Brunetta sulle orme di Tps: “Bamboccioni? Fuori di casa a 18 anni, per legge”

Renato Brunetta

E i bamboccioni tornano al centro delle polemiche.
Polemiche che durano da tempo: come un fiume carsico hanno viaggiato nascoste, in questi anni.

Da quando cioè, era il 2007 e Prodi era al governo (un’era fa), l’attacco ai Tanguy all’italiana (dal caustico film francese su un ventottenne mammone che accumulava lauree pur di non lasciare i genitori), o in altre parole i “bamboccioni”, venne dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa che, impegnato a illustrare i benefici della manovra finanziaria, si lancò in una filippica contro i ragazzi che stanno ancora attaccati alla sottana di mamma. “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”, sintetizzò con estrema brutalità e molta ironia Padoa-Schioppa davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: “Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. È un’idea importante”, si giustificò l’allora titolare del Tesoro.
Ma la sua battuta fu giudicata “infelice” sia dalla destra che dalla sinistra (che lo bacchettarono, in modo bipartisan) e dagli stessi trentenni della Rete (qui, qui e qui).

Passano due anni (appunto, un’era), al governo c’è Berlusconi, e a prendersela contro uno dei “malcostumi” degli italiani, lanciando l’idea di fare “una legge per far uscire di casa i ragazzi a 18 anni” è il ministro Renato Brunetta, intervistato da una radio (Rtl). Il titolare della Pubblica amministrazione prende spunto dalla sentenza del tribunale di Bergamo che condanna un artigiano di 60 anni a pagare gli alimenti alla figlia di 32 anni ma da otto anni fuori corso all’università.

Il ministro, che ora si è ravveduto e dice di vergognarsi ancora” perché “fino a quando non sono andato a vivere da solo era mia madre che la mattina mi rifaceva il letto”, propone “un po’ scherzando” una legge che obblighi i giovani ad uscire di casa appena compiuti 18 anni. Per la verità, Brunetta stesso aggiunge poi che i bamboccioni sono in realtà vittime di un sistema di cui sono responsabili i genitori, ma la provocazione non passa inosservata neanche stavolta.

Onestamente, sarebbe una proposta difficile da praticare quella del ministro: chi dovrebbe obbligare i genitori a cacciare di casa i figli a 18 anni? Chi li manterrebbe? Lo Stato? E perché mai il governo dovrebbe farlo? Tutte domande che si pone anche un collega di Brunetta, il ministro Roberto Calderoli che rimprovera “all’amico Brunetta di averla fatta fuori dal vaso”; mentre il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: “È innegabile che i ragazzi abbiano difficoltà a trovare un lavoro” spiega. “Figuriamoci un alloggio per conto loro, e non li si può definire bamboccioni per questo”.

Ma Brunetta non dimentica di citare colui cui appartiene il copyright della definizione “bamboccioni”: “Ho condiviso Padoa-Schioppa quando ha stigmatizzato la figura dei bamboccioni” spiega Brunetta “anche se quella sua invettiva mancava di un’analisi più complessa”. E allora: “ci sono i bamboccioni” dice Brunetta, “perché le università funzionano male, perché il welfare funziona male e perché si dà più ai padri che ai figli“.

Prendendo per buona l’analisi del ministro, Giorgia Meloni, responsabile del dicastero della Gioventù, risponde con un’altra provocazione: “Una legge per imporre ai baby-pensionati, a chi è andato in pensione a 40 anni, di dare indietro i soldi presi finora“, in modo da creare opportunità per i giovani e consentire loro di andare via di casa. Perché, dice il ministro della Gioventù, “i bamboccioni saranno al massimo un 10%. Gli altri non se ne vanno semplicemente perché non possono. Ce ne sono tanti che magari parlano perfettamente due lingue straniere e si devono accontentare di contratti di lavoro temporanei e di 15mila euro l’anno con i quali è difficile mantenersi”.

Commenti

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Il 18 Gennaio 2010 alle 18:29 indigesto ha scritto:

Ecco, un bel taglio alle pensioni per finanziare il lavoro giovanile. Gira gira si andrà a finira là!
Poi, coi quei soldi, aumenteremo la paghetta ai politici!
Scusate, se la aumenteranno!

Il 18 Gennaio 2010 alle 20:08 pv21 ha scritto:

Ora sappiamo di chi è la colpa di tante famiglie indebitate e di precari a spasso. La solita boutade del “sagace” Brunetta, autore di salvifiche CROCIATE MINISTERIALI, che cerca di spostare l’attenzione dai problemi reali. (segue //forum.wineuropa.it )

Il 25 Gennaio 2010 alle 12:59 Il governo blocca la “paghetta” di Brunetta: “500 euro ai giovani che vanno via di casa” - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] secondo il neo-candidato a sindaco di Venezia. Un’idea (forse nata settimana scorsa, dal dibattito a distanza con Giorgia Meloni, responsabile del dicastero della Gioventù) che non è piaciuta al ministro [...]

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