
La manifestazione del 1 maggio 2006 a Los Angeles - Ansa Monica Davey
Cantavano “Sì, se puede” e “Yes we can” il primo maggio del 2006, quando Barack Obama era “solo” un senatore dell’Illinois e le sue ambizioni presidenziali erano ignote anche a lui stesso. Gli immigrati (in maggioranza ispanici) di Los Angeles quel giorno riuscirono nel loro intento: paralizzare interi quartieri della più grande megalopoli della costa Ovest.
È istruttivo andare a ripescare le cronache di quell’avvenimento, mentre in Italia prende corpo l’iniziativa, lanciata prima su Facebook e poi da un sito apposito, dello sciopero nazionale degli immigrati per il primo marzo 2010.
Una data scelta per emulazione, dato che un’iniziativa analoga è stata lanciata già a dicembre in Francia e prevede un’astensione dal lavoro per lo stesso giorno di tutti gli stranieri, “sans papier” e regolari, contro le politiche di Nicolas Sarkozy.
Da questo lato delle Alpi l’idea ha trovato un risalto imprevisto per le vicende di Rosarno e la rivolta dei braccianti africani. L’obiettivo dei promotori di “Blacks Out” è mostrare l’importanza degli immigrati nell’economia e nella società italiana, in modo traumatico: facendoli sparire per un giorno.
Ma guardando nel recente passato, l’unica protesta simile è quella del primo maggio 2006 negli States. Si trattò di un evento inusuale perché il primo maggio negli Usa non è il giorno della festa dei lavoratori, che si celebra il primo settembre. E perché a scendere in piazza furono soprattutto gli “aliens”, gli immigrati illegali (tra gli 11 e i 12 milioni secondo le stime) provenienti soprattutto da sotto il confine messicano. Il loro obiettivo: dimostrare che astenendosi dal lavoro (ma anche dal consumare, argomento più che decisivo nella cultura americana) avrebbero fermato l’economia. Le loro richieste? Una sanatoria generalizzata, diritti civili, ricongiungimenti familiari.
Le manifestazioni si svolsero in tutte le maggiori città , da New York a Chicago, ma fu in California lo Stato in cui, realmente, l’iniziativa registrò il maggior successo, anche perché in alcune aree della megalopoli gli “aliens” e i messicani regolarizzati sono il 40% della popolazione.
Quasi un milione di persone marciarono (tra bandiere a stelle e strisce e messicane) per le strade della città degli angeli, intonando proprio quello slogan che un senatore afroamericano avrebbe rispolverato furbamente pochi mesi dopo. Molte aziende furono costrette a chiudere in anticipo sull’orario di lavoro e altre a non aprire del tutto: in particolare bloccate le raccolte di prodotti agricoli in California e il traffico di camion da est a ovest.
Insomma, dal punto di vista dell’immagine fu sicuramente una formidabile prova di forza, anche se si attirò le critiche di una parte della destra repubblicana per le sfilate con le bandiere messicane. Ma al di là dell’impatto mediatico, il risultato politico è stato meno soddisfacente per loro: la riforma bipartisan voluta da Bush, che avrebbe portato alla regolarizzazione degli illegali e a controlli molto più stretti sui confini, fu affossata dagli stessi repubblicani alla Camera, e rappresentò una sconfitta durissima per l’allora presidente.
Il presidente nero, figlio di un immigrato, ha fatto della riforma dell’immigrazione una delle chiavi della sua vittoria (il 67% dei latinos ha votato per Obama nel 2008) ma il tema, che suscita opposizioni forti in gran parte dei cittadini degli stati meridionali, è scivolato sempre più in basso nella sua agenda. Tra Afghanistan, economia, riforma sanitaria, gli “aliens” non hanno trovato posto nel blackberry di mr. Obama, che però ha promesso più volte di affrontare il tema della regolarizzazione di chi già lavora negli States, senza però rinunciare a un maggiore controllo dei confini.
- Mercoledì 13 Gennaio 2010
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Commenti
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Il 14 Gennaio 2010 alle 20:10 gratis ha scritto:
Migranti: una risorsa.
postato da Giano [10/11/2009 17:49]
Gli immigrati sono una risorsa importantissima per la nostra economia.
Ormai questa affermazione è accettata quasi unanimemente.
Non passa giorno che qualcuno non ci ricordi questa verità .
Oggi ha ribadito il concetto anche il Papa, come riporta una notizia ANSA: “Migranti risorsa per vero sviluppo dell’umanità ”.
Certo, se è vero, allora dobbiamo tenerne conto.
E mi viene un dubbio.
Noi italiani, ed europei in genere, possiamo considerarci fortunati.
Viviamo in paesi ricchi e, nonostante la crisi, apparteniamo a quel mondo occidentale che produce e consuma beni in gran quantità .
Siamo, come suol dirsi, paesi “sviluppati”.
Al contrario, esistono vastissime regioni della Terra che soffrono di carenza alimentare, di tecnologia, di infrastrutture, di ricchezza; sono i cosiddetti “Paesi sottosviluppati”.
A questo punto, ecco che si pone una domanda.
Se è vero che i migranti sono una importantissima risorsa per lo sviluppo dell’umanità , perché noi italiani ed europei (che siamo già sviluppati) dobbiamo essere così egoisti da accaparrarci queste risorse, invece che lasciarle ai paesi sottosviluppati che ne hanno più bisogno di noi?
Ecco, questi migranti, che sono una ricchezza ed una risorsa per garantire lo sviluppo, mandiamoli nei paesi sottosviluppati.
Per esempio, in Africa…No?
http://torredibabele.blog.tisc.....8489.shtml
Il 15 Gennaio 2010 alle 13:02 indigesto ha scritto:
Caro gratis, i migranti sono una risorsa come lo furono le legioni barbare dell’Impero romano messe a presidio, pensa un pò, dei confini!
Questi non è che son zotici e non l’hanno capito! Fanno finta per i loro lerci ed immediati interessi! A cominciare dalle Mafie dei padroncini del Nord, che hanno trovato modo di schiavizzarli, sia pur con l’aiuto di apposite leggine. Non parliamo delle Mafie del Sud che applicano la Legge della lupara! La Chesa (illusa) cerca di far proseliti! I partiti (soprattutto quelli orfani di ideologie e di “utili idioti”) non vedono l’ora di immetterli nel circuito dei votanti, avendoli già immessi nel circuito delle piazze. I Governi hanno bisogno di soldi per sfamare le orde parassite dei politici da sistemare a tutti i livelli e li grassano, gli immigrati, come grassano noi tutti con la pressione fiscale. Non è abbastanza? Dimenticavo..la delinquenza nostrana che ha sempre più bisogno di manovalanza per spacciare, rapinare e via dicendo. Aggiungici l’Europa dei farabutti che ha neccessità di livellare le economie per procurare vantaggi ai soliti noti..e il quadro è completo!
Cosa t’aspetti? che questo Paese di Bengodi sfugga all’attenzione delle masse delinquenziali, comunitarie e non, per farne teatro delle proprie scorrerie? Non ho detto delle mire dell’Islam. Mi pare superfluo! Saluti
Il 15 Gennaio 2010 alle 13:47 Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Occupati [...]
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