
Il vertice tra operatori web e il ministro Maroni al Viminale | (Ansa)
Niente legge per aumentare la sicurezza dei social network, ma un “codice di autoregolamentazione” tra i provider e i gestori di social network, per cercare di prevenire i reati online. Questa la linea scelta dal ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, alla fine dell’incontro al Viminale con i principali gestori di internet e social network.
Il ministro, a pochi giorni dall’aggressione al premier in piazza Duomo, aveva proposto l’oscuramento dei siti pro Tartaglia e lo studio di norme più incisive contro l’apologia di reato e l’istigazione alla violenza attraverso Internet. Ma ora, dopo una settimana, il dietro front. “La strada da seguire è cercare un accordo tra tutti definendo un codice di autoregolamentazione, evitando interventi di autorità ma ottenendo ugualmente il risultato”, ha spiegato il ministro.
“Ci siamo impegnati a formulare delle proposte e costituire un tavolo con tutti i soggetti intervenuti che sarà convocato a metà gennaio proprio sul terreno del codice di autoregolamentazione piuttosto che su quello di una norma di legge. L’accordo dovrà essere operativo il più presto possibile: dobbiamo trovare una soluzione in tempi rapidi per combattere la proliferazione di gruppi che su internet inneggiano all’omicidio, al terrorismo e alla mafia“, ha precisato Maroni.
Vuol dire che sarà la Rete stessa, quindi, a fare in modo che certi contenuti non siano pubblicati attraverso un grande accordo di responsabilità tra tutti gli operatori. “Se avverrà sarà il primo caso al mondo di autoregolamentazione su un terreno così delicato che vede da una parte la garanzia di libertà di espressione del pensiero e dall’altra la necessità di rimuovere contenuti che integrano gravi reati”, ha aggiunto il ministro, spiegando che in questa direzione sono necessari anche “accordi internazionali bilaterali“, considerando che alcuni gestori di social network, come Facebook, hanno sede all’estero.
Una linea (morbida) condivisa dai principali operatori del settore. “La qualità della rete è legata alle imprese che vi operano e non a nuove norme che la limitano”, spiega a Panorama.it Raffaele Nardacchione, direttore di Asstel di Confindustria, che ha partecipato all’incontro con il ministro. Per queste ragioni anche gli altri maggiori operatori della Rete presenti al tavolo al Viminale (tra gli altri, i rappresentanti di Associazione italiane internet provider, British telecom Italia, Fastweb, H3G, Vodafone Italia, Wind Italia, Telecom Italia, Google Italia, Microsoft Italia e Facebook) hanno dato il loro consenso al cambio di strategia. “Abbiamo molto apprezzato quello che è successo nell’incontro del 22 dicembre al Viminale.
Il metodo scelto, quello dell’autoregolamentazione, è condivisibile e positivo alla luce delle esperienze di collaborazione degli operatori con la polizia postale e la magistratura, per esempio, nel campo della lotta alla pedopornografia, in cui ha prodotto ottimi risultati”, prosegue il direttore di Asstel.
Un dietro front, quello di Maroni, che ha scansato anche tutte le varie preoccupazioni di tipo economico sorte in questi giorni tra i gestori di rete e social network. “Abbiamo subìto pesanti interventi in passato, con il conseguente spreco di soldi e di tempo, per adeguare i sistemi informativi agli standard imposti dall’Autorità. Ora vogliamo continuare a collaborare per aumentare il livello di sicurezza e giungere a un gruppo di lavoro, anche al di là del codice su cui siamo convenuti. Per vedere i risultati, occorrerà attendere ancora qualche mese”, conclude Nardacchione.
La strada imboccata, insomma, sembra quella giusta - a detta dei più - anche se ancora non è chiaro dal punto di vista pratico quali tipo di limitazioni avranno gli utenti della rete nell’uso dei social network e del web in generale, onde evitare il perpetrarsi di gravi reati, salvaguardando d’altra parte la libertà di espressione.
E ora la palla torna alla Rete.
- Mercoledì 23 Dicembre 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 23 Dicembre 2009 alle 19:17 jane55 ha scritto:
Ho letto con piacere questo articolo, e sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’accordo fatto tra il ministro dell’interno e i social- network. Spero solo che non resti lettera morta, ma che produca benefici effetti di pulizia nelle varie reti, e quando parlo di pulizia mi riferisco alle varie incitazioni a odio e violenza, ma anche a quelle presenze pedofile che francamente poco ci stanno in una societa’ civile, che in effetti deve proteggere i minori.Ma ancora voglio assolutamente sottolineare che proprio questo governo ha varato un accordo in cui e’ rispettata la liberta’ dei vari net-work di autoregolarsi, senza alcun tipo di imposizione legislativa. E’ questa una chiara risposta a chi strombazza a destra e manca circa la mancanza di liberta’ che si avrebbe in Italia con il governo Berlusconi.
Il 23 Dicembre 2009 alle 23:25 Zione ha scritto:
La soluzione adottata è senzaltro la più logica e la più pratica; naturalmente bisognerà che vi sia una maggiore e continua attenzione da parte dei gestori della rete, prima ancora degli altri operatori.
Il 24 Dicembre 2009 alle 20:24 indigesto ha scritto:
Mmmm, credo che alcuni net-works nascano proprio per gettar scompiglio con certe…ospitate! La libertà di stampa e di opinione che auspica qualche cafone, che di insulti, calunnie e linguaggio triviale fa largo uso, sarà ancora invocata a difesa delle minacce, delle offese e delle scurrilità che dilagano sul WEB. Ab uno disce omnes: da troppi trinariciuti sarà supportato e seguito. Staremo a vedere!
Il 13 Maggio 2010 alle 16:16 Notizie dai blog su Facebook é la strada da seguire? ha scritto:
[...] Sul web Maroni cambia strada. E i provider lo seguono: “La qualità della Rete dipende dai gestori” Il vertice tra operatori web e il ministro Maroni al Viminale | (Ansa) Niente legge per aumentare la sicurezza dei social network , ma un “codice di autoregolamentazione” tra i provider e i gestori di social network, per cercare di prevenire i reati online . blog: Massimo Morici | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.