
Un gruppo su Facebook contro Massimo Tartaglia, l’aggressore di Berlusconi | (Ansa)
“La Rete deve rimanere libera e non ha bisogno di restrizioni, perché è lo specchio della società“. Lo dice con sicurezza Francesco Pira, sociologo della comunicazione e professore di Relazione pubbliche all’ateneo di Udine. Panorama.it lo ha contattato per capire il fenomeno dei gruppi pro Tartaglia e della campagna di odio verso il premier, comparsi sui social network, e le reazioni della classe politica, che ha proposto norme più stringenti sul web.
Professore, secondo Renato Schifani Facebook è più pericoloso di certe sigle degli anni ’70. E i responsabili europei di Facebook hanno subito aperto al dialogo con il presidentde del Senato per capire se, dove e come migliorare il social network. Lei come la pensa?
Credo che il problema non sia quello di studiare nuove norme, ma di capire un fenomeno di cambiamento culturale. E credo che molte persone, le stesse che criticano i social network , e una larga parte della classe politica del nostro paese non siano mai entrati effettivamente in un social network. Non sanno neanche come sia fatto. Mi piacerebbe se si ragionasse insieme su cosa siano e come funzionino, invece di parlarne bene quando servono, come è capitato nel caso del terremoto in Abruzzo, quando Facebook è servito come strumento per la raccolta di fondi, o di parlarne male, come sta accadendo in questi giorni.
“Vietato vietare” è quindi uno slogan ancora attuale
Secondo me, sì. Siamo l’unico paese, in Europa e forse nel Mediterraneo, dove ancora ci sono i cartelli su cui vi è scritto: “È severamente vietato“. Farlo su internet credo proprio che non sia necessario, almeno che non si voglia una censura in stile cinese.
Come spiega il fenomeno delle minacce sulla rete e dei gruppi pro Tartaglia?
È interessante capire perché molti di questi “fan” siano così e si esprimano in questo modo. Ma la colpa non è certo di Internet, che è lo specchio della realtà, ma di questa società dove, tra l’altro, dominano i modelli imposti della tv. Poi c’è un’altra considerazione da fare: ho fatto una ricerca di due anni sulla presenza nei social network del presidente Obama, il quale riceve ogni giorno minacce di qualsiasi tipo sui commenti e sui blog, ma che non sognerebbe neanche alla lontana di chiuderli.
Quindi anche lei si iscrive al coro dei no alla proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di oscurare solo i siti che incitano all’odio?
Ci sono, purtroppo, tanti siti che esaltano l’antisemitismo, per esempio, ma ci sono anche tanti imbecilli in strada che lo fanno. Sulla Rete, insomma, c’è il buono e il cattivo, per usare due categorie morali, come nella società. E poi la Rete le sue regole ce le ha già. Come quelle adottate da molti social network anche per evitare alcuni tipi di reati. Infine, c’è la Polizia postale che controlla. Credo che questa sia la strada giusta. Altre norme restrittive non servono.
Non c’è neanche bisogno di un galateo per la Rete?
È sufficiente che i genitori non mollino i loro figli da soli per ore intere davanti a un computer, ma che imparino anche loro il funzionamento di questi strumenti.
Invece che “vietare”, la parola d’ordine potrebbe essere “imparare” a navigare?
Senz’altro. La scuola, invece di parlarne solo una volta l’anno, e cioè nel tema della maturità, come è capitato, potrebbe insegnare ai ragazzi come usare correttamente i social network e le regole per la convivenza: dentro (e fuori) la Rete.
- Venerdì 18 Dicembre 2009

Le video inchieste di Panorama
Le vignette di Uber
Tra Napoli e il Casertano torna lo spettro dell’emergenza rifiuti
Guru arrestato a Roma: truffa agli adepti e abusi sulle bambine
Redditi, la top ten dei parlamentari più ricchi
Legittimo impedimento, sì in Senato con fiducia. Bagarre in aula
Ancora frane nel messinese: fango nelle case a Mili
Neve e gelo in mezza Italia: disagi sulla A24 - Foto
Suicida Vanacore, il portiere di via Poma - Il delitto Cesaroni per immagini
Di Girolamo: Senato accoglie dimissioni
Da Fiumicino parte la sperimentazione dei “body scanner”
Disastro ambientale: l’onda nera dal Lambro al Po
Abusivismo a Roma: demolizioni all’Idroscalo
Maltempo, frana montagna nel vibonese: evacuato Maierato
Regionali: ecco tutti i candidati del centrodestra
Berlusconi presenta il poker rosa del PDL per le regionali
Massa, pullman di studenti francesi in scarpata: tre morti
Frana nel messinese: San Fratello è paese fantasma
Pedofilia: il Papa incontra a porte chiuse i vescovi d’Irlanda
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Scuola, la riforma delle superiori in otto click
Sesso e politica: tra scandali e dimissioni, una lunga scia di cadute
Berlusconi aggredito a Milano: Sono miracolato
Il delitto di Garlasco in otto foto
Business in buona fede: Santa Natuzza degli affari



Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 19 Dicembre 2009 alle 17:09 jane55 ha scritto:
Io e’ un bel pezzetto che uso il compiuter e i vari sodcial- network, ne’ ho mai abbandonato soli i miei figli per ore davanti ad un compiuter.Pero’ mi da molto fastidio la presenza di pedofili sui vari network. E credo assurdo permettere che arttraverso essi si facciano minacce a chicchessia. Face e gli altri dovrebbero servire a ciarlare non a minacciare di morte.La polizia postale fa quello che puo’, ma francamente mi lasciano sconcertata i casi di foto di persone in ospedale,pubblicate su face ecc. ecc. Ci vuole un’educazione all’uso di internet, e benvenuta la scuola se riesce a darla, ma bloccare gli eccessi, mi scusi gentile professore, non mi sembra un problema di non comprensione di un fenomeno sociale. mI SEMBRA UNA MISURA CHE PUO’ AIUTARE LA CONVIVENZA CIVILE E RISTABILIRE IL RISPETTO PER GLI ALTRI, ANCHE E SOPRATTUTTO SUI VARI SOCIAL-NETWORK. e NON DIMENTICHIAMO L’IGNOMINIA DI QUEI VIDEO MESSI IN RETE CON IMMAGINI DI RAGAZZI PORTATORI DI HANDICAP MALMENATI DAI COMPAGNI. nON MI SI PARLI IN QUESTI CASI DI RETI COME FENOMENI SOCIALI, MI SI PARLI DI CREARE RETI IN CUI SI POSSA ESPRIMERE IL MEGLIO DEL NOSTRO ESSERE SOCIALE…
Il 19 Dicembre 2009 alle 19:18 indigesto ha scritto:
Oscurare mai, ma denunciare qualche gaglioffo sarebbe pure ora! Sul WEB si consumano delitti, che saranno pure lo specchio di una parte, malsana, caro Morici, della Società, e come tale deve essere trattata. Credo che la Magistratura possa procedere d’Ufficio per questi reati, se non è troppo occupata con le vicende di Berlusconi!
Il 29 Gennaio 2010 alle 13:16 Sesso in auto? A Trani sì, con il decalogo dell’assessore - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] qui, l’idea di utilizzare la rete per sensibilizzare i cittadini, ma anche gli italiani che possono vivere situazioni analoghe. Ma perché proprio Facebook? [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.