle persone che rispettavo e stimavo. Purtroppo lei non fa parte del gruppo…”. “Nella mia vita non c’è spazio per lei…“. Era andato giù pesante Lapo Elkann nei confronti della madre, Margherita Agnelli de Pahlen, sul Corriere della sera e poi su Vanity Fair. Ma questo è noto: se non storia, è certamente cronaca.
Quello che invece non si sapeva era di una email che Panorama pubblica in anteprima (sotto, a piè pagina, con la laconica risposta in automatico di Lapo), scritta dalla madre al figlio dopo le due interviste bomba. Una email carica di stupore e affetto, venati dalla tristezza per un non rapporto che Margherita Agnelli (come ogni madre nelle sue condizioni) non riesce a spiegarsi.
E che Gigi Moncalvo riporta in un libro, I lupi & gli Agnelli (Vallecchi, 478 pagine, 19 euro) in uscita il 2 dicembre.
Un libro ricco di retroscena e documenti inediti (per esempio, la lettera che Margherita inviò ai membri della grande famiglia dopo che una parte si era schierata contro di lei) che ripercorre, tappa per tappa, la guerra per il patrimonio dell’Avvocato. Un libro che sembrava non dovesse mai uscire. “L’avevo scritto per la Longanesi che però, dopo averci investito soldi e tempo, onorò il contratto ma non lo pubblicò” racconta Moncalvo. “Un suo diritto, certo. E per me una fortuna: così ho potuto aggiornarlo con le inchieste della finanza e gli sviluppi dell’estate scorsa”.
Che cosa l’ha colpita di più in questa saga familiare?
La lotta titanica di una donna, sola contro tanti uomini. E spesso tradita pure dalle altre donne.
Titanica… non esageriamo.
Non esageriamo? E le storie delle fondazioni a Vaduz, del turbinio dei conti all’estero di cui lei, erede, viene tenuta all’oscuro come le chiamiamo? Nel libro forse non c’è tutto, ma c’è molto. E poi ci sono i dolori privati, che spesso sono più laceranti delle guerre pubbliche.
Sta parlando del conflitto con i figli?
Soprattutto quello: Margherita è preoccupata; vede per esempio che John non è mai solo. Si chiede in continuazione: che cosa gli stanno facendo fare? Non può accettare che un figlio si rivolti contro la madre. Ma non solo questo.
E che altro?
Lo sa che John è andato a vivere a Villa Frescot (che con Villar Perosa e Villa Sole è parte dell’eredità di Margherita) senza chiederle niente, facendo sparire dalla “camera rosa”, quella dove lei dormiva da ragazza, i suoi ricordi d’infanzia? E che, nonostante tutte quelle ville, quando lei va a Torino (ormai, in genere, solo per i funerali), deve dormire in albergo? Anche quando morì suo padre Gianni soggiornò all’hotel Principi di Piemonte.
Paradisi fiscali, inferni familiari: e poi?
Una saga che è una potente chiave di lettura della storia italiana, segreti, trame, storie mai raccontate perché Torino esercitava un controllo vero sull’informazione, altro che Berlusconi.
Un esempio?
Alle 4.10 del mattino del 22 agosto 1952 sulla Basse Corniche, all’uscita della galleria di Cap Roux, c’è un incidente stradale drammatico. Gianni Agnelli, al volante di una Fiat blu scuro modello canadese, con carrozzeria bordata in legno, si schianta contro un camioncino Lancia con quattro macellai che vanno al lavoro.
Questo però si sa: è l’incidente nel quale Agnelli si frantuma la gamba…
Sì, ma a fianco a lui c’era Anne-Marie d’Estainville, 17 anni, una ragazza di buona famiglia, bellissima e acerba.
Che fine fa la ragazza?
Alcuni italiani che rientravano da una festa la portano via prima dell’arrivo della polizia. Anne-Marie ripulirà le ferite con la vodka all’Old Beach hotel di Monte-Carlo. Poi rientrerà in casa, in punta di piedi. I genitori non seppero mai nulla. I lettori dei giornali neppure.
LA MAIL DI MARGHERITA A LAPO
Da: Tua madre
A: Lapo
Mio caro Lapo che cosa ti succede? Che cosa succede nella tua vita, con la tua persona, per esprimere un così violento risentimento nei miei confronti? Per di più non mi sembra particolarmente adeguato discutere con dei giornalisti durante una intervista. Mi sembra solo ieri di sentirti dire che i problemi vanno risolti in famiglia parlandosi. Che cosa te lo impedisce? Il fatto che io chiedo un rendiconto al dottor Gianluigi Gabetti, all’avvocato Franzo Grande Stevens e a Siegfried Maron che cosa ti cambia, cosa c’entri, non sono affari tuoi ma sono miei. Se vuoi sapere di più per capire meglio di che cosa si tratti non hai altro che da fare lo sforzo di passarmi (farmi, ndr) una telefonata o rispondere alle mie e venirmi a trovare, a parlare, invece di isolarti e di insultarmi sulle cronache dei giornali. Questo metodo credi ti faccia vendere più felpe od occhiali ma rovina qualche cosa di più prezioso: l’amore e il rispetto per te stesso, per la vita ricevuta e la persona che altro non ha voluto se non il tuo bene e la tua serenità.
Sappi che questo mi causa molta tristezza e una grandissima pena totalmente inutili. Questa attitudine non è degna di te. Anche se oggi farai piacere a chi ti fa dire queste cose, farai ridere forse, ma lo sai bene anche tu non ti giova e non può giovarti in futuro.
Ravvisati caro Lapo al più presto. Per il bene che c’è sempre stato tra noi, non puoi offendere in questo modo nessuna persona tanto meno tua madre. E ricordati qualsiasi cosa succeda nella tua o nella mia vita tu resti mio figlio e io tua madre.
Da: Lapo
A: Margherita
Oggetto: Risposta
Goodluck Wish You All the Best. Lapo. :-)
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Commenti
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Il 7 Dicembre 2009 alle 4:51 bruno1946 ha scritto:
Con la formula vigente alla FIAT dove i profitti sono privati e le perdite pubbliche, con tutti i soldi che la FIAT ha ricevuto dal governo con la benedizione anche del sindacato, viene da chiedersi se la signora si rende conto che il tesoro dell’illustrissimo padre non appartiene solo a lei ma anche al contribuente.
Solo per mettere la cosa nella giusta prospettiva.
Il 4 Febbraio 2010 alle 12:50 Saga Agnelli: e dietro le quinte rispunta Giraudo - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] tifosi della Juventus un’idea se la sono fatta: hanno già visto il rientro nella società di Roberto Bettega (il meno bersagliato, non solo [...]
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