
Con il proverbio, si potrebbe anche dire: tanto tuonò che piovve. Il clima di avversione personale contro Silvio Berlusconi si è alimentato, nel tempo, di decine d’invettive, di gesti. Dal 2004 sono stati molti gli spettacoli teatrali, i libri, i film e i blog che hanno incitato all’aggressione fisica, sia pure presentata come “provocazione intellettuale”. Cinque anni fa l’Unione Europea finanziò il musical olandese “Killing Berlusconi”, come “programma culturale”. Negli ultimi sette mesi, però, anche molti politici, magistrati, organi di stampa hanno personalizzato lo scontro politico, concentrandone il fuoco sul premier in quanto personaggio “negativo” e guida del governo “nemico”. Ecco alcuni momenti (e pretesti) della campagna anti-B.
28 aprile 2009. Scoppia il caso della partecipazione di Silvio Berlusconi alla festa dei 18 anni di Noemi Letizia a Casoria (Napoli). L’indomani Veronica Lario trasmette all’agenzia Ansa una lettera con cui lancia durissime critiche al marito, Silvio Berlusconi: gli contesta le frequentazioni di minorenni, critica il “ciarpame senza pudori” delle veline in lista e ne mette in dubbio lo stato di salute. Da questa iniziativa, che il 3 maggio si trasformerà nella richiesta di divorzio da parte della stessa Veronica, parte l’attacco del quotidiano La Repubblica, che si sostanzia nella campagna delle “dieci domande al premier”: le domande verranno replicate ogni giorno per oltre quattro mesi.
17 giugno. La escort barese Patrizia D’Addario racconta al Corriere della sera di essere stata pagata per partecipare ad alcune feste a Palazzo Grazioli. Pochi giorni prima l’alto esponente del Pd Massimo D’Alema aveva parlato di una “scossa” giudiziaria in arrivo per il governo. In effetti il caso mediatico sulle frequentazioni femminili del premier parte da un’inchiesta aperta a Bari: da questo momento, però, continuerà per mesi con toni sempre più sgradevoli. Alla fine D’Addario scriverà anche un libro: Gradisca, presidente.
7 luglio. Antonio Di Pietro parla a un incontro con la stampa estera: “Il regime del governo attuale” sostiene “è piduista, perché fa gli interessi di pochi rispetto ai molti. È fascista perché sta dalla parte del più forte. È razzista, perché combatte i diversi e i più deboli. È xenofobo perché respinge chi non è italiano”. Da questo momento il leader dell’Italia dei valori avvia una serie di dichiarazioni sempre più violente contro il premier. L’ultima il giorno prima dell’aggressione milanese.
3 settembre. Anche Rosy Bindi attacca personalmente il presidente del Consiglio. La parlamentare del Partito democratico parla alla festa del Pd di Genova: “Rispetto a Silvio Berlusconi” sostiene “anche Benito Mussolini era un dilettante. Esiste una vera emergenza democratica. In Italia non c’è più il diritto d’informazione e di critica. E oggi si usano armi di distruzione della democrazia e di distrazione di massa“.
15 ottobre. Scoppia il nuovo caso di Matteo Mezzadri, giovane coordinatore del Partito democratico di Vignola, in provincia di Modena. Sulla sua pagina di Facebook, Mezzadri scrive: “Ma santo cielo, è possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi!?!“. Per questa iniziativa Mezzadri viene subito espulso dal partito, ma a sinistra c’è chi contesta la sanzione nei suoi confronti come “eccessiva” ed “esagerata”.
21 ottobre. La procura di Roma indaga su un gruppo di discussione aperto su Facebook che s’intitola “Uccidiamo Berlusconi”. Il club degli antiberlusconiani conta almeno 12 mila iscritti. L’iniziativa pare trarre spunto dal film grottesco Shooting Silvio, uscito nelle sale nel 2007 e girato dal regista Berardo Carboni, il cui protagonista è un giovane scrittore che decide di promuovere un libro uccidendo il presidente del Consiglio.
28 ottobre. Su Silvio Berlusconi si proietta l’ombra di una nuova accusa: secondo La Repubblica è il premier l’oscuro manovratore di un odioso ricatto contro il governatore del Lazio, Piero Marrazzo travolto dallo scandalo dei transessuali. La campagna, che coinvolge anche Il Fatto quotidiano e alcune puntate della trasmissione Annozero, di Michele Santoro, arriva a ipotizzare nei confronti del premier l’accusa di ricettazione, in quanto avrebbe ottenuto il video che ritrae Marrazzo in compagnia del trans romano Natalie prima di avvisarlo della diffusione dello scandalo.
8 novembre. Il sostituto procuratore di Palermo, Antonio Ingroia, il magistrato che ha condotto inchieste contro Silvio Berlusconi e contro il senatore Marcello Dell’Utri, parla nel corso di un convegno organizzato dall’Italia dei valori. Ingroia sostiene che lo “stato di diritto in Italia rischia l’estinzione”. Poi aggiunge che “la Seconda repubblica è nata da un accordo tra la mafia e la politica” e preannuncia l’imminente “soluzione finale”, cioè la svolta autoritaria di cui Berlusconi sarebbe l’artefice. Da questa concione parte una doppia, dura polemica sulla politicizzazione della magistratura e sulla libertà di parola delle toghe.
4 dicembre. Arrivano nuove accuse di contiguità mafiose per Berlusconi. Nell’aula bunker del tribunale di Torino il pentito di mafia Gaspare Spatuzza conferma gli interrogatori resi sulle stragi del 1992-93, gli stessi che i giornali da tempo vanno rivelando: il collaboratore di giustizia riferisce di un incontro del 1994 con il suo boss, Giuseppe Graviano. Costui gli avrebbe parlato dei propri referenti politici: “Mi vennero fatti due nomi” dichiara Spatuzza “tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e Graviano mi disse: sì. C’era pure un altro nostro paesano, Marcello Dell’Utri. Ci avevano messo il Paese nelle mani“.
5 dicembre. A Roma si tiene il No Berlusconi day: con 1 milione di partecipanti secondo gli organizzatori, e alcune decine di migliaia per la questura. La manifestazione, alla quale il Partito democratico rifiuta alla fine di prendere parte dopo una serie di polemiche (ma alla quale aderiscono numerosi esponenti del Pd), contesta direttamente la figura del presidente del Consiglio. Per Antonio Di Pietro questa è “finalmente la prima giornata di una resistenza attiva, prima di dare la spallata finale a un governo che è piduista e fascista“.
10 dicembre. La trasmissione Rai Annozero manda in onda l’ultimo di una lunga serie di processi mediatici contro Berlusconi: alcuni attori recitano la parte dei magistrati e dei mafiosi. Si tenta, suggestivamente, di accreditare le accuse del pentito Gaspare Spatuzza, che però verrà smentito da Filippo Graviano, uno dei suoi boss, al processo d’appello che si tiene a Palermo contro Marcello Dell’Utri, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.
La tesi? Berlusconi sarebbe il mandante delle stragi mafiose del biennio 1992-93.
- Mercoledì 16 Dicembre 2009
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Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
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Il 16 Dicembre 2009 alle 20:58 ermes1 ha scritto:
Adesso basta!!!!!
Solidarietà umana a Berlusconi per l’aggressione subita e deplorazione per la violenza causata da quello
squilibrato!!
Ma ora, parliamo di lavoratori e precari licenziati!!!!
Perché in questa finanziaria non c’è nulla per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie, non ci sono maggiori detrazioni fiscali per carichi familiari, non c’è neppure una minima detassazione delle tredicesime, non c’è alcuna riduzione delle tasse e nemmeno il recupero del fiscal drag?
I pensionati negli ultimi anni ha visto falcidiata la pensione dagli aumenti di beni di prima necessità, come la pasta, e che è costretto a pagare costose medicine, perché in questa finanziaria non c’è nulla per alleviare la situazione dei pensionati?
Il 17 Dicembre 2009 alle 10:36 Zione ha scritto:
Basta lo devi dire al Giudiciume e a quel Lestofante e Gaglioffo di dietro, che fino a quando fellonescamente cercano di realizzare il loro antico e folle sogno di distruggere il laborioso e costruttivo Presidente del Consiglio, rompono i marroni a Lui ed anche al Popolo Sovrano, impedendogli di lavorare serenamente e aizzando la vile marmaglia.
Il 17 Dicembre 2009 alle 12:20 indigesto ha scritto:
ermes1, dici cose giustissime, ma è come spargere sale sulle ferite. L’altro argomento che si sta cavalcando contro questo Governo, e contro BerlusconI, è la grave crisi economica mondiale, cosa che la Redazione ha pietosamente omesso, provocata da lestofanti statunitensi finiti in galera. E meno male! Diversamente avrebbero individuato, gli eredi di quegli altri lestofanti che hanno contratto il nostro spaventoso debito pubblico e che fomentano tuttora altre azioni delinquenziali con le loro manovre, in Berlusconi il complice di questo disastro. Certo, il Presidente qualche leggerezza l’avrà pur commessa, e da qui si vede che non è nato politico; saprebbe in quel caso che la politica è un covo di vipere e che emergono sempre quelle dotate di maggior veleno. Ora dovrebbe aver modo di verificarlo anche all’interno del suo schieramento.
La situazione economica, tallonati come siamo anche dalle normative europee, non consente elargizioni, se non quelle tese a consentire alla nostra economia di riprendere. E te lo dice uno che per questa situazione, come pensionato, sta pagando un alto prezzo; senza dire di chi è stato, e sarà, addirittura privato di ogni mezzo di reddito e sussistenza. Ma non c’è da farsi illusioni; la situazione, quando quelli che stanno ordendo questa trappola, complici i mezzi di “deformazione”, prenderanno il potere “manu militari”, non cambierà; e questi figuri non verranno incontro alle tue istanze. Già lo si è visto, in momenti molto meno gravi di questo!
Il 17 Dicembre 2009 alle 16:59 Berlusconi torna a casa: “Se cambiano i toni il mio dolore non sarà inutile” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] alla nostra democrazia, nella quale non prevarranno nè la violenza delle pietre, nè quella peggiore delle parole. In questi giorni ho sentito vicini anche alcuni leader politici dell’opposizione. Se da [...]
Il 21 Dicembre 2009 alle 17:40 Pd e Pdl, prove d’intesa tra voglia di dialogo e paura dell’inciucio - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] di apertura di una nuova stagione di dialogo tra maggioranza e opposizione. Ci si è giunti dopo mesi di battaglie a colpi mediatici, fino allo scontro frontale di questo autunno e l’aggressione al premier in piazza [...]
Il 21 Dicembre 2009 alle 23:29 Zione ha scritto:
Il Giudiciume si è sempre distinto per la sua Disgustante Omerta!!!
Si è sempre saputo che la radice di questa mala pianta, di questa Cancrena giudiziaria che affligge da troppo tempo il martoriato Popolo Italiano è da ricercare ed estirpare, nei Covi dei Serpenti Mignattoni, dove allignano e prosperano conclamati e pubblici Ignoranti e Criminali Legulei, che tendono ad ingrassarsi alle spalle dello Stato (e anche dei propri colleghi, gli onesti Magistrati); piuttosto che pensare alla professione ed esercitarla con coscienza.
Bisogna che scenda in campo la Magistratura Militare e l’Esercito per poter chiudere certe infami pseudo associazioni di categoria che sono solo sette politiche e di malaffare, dove i Pusillanimi, gli Infingardi e gli Scellerati pensano solo a intrallazzare per la loro grande biada e nel rispetto delle più antiche e consolidate consorterie di Camorra, sono uno per tutti e tutti per uno; speriamo che questa volta si riesca a fare una doverosa Inchiesta che faccia finalmente luce sui pingui bottini in possesso di questi Miserabili e sui tanti misfatti compiuti da questi Barbari.
Il 24 Dicembre 2009 alle 14:30 Intervista esclusiva all’altro Saviano: “La lotta alla mafia non ha colore” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] la bomba. Una stupida bomba anarchica, fortunatamente non esplosa, all’Università Bocconi. E un clima che volge al peggio. Con un premier sporcato dal sangue, un matto in mezzo e l’Italia che ancora una volta si divide: i “cattivi ” al potere [...]
Il 29 Dicembre 2009 alle 1:28 LA LOTTA ALLA MAFIA NON HA COLORE – Intervista a Roberto Saviano. « Freedom ha scritto:
[...] la bomba. Una stupida bomba anarchica, fortunatamente non esplosa, all’Università Bocconi. E un clima che volge al peggio. Con un premier sporcato dal sangue, un matto in mezzo e l’Italia che ancora una volta si divide: i “cattivi ” al potere e i [...]
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