Il programma del Tinto radicale: “Ci vuole più eros, contro una sinistra medievale”

Il regista veneziano Tinto Brass (Ansa)

Il regista veneziano Tinto Brass (Ansa)

Ce l’ha con gli italiani: “Ipocriti e farisei”. Non tutti, per carità; ma il “paese negli ultimi anni è in preda a una deriva medievale“. Ne è convinto Tinto Brass. E per metterci un freno, il maestro dell’erotismo all’italiana, a 76 anni non rinuncia a girare film (i prossimi nel Salento e a Milano, dove già sta presentando una rassegna di film erotici giapponesi) e a scendere nell’agone politico.

Per la verità lo aveva già fatto qualche anno fa, con il suo vero nome di battesimo (Giovanni Brass) e per questo nessuno se ne accorse. Nemmeno gli elettori.
Questa volta, invece, si presenterà (lo ha annunciato in diretta su Radio2) con il suo nome d’arte nelle liste Bonino-Pannella in Veneto, dove è certo, e in Lazio, dove il nome è in discussione, ostacolato dai cattolici del Pd.
Un regista in cerca di una poltrona, da dove magari proporre la riapertura delle sue amate case chiuse? Brass nega, ma non gli dispiacerebbe affatto. “Cerco solo qualche voto per Emma e i Radicali“, ammette. “E poi devo girare i miei film”, aggiunge. Il primo, dopo una laurea in Giurisprudenza a Padova nel 1957, è del 1963. Titolo: Chi lavora è perduto. Ma Tinto - giuliano di origine, milanese di nascita e veneziano da una vita - non ha dato seguito a quel suo vecchio imperativo: ha lavorato parecchio: di pellicole ne ha girate una trentina, da quelle più impegnate degli esordi a quelle erotiche con cui ha raggiunto la fama. Quasi tutti scritti con la moglie Carla Cipriani (che gli è stata accanto per cinquantanni: sposata nel 1957 è scomparsa nel 2006).

Brass, la notizia non è ancora stata ufficializzata: ma si presenta o no coi Radicali nel Lazio e in Veneto?
In Veneto di sicuro, nel Lazio non so. Ci sono delle forti perplessità da parte della Binetti (la senatrice Paola Binetti, anima dei teodem, ndr) e dei cattolici del Pd. Non me ne importa nulla di queste diatribe, perché voglio solo portare voti alla causa della Bonino. Del resto in passato mi sono sempre aggregato ai Radicali e così ho deciso di tornare nell’agone politico.
Cosa porterà in dote alla lista?
Non ho certo pretese di potere, ma sarei contento se riuscissi a portare qualche voto in più alle loro battaglie. Ho sintetizzato il mio programma con lo slogan “Eros è liberazione”: una presenza, la mia, contro l’arretramento ideologico di questi anni. Molti temi, infatti, oggi si dibattono sull’etica e sulla bioetica, dalle unioni gay all’eutanasia, e la maggior parte degli italiani, per non dire dei politici, ha un comportamento ipocrita. Sono farisei, come il Cavaliere quando applica le libertà sessuali e poi si va a inginocchiare dai cardinali.
A proposito dei costumi degli italiani. Cosa pensa del caso che ha coinvolto Piero Marrazzo, l’ex governatore Pd del Lazio, regione dove oggi si presenta con il centrosinistra Emma Bonino?
Ecco, proprio di Marrazzo volevo parlare. Mi chiedo perché non abbia mai detto che gli piaceva andare coi trans. L’unica cosa che mi spiace è che non l’abbia confidato alla moglie, che non lo sapeva. Per il resto non capisco la vergogna di dirlo in pubblico e, soprattutto, il gesto di andare in convento, dopo che la storia è finita sui giornali. Un gesto ridicolo, se non addirittura medievale. Stiamo vivendo una deriva medievale della classe politica del nostro paese. La gente, invece, vuole politici con identità chiare e, infatti, in Puglia ha vinto le primarie Nichi Vendola.
Quindi è contento della scelta degli elettori democratici pugliesi per il governatore uscente di Sinistra, ecologia e libertà?
Certo. Dicevo che è un politico con un’identità assolutamente chiara e che dice le cose come stanno, senza ipocrisie. Abbiamo bisogno di maggiore serenità in politica. La nostra Venezia, appunto, la chiamavano la Serenissima.
Ma non c’è già troppo eros in politica?
Macché eros, in politica c’è solo protervia e prevaricazione, legata all’esercizio del potere. Eros è simpatico, è un gioco che pretende un rapporto paritario e che non c’è dove c’è prepotenza e dove una parte prevarica l’altra.
Dopo Cicciolina, adesso lei. Un’altra mossa shock dei radicali?
In un certo senso sì; è una provocazione e i radicali le hanno sempre usate. Cicciolina diciamo che era famosa per la “pratica”, io mi limito a dirigere… Del resto se dovessi descrivere il nostro Paese durante un comizio, citerei volentieri i versi di Dante: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!“.
Passiamo al Veneto, dove ha detto che il suo nome in lista è ormai sicuro: il Pd ha scelto il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, per correre contro Zaia. Le piace?
È una brava persona e penso che sia il candidato giusto. Mi ha telefonato ieri per avere un incontro, visto che sarà anche il candidato sostenuto dai radicali. Ma non cerco un posto nel potere: solo qualche voto per le battaglie dei Radicali e un’opportunità per dire tante cose, soprattutto ai giovani, che ormai non sognano più.
Per concludere: se il sedere è lo specchio dell’anima, come lei ci insegnò, allora chi è il candidato delle regionali con il miglior lato B?
Devo dire che la nostra sfidante nel Lazio, Renata Polverini fortemente voluta da Fini, non mi dispiace affatto. Anche come si propone, lo fa in modo diretto e sincero. D’altra parte, chi è diventato il politico più laico in Italia? Gianfranco Fini.

Commenti

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Il 25 Gennaio 2010 alle 20:38 indigesto ha scritto:

Brass vuole più eros e sponsorizza la Bonino? E chi lo capisce!

Il 25 Gennaio 2010 alle 22:45 Il programma del Tinto radicale: “Ci vuole più eros, contro una sinistra medievale” | Politica Italiana ha scritto:

[...] via http://blog.panorama.it/italia/2010/01/25/il-programma-del-tinto-radicale-ci-vuole-piu-eros-contro-u… Posted by admin on gennaio 25th, 2010 Tags: News, Politica Share | [...]

Il 26 Gennaio 2010 alle 19:00 Largo al Veneto. E la Serenissima vuole: Olimpiadi, autonomia e visibilità - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] per il centrodestra. Un candidato che, oltre a tenere coesa la coalizione con l’IdV e i Pannelliani (che qui gli hanno affiancato il regista Tinto Brass), avrebbe potuto realizzare anche l’alleanza con l’Udc, se alla fine Casini non avesse [...]

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