
Suor Annalisa, 61 anni, della congregazione di Maria Consolatrice
Il caso della suora “bandita dalla cattedra” è esploso sui quotidiani il 10 dicembre (qui, qui, qui e qui).
Ma la storia inizia il 9 gennaio nella scuola elementare statale Jean Piaget di via Suvereto, un quartiere residenziale di Roma, quando un gruppetto di genitori, guidati da una madre (cassintegrata dell’Alitalia), chiede la testa di una maestra, arrivata quel giorno e colpevole soltanto di essere una suora.
Annalisa Falasco, padovana, 61 anni, della congregazione di Maria Consolatrice, una donna minuta e sorridente, è stata mandata dal provveditorato a sostituire l’insegnante di ruolo che se ne è andata altrove per sua scelta.
Nella scuola elementare a suor Annalisa è stato affidato l’insegnamento dell’italiano. Del resto è la prima in graduatoria, come prevede la legge. Ma alla madre in questione, Patrizia Angiari, 36 anni, della classifica stilata dal provveditorato poco importa. E descrive così, a Panorama, le ragioni della sua protesta: “La nostra è una scuola pubblica, dunque laica. Sono pronta a fare ricorso al tar, se non spostano mio figlio in un’altra classe o non rimuovono la maestra. Che cosa dirà la suora quando le chiederanno com’è nato l’universo? Che c’è stato il soffio divino? Io sono atea, mio figlio è già esonerato dalla religione, così come altri bambini della sua classe. E io non voglio che l’insegnante porti il velo. Né che parli di Gesù durante le lezioni”.
Suor Annalisa, che in classe si fa chiamare “maestra Annalisa”, ha sì il velo nero, come ogni suora che si rispetti, ma non porta il crocifisso (”Dio lo porto dentro di me” dice). È una suora moderna, naviga su internet. Da sotto la giacca le spuntano il colletto di una camicia bianca e un golf scuro. Alla fermata dell’autobus racconta sbigottita: “Non mi aspettavo tutto questo clamore, insegno da tanti anni italiano. E sono abituata a essere giudicata sui fatti. Che cosa farò? Assolutamente niente. Resto tranquilla al mio posto”.
Intervistata da Panorama, parla di sottosviluppo culturale e di “cristianofobia” la direttrice della scuola, Maria Matilde Filippini: “Da anni, per legge, anche i religiosi, cattolici, ebrei o musulmani che siano, possono accedere ai concorsi pubblici della scuola. L’insegnante che c’era prima della suora spiegava ai bambini perfino lo yoga, ma questo andava benissimo alla signora che ha mosso la protesta”.
Insomma, tutto fila liscio se si recitano i mantra in classe, perché magari è un vezzo che fa un po’ alternativo, ma la vista di un velo diventa un problema insormontabile. Prosegue la direttrice della scuola: “Per me questa protesta è demagogia, razzismo laico. Alle madri che hanno protestato ho detto che, se vogliono, possono cambiare scuola ai loro figli, quegli stessi che magari tengono tutto il giorno davanti alla televisione. Io di certo non sposterò una brava maestra soltanto perché è una suora”.
La responsabile dell’istituto, insomma, pare pronta a dare battaglia: “Qui” protesta “si nega a una persona il diritto di un lavoro sulla base dell’appartenenza a una religione. Magari, se fosse stata musulmana, nessuno avrebbe protestato. Ormai siamo al paradosso”.
di Romana Liuzzo
- Lunedì 21 Dicembre 2009
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Commenti
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Il 21 Dicembre 2009 alle 21:10 ghibli100 ha scritto:
almeno una direttrice con gli attributi.
e una madre ….no comment
se effettivamente è una buona maestra che sia religiosa o no non conta nulla l’importante che educhi correttamente i bambini
Il 21 Dicembre 2009 alle 23:21 Zione ha scritto:
Brava la Direttrice che mi ha tolto le parole di bocca; chissà quante Mamme rimpiangono di non aver avuto la fortuna di una Maestra così per i propri figli; mentre si pensa solo, da parte di sconsiderate persone, di fare opera di infelice coartazione, che produrrà amari frutti nel comportamento dei ragazzi che subiscono queste assurde imposizioni.
Il 22 Dicembre 2009 alle 15:55 indigesto ha scritto:
A me gli ignoranti che si professano atei fanno ridere! possono tuttalpiù dire che di Dio se ne fottono e che delle Religioni scomode non sanno che farsene! Ma parlare di ateismo, che prevede un percorso filosofico di spessore, tanto quanto quello teologico, in certi casi fa proprio ridere. Di solito si tratta di persone prive di senso morale, soprattutto per quanto riguarda la tolleranza. Un ateo di solito ne possiede tanta, ispirato com’è da contenuti filosofici, che non bada alle diverse Confessioni, nè tantomeno si abbandona ad atteggiamenti stupidi di contestazione. Vero è che la indegna, criminale e puerile (le due cose spesso cioncidono) lotta che si sta portando al Cristianesimo, e segnatamente al Cattolicesimo, da parte di molte forze politiche, anche filo-islamiche, cavalcata altrettanto indegnamente dai Media, ottenebra le menti, infarcite da un non ben definito sinistrismo d’accatto, portandole a conclusioni estreme come quella della signora cassintegrata. Ho conosciuto Atei (con la maiuscola) che intrattenevano ottimi rapporti con Sacerdoti cattolici, dunque non posso che sentire commiserazione per questa vaiassata!
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