Verso le regionali: Casini e la tentazione del centro di gravità permanente

Pier Ferdinando Casini, leader Udc

Pier Ferdinando Casini, leader Udc

“Cerco un centro di gravità permanente” cantava Franco Battiato. Una frase che può adattarsi alla politica nostrana in vista delle prossime importanti elezioni regionali. Quanto vale il “centro”? E da chi è rappresentato?
In una situazione confusa, negli ultimi mesi abbiamo avuto un Fini che si sgancia (a più riprese) dal centrodestra sfruttando le libertà e le prerogative della sua carica istituzionale. Un Rutelli che invece sembra avviato al percorso inverso, da sinistra a destra. E una sua recente intervista al “Giornale” non fa che accentuare quest’idea. E, in mezzo, lui, Pierferdinando Casini con la sua Udc. Attento a non scivolare mai da una parte o dall’altra. Tra un appello al “fronte democratico” contro Lega e Berlusconi e una dichiarazione di distanza dal Pd e dai “giustizialisti” di Di Pietro.

Le regionali saranno il banco di prova della strategia di Casini. Se riuscirà a essere decisivo nelle regioni in bilico, potrà forse dare il via alle prove tecniche di grande centro, magari tirando in mezzo proprio Fini, Rutelli, il governatore siciliano Lombardo (in rotta con il Pdl) e un outsider di prestigio come Luca di Montezemolo. Solo congetture, certo. Per ora la battaglia si gioca tutta sui candidati alle regionali.

Secondo le proiezioni del blog il Liberale, l’eventuale appoggio dell’Udc ai candidati di centrodestra o centrosinistra avrà un ruolo importante, visto che in alcune regioni il partito centrista potrebbe superare il 10% dei voti. Vediamo più nel dettaglio. Secondo il sondaggio, Lega e Pdl hanno in mano Lombardia e Veneto, mentre il centrosinistra non avrà problemi a tenere nelle regioni di centro e in Basilicata. In Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia, Campania e Calabria l’Udc non ha ancora sciolto i nodi delle alleanze.

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In Puglia l’accordo sembra vicino con il Pd sul nome di Boccia. Ma c’è un problema: il governatore uscente si chiama Nichi Vendola e il leader di Sinistra e Libertà non è affatto intenzionato a farsi da parte senza neppure le primarie, anzi, oggi ha attaccato duramente D’Alema e Casini in un’intervista al Corriere: ”Il suo obiettivo è mettere un’Opa sulla testa del Pd, spingerlo ad una nuova mutazione genetica”. In ogni caso, resta l’immagine di un partito che non ha un candidato chiaro su cui puntare, una situazione che avvantaggia il centrodestra.

In Lazio invece Casini punta verso destra, complice la vicinanza con la candidata del Pdl, Renata Polverini, (che infatti non convince alcuni settori del centrodestra, a cominciare dal direttore del “Giornale” Vittorio Feltri). E soprattutto per la possibilità concreta che il Pd appoggi la corsa di Emma Bonino, un nome “tabù” per i cattolici conservatori, tanto che Paola Binetti ha già espresso pubblicamente il suo dissenso sul nome della leader radicale. Se invece il coordinatore Zingaretti trovasse un nome alternativo, l’Udc potrebbe ripensarci.

In Piemonte la sfida sarà tra Mercedes Bresso e Roberto Cota. La presenza di un candidato leghista dovrebbe spingere l’Udc verso sinistra e configurare una situazione di sostanziale parità, perché un accordo con i centristi potrebbe portare a un candidato alternativo per la sinistra radicale. E poi c’è l’incognita assoluta della lista a cinque stelle di Beppe Grillo: quanti voti potrà togliere al centrosinistra?

In Campania è quasi definito il nome del candidato del Pdl: caduta l’ipotesi Cosentino per le accuse di collusione con la camorra, secondo Fabrizio Cicchitto “la soluzione migliore è puntare su Stefano Caldoro“. Mentre nel centrosinistra dovrebbe spuntarla il sindaco di Salerno De Luca. Dopo il lungo regno bassoliniano, il cambio della guardia sembra inevitabile, ma un’eventuale alleanza del centrosinistra con Casini potrebbe rimescolare le carte, visto che l’area centrista qui viene data sopra al 10%.

In Liguria la convergenza dell’Udc sull’appoggio al governatore uscente Claudio Burlando sembra ormai cosa fatta. Se però non dovesse concretizzarsi, la corsa tra Burlando e Biasotti sarebbe praticamente alla pari.

In Calabria il vantaggio è per il candidato Pdl Scopelliti, ma anche in questa regione l’Udc può fare la differenza. Il problema per il centrosinistra però sono prima di tutto le divisioni interne: puntare sull’uscente Loiero, poco amato dall’Idv, o sull’imprenditore Pippo Callipo, che ha incassato l’appoggio importante di Luigi De Magistris?

Commenti

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Il 7 Gennaio 2010 alle 17:18 jane55 ha scritto:

Altro che centro di gravità, questo è trasformismo puro, di quello in voga nei primi decenni del secolo scorso.Insomma la storia ha i suoi cicli e ricicli, e così ora con Casini ci ritroviamo con il riciclaggio del trasformismo.E mi viene un dubbio, non è che questo è dovuto alla solita mancanza di idee nuove in politica?

Il 8 Gennaio 2010 alle 17:23 nhico ha scritto:

Casini, con la sua strategia da terzo venticinquennio del secolo scorso, priva di identità il suo movimento politico, correndo il rischio di frantumarlo. La sua alleanza a macchia di leopardo, a seconda della maggiore possibilità che la destra o la sinistra abbia in quella data regione la possibilità di conquistare il potere,è trasformismo becero e, insieme, l’anteprima dello squagliamento naturale dell’ Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro. Perché è utopia pensare che i dirigenti dell’Udc impegnati nel governo di una regione collocata a sinistra possano andare d’accordo e pensarla allo stesso modo dei colleghi dirigenti impegnati nel governo di una regione collocata a destra. E quella che inizialmente potrà essere considerata una naturale biforcazione , nel tempo, aumenterà fino ad arrivare all’allontanamento totale dalla comune matrice politica. Così, mentre il bel Pierfendi pensa di poter fare l’ago della bilancia politica italiana, qua e là i suoi quadri e dirigenti, per necessità di sopravvivenza, recideranno con allegria il cordone ombelicale e si accaseranno permanentemente in uno o l’altro schieramento di appartenenza. A curare direttamente i loro personali interessi.

Il 11 Gennaio 2010 alle 20:00 indigesto ha scritto:

Nhico, è già successo. Così è stato interpretatato l’isolamento di Casini dai suoi “seguaci”: hanno fatto alleanze qua e là per il Paese e lui deve fare di necessità virtù, se non vuole sciogliere il partitino!

Il 7 Febbraio 2010 alle 10:37 DestraLab » Da John Wayne a John Kerry ha scritto:

[...] un principio semplice». Altro che fallimento della politica dei due forni, altro che ricerca del centro di gravità permanente pericolosa per il bipolarismo. Altro che paradossi. Altro che «Casini – deve scegliere da [...]

Il 5 Maggio 2010 alle 9:30 Notizie dai blog su Se anche il vostro cane cerca un centro di gravità permanente... ha scritto:

[...] Verso le regionali: Casini e la tentazione del centro di gravità permanente Pier Ferdinando Casini, leader Udc “Cerco un centro di gravità permanente” cantava Franco Battiato. Una frase che può adattarsi alla politica nostrana in vista delle prossime importanti elezioni regionali. blog: Emanuele Rossi | leggi l’articolo [...]

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