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	<title>Italia &#187; On e off line: vale la stessa norma. &#8220;Perché Facebook è lo specchio della società&#8221;</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>On e off line: vale la stessa norma. “Perché Facebook è lo specchio della società”</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo morici</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Divampa la polemica su e intorno ai gruppi (pro o contro qualcuno) del social network. Forse servono filtri, restrizioni, nuove leggi? Risponde il prof. Francesco Pira: "Vietato vietare. Non siamo in Cina"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10098" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/12/facebook-tartaglia-large.jpg" alt="Un gruppo su Facebook contro Massimo Tartaglia, l&#39;aggressore di Berlusconi | (Ansa)" width="500" height="350" class="size-large wp-image-10098" /><p class="wp-caption-text">Un gruppo su Facebook contro Massimo Tartaglia, l'aggressore di Berlusconi | (Ansa)</p></div>
<p>&#8220;La<strong> Rete deve rimanere libera e non ha bisogno di restrizioni</strong>, perché è lo <strong>specchio della società</strong>&#8220;. Lo dice con sicurezza <strong><a href="http://www.francescopira.it/biografia.php" target="_blank">Francesco Pira</a></strong>, sociologo della comunicazione e <a href="http://www.uniud.it/didattica/facolta/lingue/relazioni_pubbliche/programmi2009/programmi.htm" target="_blank"><strong>professore di Relazione pubbliche</strong> all&#8217;ateneo di Udine</a>. <em>Panorama.it</em> lo ha contattato per <strong>capire il fenomeno dei <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/12/15/pro-cav-e-fans-di-tartaglia-litalia-divisa-in-rete-in-gruppo-sul-web-e-piu-facile-odiare/" target="_blank">gruppi pro Tartaglia</a> e della <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/12/16/la-campagna-contro-il-cav-il-nemico-b-come-obiettivo-da-abbattere/" target="_blank">campagna di odio verso il premier</a></strong>, comparsi<a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/10/23/uccidiamo-berlusconi-la-fretta-di-internet-e-le-reazioni-su-facebook/" target="_blank"> sui social network</a>, e le reazioni della classe politica, che ha proposto <a href="http://www.asca.it/copertina-SICUREZZA__SLITTA_IL_DDL_SUL_WEB_MA_GOVERNO_COMPATTO_PER_LA_STRETTA-2256.html" target="_blank">norme più stringenti sul web</a>.<span id="more-10068"></span><br />
<strong>Professore, secondo <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/facebook_piu_pericoloso_certe_sigle_anni_70/18-12-2009/articolo-id=407747-page=0-comments=1" target="_blank">Renato Schifani Facebook è più pericoloso di certe sigle degli anni ’70</a>.  E i responsabili europei di Facebook  hanno subito aperto al <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=84715&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">dialogo con il presidentde del Senato per capire se, dove e come migliorare</a> il social network. Lei come la pensa?</strong><br />
Credo che il problema non sia quello di studiare nuove norme, ma di capire un fenomeno di cambiamento culturale. E credo che molte persone, le stesse che criticano i social network , e una larga parte della classe politica del nostro paese  non siano mai entrati effettivamente in un social network. Non sanno neanche come sia fatto. <a href="http://www.francescopira.it/articoli.php?c=696" target="_blank">Mi piacerebbe se si ragionasse insieme su cosa siano e come funzionino</a>, invece di parlarne bene quando servono, come è capitato nel caso del terremoto in Abruzzo, quando Facebook è servito come strumento per la raccolta di fondi, o di parlarne male, <a href="http://www.francescopira.it/articoli.php?c=749" target="_blank">come sta accadendo in questi giorni</a>.<br />
&#8220;<strong>Vietato vietare&#8221; è quindi uno slogan ancora attuale</strong><br />
Secondo me, sì. Siamo l&#8217;unico paese, in Europa e forse nel Mediterraneo, dove ancora ci sono i cartelli su cui vi è scritto: &#8220;<em>È severamente vietato</em>&#8220;. Farlo su internet credo proprio che non sia necessario, almeno che non si voglia una <a href="http://blog.panorama.it/mondo/tag/censura/" target="_blank">censura in stile cinese</a>.<br />
<strong>Come spiega il fenomeno delle minacce sulla rete e dei <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/12/15/pro-cav-e-fans-di-tartaglia-litalia-divisa-in-rete-in-gruppo-sul-web-e-piu-facile-odiare/" target="_blank">gruppi pro Tartaglia</a>?</strong><br />
È interessante <a href="http://www.francescopira.it/articoli.php?c=732" target="_blank">capire perché molti di questi &#8220;fan&#8221; siano così e si esprimano in questo modo</a>. Ma la colpa non è certo di Internet, che è lo specchio della realtà, ma di questa società dove, tra l&#8217;altro, dominano i modelli imposti della tv. Poi c&#8217;è un&#8217;altra considerazione da fare: <a href="http://www.francescopira.it/articoli.php?c=601" target="_blank">ho fatto una ricerca di due anni sulla presenza nei social network del presidente Obama</a>, il quale riceve ogni giorno minacce di qualsiasi tipo sui commenti e sui blog, ma che non sognerebbe neanche alla lontana di chiuderli.<br />
<strong>Quindi anche lei si iscrive al coro dei no <a href="http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_16/maroni_internet_decreto_ddl_web_regole_dd6f1fc2-ea42-11de-8d37-00144f02aabc.shtml" target="_blank">alla proposta del ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni, di oscurare solo i siti che incitano</a> all&#8217;odio?</strong><br />
Ci sono, purtroppo, tanti siti che esaltano l&#8217;antisemitismo, per esempio, ma ci sono anche tanti imbecilli in strada che lo fanno. Sulla Rete, insomma, c&#8217;è il buono e il cattivo, per usare due categorie morali, come nella società. E poi la Rete le sue regole ce le ha già. Come quelle adottate da molti social network anche per evitare alcuni tipi di reati. Infine, c&#8217;è la<a href="http://poliziadistato.it/articolo/982-Polizia_delle_comunicazioni_l_occhio_vigile_degli_esperti" target="_blank"> Polizia postale che controlla</a>. Credo che questa sia la strada giusta. Altre norme restrittive non servono.<br />
<strong>Non c&#8217;è neanche bisogno di un galateo per la Rete?</strong><br />
È sufficiente che i genitori non mollino i loro figli da soli per ore intere davanti a un computer, ma che imparino anche loro il funzionamento di questi strumenti.<br />
<strong>Invece che &#8220;vietare&#8221;, la parola d&#8217;ordine potrebbe essere &#8220;imparare&#8221; a navigare?</strong><br />
Senz&#8217;altro. La scuola, invece di parlarne solo una volta l&#8217;anno, e cioè nel tema della maturità, come è capitato, potrebbe insegnare ai ragazzi come usare correttamente i social network e le regole per la convivenza: dentro (e fuori) la Rete.</p>
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					<media:title><![CDATA[Un gruppo su Facebook contro Massimo Tartaglia, l'aggressore di Berlusconi | (Ansa)]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[20091213 - ROMA - BERLUSCONI AGGREDITO:POPOLO FACEBOOK SI SCHIERA PRO E CONTRO. "Massimo Tartaglia personaggio dell'Anno"; "Massimo Tartaglia Vergogna!". A poco più di un'ora dall'aggressione al presidente Silvio Berlusconi oggi in Piazza Duomo, il popolo di Facebook già si schiera tra chi condanna fortemente il gesto e chi lo appoggia osannando l'autore del gesto. Tanti i siti nati sul popolare social network: "Tartaglia, (ovvero colui che ha spaccato la faccia a Berlusca)"; "Vergogna a Massimo Tartaglia assalitore di Berlusconi..."; "Io sto dalla parte di Tartaglia". E ancora commenti, gruppi, pagine spontanee.
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