I professori del XXI secolo? Avranno un computer come alleato

(Foto Angela Sugliano)

(Foto Angela Sugliano)

Scene da un futuro possibile (tagli ai fondi permettendo) per la scuola italiana: il compito in classe “postato” su un blog (a sorpresa, ovviamente). La versione di greco sullo smartphone, il lavoro di gruppo su Wikipedia. E la cara vecchia lavagna d’ardesia? Pronta alla pensione, per fare posto a uno dispositivo touch-screen su cui visualizzare grafici, video, mappe.

I prof del 21esimo secolo dovranno essere al passo con studenti sempre più smanettoni e cresciuti davanti allo schermo.
Un futuro che si prepara già in alcune università italiane ed ha un nome: corso Epict.

Epict significa Patente pedagogica europea sulle tecnologie dell’Informazione e la comunicazione. In pratica: “Si tratta di un programma internazionale di formazione per i docenti riconosciuto dall’Unesco e frutto di un progetto dell’Unione Europea” spiega Lisa Marmorato, dottoranda genovese impegnata su un progetto di ricerca sulle competenze del docente del terzo millennio.

A Genova infatti è già attivo un corso in collaborazione la facoltà  di Scienze della Formazione e il Dipartimento di Informatica Sistemistica e Telematica dell’Università: il programma Epict è gestito da un consorzio europeo coordinato dal Prof. Giovanni Adorni che in Italia ha la sua sede proprio a Genova. “Come Università organizziamo un master universitario e un corso di perfezionamento rivolto a docenti di ogni ordine e grado dalla scuola dell’infanzia all’Università, anche non di ruolo” spiega Angela Maria Sugliano, professoressa di Psicologia dei gruppi virtuali e referente del nodo Italiano Epict.

L’obiettivo non è “insegnare ai docenti a usare il computer”, ma “che riescano a progettare scenari e attività in aula tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie”, che i loro alunni dominano con naturalezza. “In termini accademici parliamo di ‘nativi‘ e ‘immigrati‘: i docenti non sono nati e cresciuti in mezzo al web come i ragazzi di oggi ed è normale che si sentano a volte inadeguati; ma quando imparano a usare le potenzialità della tecnologia possono formare cittadini consapevoli e forza lavoro innovativa. I ragazzi invece sanno usare il web ma hanno difficoltà a gestire in modo complesso i contenuti e la comunicazione”.

Passare ore chattando su Messenger o su Facebook può diventare qualcosa di più di un passatempo? “Le potenzialità sono infinite” sostiene Sugliano “per fare qualche esempio, si può creare un blog e usarlo come diario di classe, costruire il proprio social network per coordinare un’attività di gruppo, utilizzare le modalità dei giochi di ruolo on-line per spiegare una lezione di storia interattiva, scrivere un testo didattico con il modello del Wiki”.

Insomma, il passaggio è quello dalla classica lezione, con il professore in cattedra e gli studenti sui banchi, all’interazione e la condivisione, lo schema che ha fatto la fortuna del web 2.0, dei socialnetwork e di Youtube. “Certo, non è che poi uno può permettersi di non studiare perché  scrive su un blog” chiarisce Sugliano “la scuola è sempre scuola”.
E sul web non c’è nessuna campanella a salvare dall’interrogazione.

Commenti

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Il 16 Dicembre 2009 alle 8:42 mentelab ha scritto:

E’ dal 2006
che di queste cose ne parliamo/ce ne occupiamo ora
per fortuna se ne accorta anche l’Univeristà ?

http://relazioninelweb.blogspo.....chive.html

“L’apprendimento può trarre giovamento dalla condivisione e dalla rielaborazione ‘orizzontale’ dei contenuti tipica delle nuove frontiere del web, il WEB 2.0.
Il centro della formazione deve essere il discente ( student-centered learning ) e non
il formatore/docente o tutor.
L’uso dei blog, wiki, videoblog,dei tag,dei feed RSS, di strumenti mash up, o tecnologie Ajax, Social Network, rappresentano i nuovi “libri”,matite,penne,righelli,compassi, forbici e colla della NetScuola.
Le nuove conoscenze, il nuovo sapere viene posto in circolazione per essere a sua volta rielaborato da altri, in nuove forme di interazione in rete. E’ il passaggio dalle comunità di apprendimento on line ai gruppi orizzontali aperti, gruppi di collaborazione.”

prof Daniele Pauletto
Mentelab
http://relazioninelweb.blogspo.....t.com/

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