
(Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica/ANSA)
Servono ”ordine e legalità” nel mercato del lavoro e nei flussi di immigrazione; maggiore attenzione per ”prevenire” le tensioni sociali che si vanno accumulando; più risorse e impegno sistematico, non discontinuo, degli apparati dello Stato; ma serve anche maggior impegno della Calabria stessa e dei suoi cittadini contro il ”nemico principale” che è la ‘ndrangheta, la forma di criminalità organizzata ”più insidiosa” che l’Italia produce ed esporta.
Questa la diagnosi e la ricetta di Giorgio Napolitano dopo i gravi scontri di Rosarno (”Cose brutte e pesanti, che le istituzione avevano il dovere di prevenire”, ha detto il Capo dello Stato) e dopo la ”brutale aggressione” dinamitarda dei giorni scorsi contro i magistrati antimafia di Reggio Calabria.
Il presidente della Repubblica l’ha enunciata in tono accorato (qui il testo dell’intervento di Napolitano), a tratti appassionato, con un discorso a braccio di dieci minuti al Liceo Artistico ”Mattia Preti” di Reggio Calabria.
- “Servono ordine e legalità nel mercato del lavoro e nei flussi di immigrazione”
- “Serve maggiore attenzione per prevenire le tensioni sociali che si vanno accumulando”
- “Servono più risorse e impegno sistematico, non discontinuo, degli apparati dello Stato”
- “Per sconfiggere la ‘ndrangheta, che è il suo nemico principale, la Calabria - una regione sfortunata - deve mobilitarsi di più, deve esprimere le sue energie e la sua capacità di reazione più di quanto non abbia fatto finora.”
- “Deve essere chiaro a tutti gli italiani che la Calabria e lo Stato sono in prima linea nella lotta alla criminalità”
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- Incontro tra il Presidente e tre immigrati feriti durante gli scontri
- Auto con armi ed esplosivo all’aeroporto. Escluso dai carabinieri un legame con la presenza del Presidente
In aula erano presenti, fra gli altri, gli amministratori locali, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, rappresentanti delle organizzazioni sociali impegnate a contrastare la criminalità organizzata. Nel corso della manifestazione è stato ricordato l’alto magistrato Antonino Scopelliti, ucciso dalla mafia nel 1991. A nome degli studenti ha parlato il presidente della Consulta provinciale degli studenti, Giuseppe Pelle.
Fuori, intanto è scattato l’allarme: Un’auto carica di esplosivo e armi è stata ritrovata vicino all’aeroporto di Reggio Calabria. Si tratta di una Fiat Marea con due fucili a pompa, due pistole, due ordigni rudimentali, una tanica di benzina e tre passamontagna. Il mezzo era parcheggiato in via Lavagnini, a circa 400 metri all’aeroporto. In quel momento il capo dello Stato era proprio nello scalo e si accingeva a ripartire per Roma, cosa avvenuta senza problemi e nell’orario previsto. L’auto (il cui proprietario, un carrozziere di 45 è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento), secondo fonti investigative dell’Antimafia riportate dall’agenzia Ansa, “fatta trovare su segnalazione di una fonte confidenziale, proprio quando Reggio Calabria era presidiata dagli uomini delle forze dell’ordine per la visita del presidente Napolitano, potrebbe essere un segnale di minaccia e intimidazione nei confronti dello Stato”. Si tratterebbe - spiegano - di “una sorta di crisi di nervi della ‘ndrangheta che, comunque, anche se non ha ancora deciso di alzare il tiro, manda un messaggio: non intendiamo fermarci di fronte all’azione di contrasto messa in campo dal governo, dalla magistratura, dalle forze di polizia”.
- Venerdì 22 Gennaio 2010
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Commenti
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Il 22 Gennaio 2010 alle 16:35 indigesto ha scritto:
“…che le Istituzioni avevano il dovere di prevenire”: sagge parole! Ma lo sa il Capo dello Stato che nonappena si interviene sui clandestini l’opposizione insorge? Lo sa che nel nel Nord ci sono 100, 1000 Rosarno dove i clandestini sono indotti in schiavitù. A chi serve questa tolleranza, oltre che alle Mafie del Sud, che finiscono per diventare un comodo paravento? Si informi, il Capo dello Stato, si informi!
Il 29 Gennaio 2010 alle 12:59 Il governo vara la stretta anti-cosche. I 10 punti di Berlusconi contro i boss - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Reggio Calabria alla ribalta, dunque, dopo la bomba contro la procura generale e l’auto con armi ed esplosivo trovata durante la visita del capo dello Stato nei giorni scorsi. Entrando in prefettura per la riunione del cdm - per la quarta volta in [...]
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