Bologna senza sindaco: Delbono lascia, travolto dal “Cinzia-gate” e dal pressing del Pd

Il sindaco di Bologna Flavio Delbono fuori dagli uffici della Procura di Bologna | (Giorgio Benvenuti/Ansa)

Il sindaco di Bologna Flavio Delbono fuori dagli uffici della Procura di Bologna | (Giorgio Benvenuti/Ansa)

Un pressing che dura da giorni e che in 48 ore, da sabato 23 a lunedì 25, ha raggiunto lo scopo: Flavio Delbono, sindaco di Bologna, ha fatto un passo indietro, ha lasciato la poltrona, si è dimesso da primo cittadino.
Se ne va dopo soli sette mesi a Palazzo D’Accursio alla vigilia della discussione del suo primo bilancio.

Che oggi sarebbe stata la giornata dell’addio lo aveva annuniato il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Sergio Lo Giudice: “Il sindaco ha già deciso di dimettersi. Tempi e modi li decideremo”. Delbono, travolto dal Cinzia gate, alle 15 ha riferito in consiglio comunale “In merito alle vicende che lo hanno visto coinvolto” e, a seguire, ha incontrato la stampa. Sullo stesso tema, alle 14, Antonio Di Pietro ha convocato una conferenza stampa sotto le Due Torri.
È stata proprio questa coincidenza, pare, a convincere il sindaco di Bologna ad accelerare il suo addio. A fargli prendere la decisione di mollare: meglio lasciare - “per senso di responsabilità” - piuttosto che trovarsi azzoppato dagli alleati.

Delbono è al centro di una vicenda giudiziaria in relazione ad alcuni viaggi fatti quando era vicepresidente della Regione: missioni alle quali ha partecipato, a titolo personale, anche Cinzia Cracchi (sua ex compagna ed ex segretaria).
Sabato 23, dopo un interrogatorio di cinque ore del pm Morena Plazzi (”per rispondere dei reati di ‘abuso di atti di ufficio’, ‘peculato’ e ‘truffa aggravata’ con riferimenti a missioni svolte tra il 2004 e il 2008 nella mia veste di Vice Presidente della Regione Emilia-Romagna; ma una buona metà dell’incontro col Pm è stata assorbita da mie dichiarazione spontanee“, ha detto l’ex sindaco nel suo discorso in Comune), aveva dato qualche prima risposta ai cronisti in attesa e poi si era recato all’emittente regionale È Tv per dire tra l’altro “di non essere ricattabile” e che comunque non si sarebbe “dimesso nemmeno in caso di rinvio a giudizio”.

Ma le cose, dopo il pressing del Pd, sono cambiate. Troppo forte il disagio che cresceva di ora in ora, nel partito e in giunta. Di “fiducia compromessa coi cittadini” parlava Virginio Merola, che sfidò Delbono alle primarie. “Chiarire, chiarire, chiarire” invoca la leader dell’opposizione interna, la franceschiniana Mariangela Bastico. La pagina Facebook di Delbono ribolliva di preoccupanti appelli. Per non parlare poi degli alleati: “Quella frase sul rinvio a giudizio se la poteva risparmiare”, commentava senza indulgenze Silvana Mura dell’Idv, “spero sia stato un lapsus”.
E poi la moral suasion che ha visto impiegati, a mo’ di tenaglia, i vertici del partito, romani (anche se Pier Luigi Bersani ha ufficialmente delegato il governatore Vasco Errani a gestire la grana) e bolognesi (secondo Repubblica, nel forcing sarebbe stato coinvolto anche Romano Prodi, sostenitore della candidatura Delbono).
Ma secondo fonti Pd, la nuova accelerazione del sindaco sarebbe dovuta alla volontà di bruciare la conferenza stampa di Antonio Di Pietro, e non ingenerare il dubbio di una decisione presa magari sull’onda della pressione del partito dell’ex pm.

E dunque, “l’atto di responsabilità” che i vertici del Pd di Bologna si attendevano da Delbono è infine arrivato: “Una vicenda giudiziaria che coinvolge il Sindaco è ovviamente anche una vicenda con risvolti politico istituzionali. La mia consapevolezza di estraneità agli illeciti contestatimi mi rassicura sulla capacità di dimostrare nelle sedi competenti la correttezza dei miei comportamenti. Ciò mi ha fatto dire che non avrei ritenuto necessario presentare le dimissioni da Sindaco neppure in presenza di un eventuale rinvio a giudizio. Tuttavia, la storia di questa città e la lunga tradizione di amministrazione e di impegno civico fanno sì che a Bologna ci sia una cultura diversa rispetto ad altre realtà. Bologna per me viene prima di tutto. È per questo che, siccome i modi e i tempi richiesti per difendermi eventualmente in sede giudiziaria rischiano di avere ripercussioni negative sulla mia attività di sindaco, ho già deciso in piena coscienza che rassegnerò le dimissioni dalla mia carica”. Parole che fanno dire al difensore del sindaco, l’avvocato Paolo Trombetti: è “un gesto nobile perché antepone ai suoi interessi personali quelli della città e della collettività”.

Sugli interessi del Pd, tocca a Bersani commentare, laconico: “Delbono ha detto che Bologna ha la priorità su tutto e noi siamo d’accordo con lui”. I guai non vengono mai soli, per i democratici: appena aperto il fronte Puglia, quello di Bologna si potrebbe chiudere. Sotto le due Torri, nulla è escluso al momento, neanche l’ipotesi di elezioni anticipate. Con le primarie che Antonio Di Pietro, vede “belle e aperte a chi vuole candidarsi: Puglia docet. Lasciamo decidere alla città”.

Commenti

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Il 25 Gennaio 2010 alle 20:35 indigesto ha scritto:

“Bologna ha la priorità su tutto”. Bologna liberata? C’è da crederci poco.Del resto,chissà quante Cinzie tacciono!

Il 26 Gennaio 2010 alle 14:21 Prodi, gli spiccioli di Delbono e il Pd senza capo (né coda) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] del problema. Di cosa si sta parlando? Non si distrugge la vita di un uomo (indizio: quella dell’ormai ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono, ndr) come è accaduto in questi giorni, per una storia come quella, per una manciata di [...]

Il 26 Gennaio 2010 alle 16:38 Sesso e politica: tra scandali e dimissioni, una lunga scia di cadute - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] sottile, le conseguenze sono state spesso clamorose per personaggi politici, anche illustri. Ultimo il sindaco di Bologna Flavio Delbono, costretto a dimettersi per il cosiddetto “Cinzia-gate&#8…. E se la lista di chi ha dovuto rassegnare le dimissioni per essere rimasto coinvolto in un [...]

Il 1 Febbraio 2010 alle 13:10 Sex in the city: Delbono e il Cinziagate in salsa bulgara - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] la frase ben s’attaglia al crepuscolo politico di Flavio Delbono, ex sindaco di Bologna. Costretto lunedì 25 gennaio alle dimissioni dall’ira funesta della sua compagna e segretaria, Cinzia Cracchi: prima lasciata, poi spedita a [...]

Il 1 Febbraio 2010 alle 19:23 La stagione dell’amore viene e va. Soprattutto in politica - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] prosaicamente di Eros, più facile che arrivino i guai. E gli scandali e i polveroni: chiedete a Flavio Delbono, costretto alle dimissioni da sindaco dopo la deflagrazione del Cinzia-gate o a Piero Marrazzo, inciampato nello scandalo trans. Insomma, parlare d’amore in politica è [...]

Il 8 Febbraio 2010 alle 13:41 Pd allo sbando: la caduta dell’impero emiliano - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] scricchiola proprio ora che ha raggiunto il massimo della sua potenza espansiva. La tremenda batosta di Bologna (il sindaco Flavio Delbono costretto alle dimissioni per una brutta storia di soldi, la procura che [...]

Il 8 Febbraio 2010 alle 17:58 Circolo Luce Del Sud » Pd allo sbando:la caduta dell’impero emiliano ha scritto:

[...] tremenda batosta di Bologna (il sindaco Flavio Delbono costretto alle dimissioni per una brutta storia di soldi, la procura che [...]

Il 9 Febbraio 2010 alle 14:39 :: LaDestra.info - Il portale d'informazione della destra italiana ha scritto:

[...] tremenda batosta di Bologna (il sindaco Flavio Delbono costretto alle dimissioni per una brutta storia di soldi, la procura che [...]

Il 4 Marzo 2010 alle 13:01 Liste escluse in Lombardia e Lazio, il Pdl studia le mosse per uscire dal pasticcio - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] delle elezioni”. La contropartita sarebbe la riapertura delle elezioni a Bologna, dopo le dimissioni di Delbono, anche se il ministro Maroni aveva deciso il rinvio della data delle [...]

Il 9 Aprile 2010 alle 9:44 #Bologna Mail Bombing per i figli degli immigrati irregolari « Panzallaria – blog di panza ha scritto:

[...] che Flavio Del Bono ha lasciato Palazzo d’Accursio è arrivata la Cancellieri, commissario straordinario venuta [...]

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