Regionali, la Lega ha già vinto: in Piemonte e Veneto sceglie Bossi

Il leader della Lega Umberto Bossi (ANSA/BRAMBATTI)

Il leader della Lega Umberto Bossi (ANSA/BRAMBATTI)

Alla fine l’ha spuntata la Lega che si porta a casa un bel regalo di Natale. Anzi due. I candidati di centrodestra per il Piemonte e Veneto, infatti, non saranno due membri del Pdl, ma due uomini del Carroccio. Questa la decisione comunicata dall’ufficio di presidenza del Popolo delle libertà, riunito a Palazzo Grazioli (assente, per ovvie ragioni, il padrone di casa, Silvio Berlsuconi, raggiunto telefonicamente poco prima della riunione dai tre coordinatori Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi), che ha snocciolato le prime candidature ufficiali per le regionali che si terranno il 28 e 29 marzo 2010. Il Carroccio esulta: “Il Pdl ha rispettato i patti”, ha commentato il sindaco di Treviso, Giancarlo Gobbo. A rimanerci male, invece, è stato il governatore uscente Giancarlo Galan: “Considero quanto avvenuto peggio di un tradimento e cioè un errore“, ha detto ai cronisti, pochi minuti prima dell’annunciazione delle candidature, preannunciando una sua bocciatura. “Come più volte ripetuto mi prenderò il tempo necessario per riflettere tentando di capire regole e modalità di un modo di fare politica che non condivido ma che posso tentare di comprendere“, ha aggiunto Galan.

E nel Veneto soffia il vento della scissione nel Pdl. Dario Bond, consigliere regionale e fedelissimo di Galan, ha fatto sapere che all’interno del Pdl si formerà un raggruppamento che avrà come riferimento il presidente uscente, ”con l’obiettivo di contrastare il successo elettorale della Lega”. Tra le ipotesi, anche quella di una lista Galan dentro la coalizione. Lo stesso Bond, infatti, ha ribadito l’impegno suo e degli amici di Galan di verificare le condizioni per creare, anche nel Veneto, un’esperienza politica alla ”Cdu bavarese”.

Per ora il posto del “doge” se lo contendono in due, entrambi della scuderia leghista: il sindaco di Verona, Flavio Tosi, e il ministro alle Politiche agricole, Luca Zaia. Quanto al suo successore, i giochi sono ancora aperti. L’eventuale corsa di Zaia apre però un problema all’interno del governo e cioè l’assegnazione della poltrona di ministro. Le intenzioni dei lumbard sono di conservare l’Agricoltura in quota leghista, ipotesi peròancora da discutere con il resto degli alleati. Per questo sembrano salire le quotazioni di Tosi.

Per il Piemonte, tuttavia, il nome che circola da mesi come possibile sfidante del governatore uscente del Pd, Mercedes Bresso, è quello del capogruppo alla Camera della Lega, Roberto Cota. Tornando alle decisioni prese a Palazzo Grazioli, è stata confermata la candidatura, per altro già ampiamente annunciata, di Roberto Formigoni, che tenterà il quarto mandato consecutivo in Lombardia, e anche quella di Renata Polverini, la segretaria dell’Ugl molto vicina alla corrente di An, che dovrebbe avere strada facile in Lazio, dopo lo scandalo Marrazzo che ha penalizzato il centrosinistra (che ancora sta cercando un candidato di spessore, visto il rifiuto del presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti).

Nome gradito, quello della Polverini, anche al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si è detto “soddisfatto” per una candidatura in grado di “creare uno schieramento ampio sul territorio e sulla Regione fortemente competitivo“.

In Calabria, la scelta del Pdl è ricaduta su Giuseppe Scoppelliti, sindaco di Reggio Calabria, che l’ha spuntata su Bernardo Misaggi, medico di mamma Rosa Berlusconi, e che proverà a conquistare la poltrona occupata da Agazio Loiero, governatore uscente del Pd.

In Liguria, il centrodestra conferma Sandro Biasotti, che forte dei risultati dell’ultimo scrutinio tenterà di riprendersi il posto perso cinque anni fa. Difficile il nodo della Campania, dove il Pdl, così riporta il Giornale citando fonti interne alla maggioranza, sta attendendo la decisione definitiva della Cassazione sul caso del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, che si era candidato per il centrodestra e al quale era stato chiesto di fare un passo indietro (soprattutto dai finiani).

Rinviate poi le decisioni anche sulle regioni meridionali con l’obiettivo di agganciare l’Udc. Non è mistero infatti che lo stesso Berlusconi abbia insistito più volte sulla possibilità di poter siglare intese locali con i centristi. E la scelta del candidato Pd della Puglia potrebbe essere l’occasione. Già, perché Casini potrebbe andare con il centrodestra nel caso il centrosinistra candidasse di nuovo il governatore uscente Nichi Vendola.

Commenti

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Il 19 Dicembre 2009 alle 19:22 indigesto ha scritto:

se in Piemonte e nel Veneto imperversano i Leghisti è bene che questa gente abbia il Governo regionale che si merita!

Il 26 Gennaio 2010 alle 22:30 Largo al Veneto. E la Serenissima vuole: Olimpiadi, autonomia e visibilità - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] responsabile delle relazioni istituzionali, hanno indetto una riunione con il governatore uscente Giancarlo Galan e il sindaco uscente di Venezia Massimo Cacciari. L’obiettivo? Battere Roma, che si è [...]

Il 11 Febbraio 2010 alle 14:38 I consigli di Fini a Berlusconi? Aprire a sinistra per non dipendere dalla Lega - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] per il Cavaliere riuscire a cucire le strategie (o le ambizioni?) del presidente della Camera con i diktat imposti dal Carroccio nel [...]

Il 11 Febbraio 2010 alle 15:52 :: LaDestra.info - Il portale d'informazione della destra italiana ha scritto:

[...] per il Cavaliere riuscire a cucire le strategie (o le ambizioni?) del presidente della Camera con i diktat imposti dal Carroccio nel [...]

Il 25 Marzo 2010 alle 12:14 Regionali: ci sarà il sorpasso della Lega sul Pdl? Ecco le previsioni degli esperti - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Bossi, che si è assicurato due candidati al Nord (in Veneto e Piemonte), è sicuro ai microfoni di SkyTg24: ”Una cosa abbastanza [...]

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