“Lo sapevo, è la fine di un incubo, due anni terribili, ora voglio solo rientrare nel silenzio di una vita normale”. Così Alberto Stasi, 27 anni, l’unico imputato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi a Garlasco, ha salutato la sentenza di assoluzione del 17 dicembre.
Era stato lui, il 13 agosto 2007, a chiamare il 118 per chiedere i soccorsi. “Ho trovato una persona uccisa in via Pascoli, correte”, disse.
Laureato in Economia alla Bocconi con 110 e lode, ha discusso la tesi - la cui stesura è stato oggetto di indagine - a marzo 2008, con cinque mesi di ritardo per l’omicidio della Poggi.
Stasi è stato assolto in base all’articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale, quindi non con formula piena, ma in quanto “manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova”.
Ora Alberto teme: “Ho paura che non sia finita“. “Questa non è la vittoria di nessuno, certo per me significa allontanare un incubo. L’incubo di una condanna per qualcosa di orribile e che non ho fatto, anche se so che potrebbe non essere finita”.
(Foto: Ansa)
- Venerdì 18 Dicembre 2009

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