
Benedetto XVI e il leader della Lega Umberto Bossi (Ansa/Claudio Peri)
Non dare dell’imam al cardinale, altrimenti ci rimane male. E il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, stavolta se l’è presa sul serio. L’affondo delle camice verdi nell’editoriale al vetriolo della Padania alla vigilia di San’Ambrogio - con l’irriverente domanda “Tettamanzi, vescovo o imam?” - non è stato gradito. Da più parti.
Tanto da scomodare Vaticano e Colle.
Benedetto XVI alla festa dell’Immacolata ha voluto mettere la parola fine alla polemica con un discorso di ampio respiro sui mass media, che raccontano e amplificano il male, “facendoci diventare insensibili” e “intossicandoci”; mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricordato, accanto al Segretario di Stato Tarcisio Bertone (che ha raccomandato “Rispetto e verità anche per il cardinale di Milano”, un “grande pastore della Chiesa, che da la vita per il suo popolo”), come l’impegno della Chiesa sia “essenziale per la società italiana“.
Il Carroccio accusa, infatti, l’arcivescovo di non vivere tra i suoi fedeli milanesi, di trascurali a favore degli immigrati, magari musulmani. Una posizione, quella rivendicata dei leghisti, che da mesi cozza con le aperture di alcuni “alleati” del Pdl, soprattutto i finiani, assai più gradite alla chiesa.
Ma lo scontro con l’arcivescovo di Milano non è che l’ultimo episodio dello strano rapporto - ormai ventennale -, che unisce la Lega e il cattolicesimo.
Poche settimane fa, per esempio, la difesa a spada tratta del crocifisso nelle aule scolastiche contro una sentenza della Corte di Strasburgo. E ancora: la proposta di un referendum contro la costruzione dei minareti in Italia, a difesa della tradizione cristiana, come hanno fatto gli svizzeri: “Da noi i musulmani sbatteranno sempre le corna“, tuonava il Senatùr durante una cena con il presidente del parlamento della Catalogna, il progressista Ernest Benach y Pascual.
Difesa delle tradizioni e dei simboli cristiani, da una parte, e continue stoccate ai vertici ecclesiastici, dall’altra. Soprattutto quando si parla di immigrazione. Come è successo la scorsa estate a proposito dei respingimenti dei clandestini in Sicilia. Il tutto, mentre l’alleato Fini propone la cittadinanza agli stranieri in cinque anni e l’ora di islam a scuola.
Ma già nel 2003 il Carroccio era per la linea “nessun pietismo con gli immigrati”, consigliando all’allora pontefice, Giovanni Paolo II, di limitarsi a fare il “papa”. E dieci anni prima, questo era il pensiero del Senatùr su papa Wojtyla: “Sono lontani i tempi del grande lombardo Giovanni XXIII. Adesso è arrivato il papa polacco che ha portato la chiesa a interessarsi molto più al potere temporale che a quello spirituale“.
“Noi non moriremo democristiani, moriremo liberi con Bossi“. Questo il grido dell’europarlamentare Mario Borghezio ai comizi di dieci anni fa del Caroccio, riferendosi a Pierferdinando Casini. Il Senatùr e la Lega agli esordi in Parlamento non erano tra i maggiori sponsor del cattolicesimo in politica. Anzi. Tra i bersagli preferiti c’era proprio la Democrazia cristiana e tutto ciò che intorno ad essa gravitava: i “pretoni”, i “vescovoni” e la “curia marcia”.
Bossi, a quei tempi, si era inventato il rito dell’ampolla alle sorgenti del Dio Po e due esponenti di spicco della Lega comeRoberto Castelli e Roberto Calderoli, si unirono a nozze con le rispettive compagne seguendo il rituale “celtico”. Altri tempi…
Fin troppo semplice mettere uno dietro l’altro i vecchi affondi. Il Senatùr nel 1992, secondo una ricostruzione de il Giornale, ricordava: “Troppa gente, nella storia, ha detto ‘Dio è con noi’. Risuona ancora nelle orecchie di molti italiani, io credo, il Gott mit uns dei nazisti. La religione, ne sono convinto, deve essere tenuta fuori dalle scelte della politica”. E ancora: “Non sono certo che Dio esista, ma potrei scommettere che non si occupa di politica”.
E il crocifisso? La Lega quindici anni fa era di diverso avviso. “L’uso di simboli religiosi in politica dovrebbe essere vietato. Trovo vergognoso agitare il turibolo per ottenere il voto delle vecchiette”, sentenziava il Senatùr.
Oggi, però, sono le camicie verdi a difendere le parrocchie e i presepi dall’invasione dei minareti.
Forse c’entra il ritrovato rapporto con Dio che Umberto Bossi, in un’intervista dell’anno scorso, ammetteva essere rinato dopo l’ictus della primavera del 2004 che lo tenne lontano per mesi dalla politica.
Forse, c’entra la volontà di conquistare il voto dei cattolici. “La gente si sente rassicurata della tradizione”, la giustificazione del Senatùr che, in questi giorni, ha ordinato ai suoi di abbassare i toni della polemica con Tettamanzi.
E in questo caso la spiegazione sta in un sondaggio effettuato da Ispos (qui da Affari Italiani) dopo le europee dello scorso giugno: gli unici partiti ad aumentare i voti da parte dei cattolici praticanti sono appunto la Lega (+1,3%) e l’IdV (+2,6%), contro il calo del Pdl (-0,1%) e del Pd (-3,9%) e la modesta tenuta dell’Udc (+0,2%), che secondo il 44% degli intervistati resta comunque la forza che rappresenta i valori cristiani.
E le bordate del Carroccio contro i vescovi sull’immigrazione? Il 54% dei cattolici praticanti, in aumento rispetto al 2008 (51%) secondo i dati Ipsos, ritiene che il numero degli stranieri in Italia vada ridotto.
Proprio come vanno dicendo da anni il Senatùr e i suoi. Anche andando contro i prelati, le Curie, il Vaticano…
- Giovedì 10 Dicembre 2009
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Il 14 Gennaio 2010 alle 13:29 La metamorfosi dei Popolari del Pd: vieni avanti, cattodipietrsita - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] del cardinale Camillo Ruini, sono bastati pochi anni immerso nel clero ambrosiano per finire additato dalla Lega come arcivescovo rosso e dipietrista. A Cremona, monsignor Dante Lafranconi non fa mistero delle [...]
Il 19 Gennaio 2010 alle 19:18 Regionali: (quasi) pronta la squadra del Pdl. Ma è polemica sull’alleanza con Casini - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] necessaria soprattutto al Sud, fa discutere nella coalizione. A partire dal leader della Lega Umberto Bossi che non tollera più la politica dei due forni del leader centrista. “Al di sopra del Po per [...]
Il 5 Aprile 2010 alle 20:30 Notizie dai blog su La chiesa ha bisogno di un sessorcista ha scritto:
[...] Tettamanzi , arcivescovo di Milano , stavolta se l’è presa sul serio. blog: Massimo Morici | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un commento [...]
Il 6 Aprile 2010 alle 11:26 Il Pdl pensa alle riforme, la Lega all’elettorato cattolico - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] gli attriti di quest’estate sulla questione dell’immigrazione (per non parlare delle posizioni apertamente anticlericali di dieci anni fa), il Carroccio infatti si sta spostando verso posizioni [...]
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