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	<title>Italia &#187; Donne che odiano le donne  </title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 14:25:30 +0000</pubDate>
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		<title>Donne che odiano le donne</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 15:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In aula non si picchiano, però litigano      più degli uomini. Per la giustizia,  le carceri, o anche per un emendamento su cani e gatti. Ma senatrici e deputate italiane si contendono spesso una sola cosa: la vicinanza al capo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Mara Carfagna sul testamento biologico" href="http://gallery.panorama.it/gallery/mara_carfagna_sul_testamento_biologico/120563_mara_carfagna_sul_testamento_biologico.html"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/07/22/4885fac9d5b4d_zoom.jpg" border="0" alt="Mara Carfagna sul testamento biologico" width="500" /> </a></p>
<p>Solo per aver ricordato la lapalissiana verità che &#8220;<strong>il potere resta maschio</strong>&#8221; le hanno dato della <strong>&#8220;agnosa&#8221;</strong>. Chi: i maschi? No, le femmine. E tutte di rango. Figuriamoci di cosa avrebbero accusato <a href="http://www.pariopportunita.gov.it/" target="_blank"><strong>Mara Carfagna</strong> (Pdl), ministro delle Pari opportunità</a>, se invece  avesse detto che il potere è, sì, maschio, ma <strong>l’invidia resta femmina.<br />
</strong>E dire che il ministro, complice anche il clima natalizio, era stato molto carino con le sue sorelle di sesso. Tanto da sottolineare: <strong>&#8220;Le donne sanno aprirsi al dialogo con più garbo, ma a parlare di riforme sono i vertici dei partiti, composti da maschi</strong>&#8220;.<span id="more-10615"></span></p>
<p>Non l’avesse mai detto, è partita una sventagliata di critiche. Con al centro l’accusa di &#8220;lagnosità&#8221;. Le più severe: <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/ma_societa_omofoba_e_fuori_realta/15-10-2009/articolo-id=390899-page=0-comments=1" target="_blank">la matrimonialista <strong>Annamaria Bernardini De Pace</strong> sul <em>Giornale</em></a> e la storica <strong>Lucetta Scaraffia</strong> che hanno bocciato Carfagna con un piglio da presidi di liceo vecchio stampo. Come ciliegina sulla torta, un classico dell’evergreen &#8220;Eva contro Eva&#8221;, le hanno contrapposto la tosta <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/ministro.shtml" target="_blank"><strong>Mariastella Gelmini</strong></a>: &#8220;Almeno lei non si lamenta mai&#8221;.</p>
<p>Le donne, come dice la contestata Mara, sapranno anche mostrarsi più garbate, ma in politica, parafrasando Tacito, spesso<strong> eccellono nell’arte di essere deboli con gli uomini e forti con le altre donne</strong>. D’accordo, non verranno alle mani, ma <strong>certe perfidie rischiano di far apparire più sana una scazzottata tra uomini in Parlamento.</strong></p>
<p>Di zuffe in rosa nell’aula di Montecitorio non vi è traccia. Fa eccezione il voluminoso testo del regolamento scagliato ai tempi della Prima repubblica dalla radicale <strong>Adelaide Aglietta</strong> contro il presidente <strong>Nilde Iotti</strong> (da <a href="http://blog.panorama.it/libri/2009/09/25/onorevole-ha-facolta-dinsultare/" target="_blank"><em>Tumulti in aula</em> di Sabino Labia</a>). L’unico corpo a corpo fu quello televisivo a <em>Porta a porta</em> tra <strong>Alessandra Mussolini</strong> e<strong> Katia Bellillo</strong>, a suon di calcioni e microfonate (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=HCbw_9vBDZ4" target="_blank"><strong>qui</strong> il VIDEO da YouTube</a>).</p>
<p>Ma spesso lo stesso comune amore, politico s’intende, per il proprio leader può rivelarsi velenoso nei rapporti tra le due contendenti. Prendiamo, per esempio, le punture di spillo tra l’ex ministro <strong>Livia Turco</strong> e il capogruppo dei senatori pd <strong>Anna Finocchiaro</strong>. Le due signore in rosso, ritenute le più dalemiane di tutte, secondo i maligni farebbero persino a gara su quante volte al giorno &#8220;Max&#8221; le chiama.<br />
C’è chi giura di avere sentito in un salotto romano il seguente scambio di fendenti: &#8220;<strong>Oggi D’Alema mi ha chiamato tre volte</strong>&#8220;. <strong>&#8220;A me, invece, cinque</strong>&#8220;. Leggende metropolitane, stupidaggini, come direbbe <strong>Massimo D’Alema</strong>? Di sicuro, quando Finocchiaro annunciò di volersi candidare alla guida del Pd, Turco non la sostenne. Anzi replicò puntuta: quello di Anna &#8220;forse è un lapsus perché è la ditta che decide&#8221;.</p>
<p>Indiziate di rivalità da vicinanza al capo anche le signore in camicia verde. Ufficialmente la concordia regna sovrana tra<a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00025212.htm" target="_blank"> <strong>Rosi Mauro</strong></a>, vicepresidente del Senato, e<a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/sottosegretari/martini_francesca.html" target="_blank"> <strong>Francesca Martini</strong>, sottosegretario al Welfare</a>. Una bruna e l’altra bionda, <strong>le chiamano per la loro altezza le &#8220;amazzoni&#8221; del Senatùr</strong>. Che ha il vezzo di girare in Parlamento a braccetto ora dell’una ora dell’altra. E tutto  fila liscio. Ma nella Lega si mormora che è così solo perché Rosi è al Senato e Francesca è alla Camera, &#8220;sennò potrebbero essere scintille&#8221;.</p>
<p>Solo maligne illazioni? È un fatto, per esempio, che nel 2009 per la prima volta nel Pdl <strong>le parlamentari non si sono riunite per scambiarsi gli auguri di Natale.</strong> &#8220;Alcune cerimonie le organizzavo io quando ero vicecapogruppo di FI, lo scorso anno fu Mara (Carfagna, <em>ndr</em>) a riunirci. Stavolta purtroppo non si è fatto niente, forse perché il Pdl è appena nato&#8221; racconta <a href="http://www.isabellabertolini.it/index.php?tipo=1&amp;id=3363&amp;pag=1&amp;citta=&amp;ric=" target="_blank"><strong>Isabella Bertolini</strong></a>, berlusconiana della prima ora. Una delle poche a difendere a spada tratta Carfagna: &#8220;<strong>Che il potere sia maschile è sotto gli occhi di tutti. Se le donne facessero più squadra avrebbero anche più potere</strong>&#8220;.</p>
<p>Squadre sì, ma avversarie sarebbero però quelle che intanto si sono formate tra le parlamentari del Pdl. <strong>Un gossip da Transatlantico mette in contrapposizione le giovani con le anziane</strong>. Ma anziane per dire, visto che si tratta di <strong>deputate quarantenni</strong>. Come, per esempio, la stessa Bertolini, <strong>Maria Teresa Armosino</strong> e <a href="http://www.jolesantelli.it/" target="_blank"><strong>Jole Santelli</strong></a>. A loro, parlamentari di lungo corso, vengono spesso affidate grane da dirimere nel chiuso delle commissioni. Senza grande ritorno mediatico.</p>
<p>Mentre sotto le luci della ribalta finiscono più spesso le ventenni e trentenni, nuove arrivate, come <a href="http://www.nunziadegirolamo.it/" target="_blank"><strong>Nunzia De Girolamo</strong></a> e G<strong>abriella Giammanco</strong>. Appena si insediarono a Montecitorio le due finirono sui giornali come destinatarie di un biglietto affettuoso scritto dal premier<strong> Silvio Berlusconi</strong>. Tra le parlamentari del Pdl, lato ex azzurre,<strong> c’è chi sostiene che la vicinanza al capo è oggetto del contendere soprattutto tra le più giovani. </strong>Spesso accusate di non rendere il massimo nel lavoro quotidiano o di cercare di prendere la scena su questioni di secondaria importanza.</p>
<p>Raccontano i maligni di una guerricciola scatenatasi recentemente sui provvedimenti per recepire la direttiva europea a difesa degli animali. Non finì esattamente come tra cani e gatti, ma c’è chi ricorda che sulla questione si esercitò un particolare attivismo da parte di un paio di gruppi contrapposti. L’uno guidato da<strong> Giammanco e Fiorella Ceccacci Rubino</strong> e l’altro dal <a href="http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=45240" target="_blank">ministro per il Turismo <strong>Michela Brambilla</strong></a>.</p>
<p>La posta in palio è stata molto più alta nello scontro sotterraneo per la <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/10/22/polverini-chiede-strada-fate-spazio-voglio-il-lazio/" target="_blank">candidatura nel Lazio tra la finiana</a> <strong>Renata <a href="http://www.ugl.it/" target="_blank">Polverini</a> </strong>e <strong>Luisa Todini,</strong> berlusconiana doc, per mesi candidata in pectore del Cavaliere.<strong> Todini, imprenditrice, discendente di una famiglia bene, ha reagito con classe quando è stata scelta la leader dell’Ugl. </strong>Però c’è chi giura che lei a una cena privata Polverini non la inviterebbe. Perché si sente agli antipodi della sindacalista pop, formatasi nella destra sociale e non al verbo liberale di Berlusconi.</p>
<p>Lo scontro sulla giustizia ha generato, narrano, un’antipatia profonda tra la deputata radicale <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302919&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d302919&amp;Nominativo=BERNARDINI%20Rita" target="_blank"><strong>Rita Bernardini</strong></a> e <strong>Donatella Ferranti,</strong> magistrato, capogruppo Pd nell’apposita commissione. Bernardini, detta &#8220;Santa Rita delle carceri&#8221;, <strong>tra i primi a denunciare la <a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/stefano-cucchi/" target="_blank">morte di Stefano Cucchi</a></strong>, con Ferranti non va d’accordo su niente. &#8220;Ma non è uno scontro tra donne, è tra linee&#8221; precisa. E aggiunge: &#8220;Fatto sta che a dicembre il gruppo Pd ha organizzato una visita ai detenuti e io sono stata esclusa&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-10619" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/donnecontrodonne-large.jpg" alt="donnecontrodonne" width="500" height="262" /></p>
<p>Tutto questo è niente rispetto agli epici scontri fra le ex dame nere. Pomo della discordia sempre la vicinanza al capo. In questo caso <strong>Gianfranco Fini</strong>. Madre di tutte le guerre <a href="http://www.danielasantanche.com/category/news/" target="_blank"><strong>Daniela Santanchè</strong></a>. Che non le risparmiò anche agli uomini: <a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/05/03/santanche-i-maschi-di-an-hanno-le-palle-di-lino/" target="_blank">accusò gli ex colonnelli di An di avere &#8220;palle di velluto&#8221;</a>. Ma più feroce si mostrò con le donne definite &#8220;gatte anziché tigri&#8221;, &#8220;incapaci di emanciparsi dal monarca Fini&#8221;.<a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/03/26/lite-mussolini-santanche-prime-donne-contro-da-destra/" target="_blank"> Epico lo scontro con <strong>Alessandra Mussolini</strong></a>.<br />
Santanchè lanciò l’anatema contro &#8220;le donne orizzontali&#8221;. &#8220;Orizzontale sarai tu&#8221;. E l’altra: &#8220;Non rispondo a una valletta&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.saltamartini.org/" target="_blank"><strong>Barbara Saltamartini</strong></a>, deputata Pdl, ex dirigente femminile di An, ammette: &#8220;Dopo la loro uscita  dal partito tornò un po’ di pace&#8221;. Ma un giorno anche Saltamartini perse la pazienza e accusò <strong>Santanchè </strong>di fare &#8220;una politica dai tacchi a spillo&#8221;. Non ce l’aveva con il tacco 12 ma con &#8220;il modello aggressivo&#8221;. Però quando ci si scontra tra donne si ricorre sempre all’immagine di un accessorio femminile.<br />
Forse di fronte al rischio di colpi di tacco o borsettate sempre meglio una <strong>maschia scazzottata</strong> in aula alla <strong>Gian Carlo Pajetta</strong>.</p>
<p>di <em>Paola Sacchi </em></p>
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