
Due ragazzi afgani ospiti nel centro d'accoglienza
Tra chi ha seguito da vicino le vicende dei profughi afgani nella capitale (quelli nella “buca” della Stazione Ostiense e quella che ha coinvolto anche i minori, trovati a dormire sui vagoni del treno c’è anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. Panorama.it ha raccolto la sua versione, per capire quale sia stato il ruolo effettivo del Comune e per sentire quali siano i progetti futuri per l’accoglienza e la tutela dei profughi. Anche alla luce del Rapporto annuale del sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR 2008-2009), presentato qualche giorno fa dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), insieme al Ministero dell’Interno. “Dovrebbe essere la sala operativa sociale a riferirci di certe emergenze” confessa non senza imbarazzo Belviso “ma dei ragazzi afgani all’Ostiense lo abbiamo saputo dai media. Per questo, abbiamo voluto intervenire con tatto: per evitare il trauma dello sgombero, abbiamo chiesto l’aiuto della Croce Rossa. Da parte sua, il Campidoglio ha coordinato le operazioni e lo Stato le ha finanziate”. Discrezione d’obbligo, spiega l’assessore Belviso: le vicende dei giovani afgani coinvolgono da un lato la sfera dell’accoglienza, dall’altro quella di ordine pubblico. E muoversi su questo crinale è sempre molto difficile.
Lo sanno bene tutti quegli enti locali (in gran parte, i comuni) che, stando alle cifre del Rapporto SPRAR, hanno inserito nel programma di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 8.412 persone (tra cui, il 13% minorenne), il 34% in più rispetto all’anno precedente. Per loro sono stati distribuiti 4.388 posti di accoglienza, in 114 progetti diffusi su tutto il territorio nazionale con il coinvolgimento di 101 enti locali e oltre 100 realtà del terzo settore. Le donne vengono soprattutto dal Corno d’Africa, mentre tra gli uomini la prima nazionalità è quella afgana.
Come varchino i confini italiani queste persone è risaputo: la principale modalità di ingresso nel nostro paese è rappresentata dallo sbarco sulle coste (76%). Lo scorso anno, per far fronte al notevole aumento degli arrivi via mare, ai 2541 posti inizialmente finanziati dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi di asilo (Fnpsa) ne sono stati aggiunti altri 1.847, finanziati dal Viminale.
Un’operazione tanto nobile quanto necessaria: secondo il Presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, larga parte di coloro che hanno diritto alla protezione sono spesso costretti a ricorrere alla mafia (italiana e internazionale) per ottenerlo. Ecco perché, ha confermato Chiamparino, da parte dell’Anci c’è tutta la volontà di creare un’Agenzia europea dell’asilo, che permetta una condivisione di responsabilità e di standard tra tutti gli stati membri dell’Ue.
A sostenere la proposta del sindaco di Torino, anche il prefetto Mario Morcone, Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno: “Non possiamo che essere fieri di tale modello che ha tracciato una strada di cooperazione, un esempio di governance che può e deve strutturarsi ancor più diffusamente come un adeguato sistema di protezione e garanzia per i richiedenti asilo e i rifugiati”. E il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha messo a disposzione 15 milioni per il Programma di protezione.
Cifra non indifferente. “Sì, ma in Italia c’è una sorta di paralisi sul territorio. L’accoglienza è di tipo assistenzialista” commenta l’ssessore Belviso, che in questi giorni è impegnata ad ultimare una nuova proposta che modificherà la progettualità e garantirà un’accoglienza più strutturata. “Del progetto ancora non posso parlare” afferma. “Ciò che posso dire è che sarà presentato all’inizio dell’anno prossimo”. Per quanto riguarda Roma, i dati forniti dall’Assessorato alle Politiche Sociali dicono che qui sono presenti 22 centri di accoglienza, che attualmente ospitano 2.000 profughi. Oltre a questi, si contano 1.000 immigrati che si trovano legalmente nel territorio italiano, ma vivono in strutture abusive e, per tirare avanti, vivono sotto traccia, nel sommerso del circuito illegale.
I minori stranieri non accompagnati presenti a Roma sono oltre 1.000. Di questi, 100 sono stabili nelle strutture temporanee di bassa soglia della capitale e gli altri sono sparsi nella Regione, a spese comunque del Comune di Roma. Il 25%-30% dei flussi in arrivo si trovano a Roma solo in transito. La loro meta finale, conferma l’assessore Belviso, è quello di raggiungere l’Inghilterra o la Francia e la Germania, dove l’accoglienza, più strutturata, potrebbe essere presa a modello per il nuovo progetto di accoglienza e protezione degli enti locali italiani del 2010.
(Fine. Qui la prima puntata, la seconda e la terza)
- Mercoledì 23 Dicembre 2009
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Commenti
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Il 27 Dicembre 2009 alle 13:24 jane55 ha scritto:
Sono d’accordo con cio’ che e’ detto nell’articolo, e con tutte le misure atte ad aiutare il transito per l’italia, o anche l’integrazione di questa gente nelle nostre strutture sociali e lavorative.Benvengano quindi tutte le misure strutturali atte ad aiutare chi fugge da situazioni difficili,e soprattutto, potenziamo le strutture per strappare alla mafia la gestione dell’immigrazione di queste persone. Vorrei a questo proposito ricordare come le organizzaioni criminali sfruttino questa gente non solo facendo loro pagare somme assurde per viaggi infernali, ma anche, poi , approfittando della loro clandestinita’, per inserirle nel mondo del crimine. E vorrei ancora ricordare i minori clandestini che scompaiono, sia perche’ attirati nel mondo dello spaccio, sia perche’ usati per il traffico illegale di organi, come donatori certamente non consenzienti.Di fronte a realta’ cosi’ drammatiche e’ senz’altro necessaria la presenza di strutture statali e legali a livello nazionale ed europeo,per mettere fine a quella che e’ senza dubbio la tratta degli schiavi dei nostri tempi.
Il 29 Dicembre 2009 alle 17:44 indigesto ha scritto:
jane55, ti auguri tutte cose impossibili. Lo sanno tutti che c’è una criminalità che sfrutta queste situazioni, a cominciare da quella dell’accoglienza. Ce ne stiamo già accorgendo, da qualche atto terroristico, chi stiamo “accogliendo”. Sarebbe anche ora di svegliarsi, prima che ci faccia svegliare qualche botto!
Il 29 Dicembre 2009 alle 17:47 indigesto ha scritto:
A proposito, jane55, se mi leggi (ma pare che d’abitudine non lo fai, nè tantomeno rispodi): Felice anno nuovo!
Il 15 Gennaio 2010 alle 13:48 Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] stima degli irregolari varia: secondo il rapporto Ismu, sono circa 422 mila, secondo l’Ocse arrivano a 750 mila, per la [...]
Il 15 Gennaio 2010 alle 20:04 Circolo Luce Del Sud » Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” ha scritto:
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