
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, con Pierferdinando Casini, in una foto di archivio | (Ansa)
Par di vederli assieme davanti alla tv, tifare ansimanti per l’amato Bologna: Pier Ferdinando Casini a destra, Gianfranco Fini, manco a dirlo, schierato a sinistra. Il Gatto e la Volpe della politica italiana. È così vero che il miglior amico di Fini, il suo pastore tedesco, una volta addentò senza pietà il polpaccio del suddetto felino democristiano nella tana della Volpe. La quale fu senz’altro perfida nell’invito: lo sanno tutti che cani e gatti non vanno d’accordo.
Non che Casini sia un’icona della bontà . Per un’intera legislatura, la 2001-2006, giocò pesante per far fuori Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi. Nascosto sotto le spoglie istituzionali di presidente della Camera, occultò da un lato la sponda con Fini, dall’altro con Marco Follini, l’oste del Gambero rosso nella favola di Carlo Collodi. Esempio: al congresso dell’Udc nel luglio 2005, Follini pronunciò un discorso di opposizione a Berlusconi assai più pesante di quelli di Romano Prodi, alias “il Colombo”.
Ma Casini quel discorso lo aveva letto e approvato in anticipo, premurandosi pure di avvisare Fini. E sapete chi prese pubblicamente le difese di Pinocchio, va da sé, il Cavaliere? Loro: il Gatto e la Volpe. Geniali.
I due hanno sospeso la frequentazione dopo la campagna elettorale per le politiche dell’aprile 2008. Gianfranco scelse Silvio dopo aver promesso a Pier amore eterno nemmeno tre mesi prima. “Siamo alle comiche finali” aveva decretato Fini il 9 dicembre 2007 in risposta al Berlusconi che stava quagliando il Popolo della libertà . Poi però, caduto Prodi, la Volpe annusò che il suo partito, la fu Alleanza nazionale, sarebbe deceduta sotto i colpi del Cavaliere. E dunque in una notte Silvio tornò eroe. Squagliando An dentro il Pdl. Mai abolendo però le vecchie pratiche, anzi amplificandole dallo scranno più alto della Camera.
Dal quale il presidente spara pallettoni di estrema sinistra contro il premier. La Volpe alla caccia.
E il Gatto? Escluso (o autoesclusosi, chissà ) dal Pdl, è diventato randagio. Senza più una Casa (delle libertà ), in un primo tempo ha mirato esclusivamente a sopravvivere, e alle politiche c’è pure riuscito. Ultimamente, causa elezioni regionali, per qualche posto per i suoi gattari, s’è messo a cercare una nuova abitazione. E s’acconcia un po’ qua un po’ là , nel Lazio verso la “destra” Renata Polverini, In Piemonte con la sinsitra Bresso, in Puglia con il terzo forno della Poli Bortone (verso la quale vorrebbe far convergere il Pdl); un po’ con la Volpe Fini, un po’ con la Marmottina Massimo D’Alema. Le fusa come strategia politica, il gatto s’è fatto micione.
Pinocchio, però, è impaziente. E dopo un simposio con la Fatina (Gianni Letta) e Mastro Geppetto (Umberto Bossi) ha decretato: mettiamo Casini fuori dalla coalizione per le regionali. A difendere Pier, guarda caso, è rimasto soltanto Gianfranco. La coppia è tornata, le partite del Bologna pure. Il finale della storia, invece, è ancora tutto da scrivere.
- Mercoledì 27 Gennaio 2010
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Commenti
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Il 10 Febbraio 2010 alle 12:36 Panorama in edicola - n°05/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:
[...] gatto e la volpe PROGETTI ARDITI Siamo una coppia di fatto -Â di Carlo [...]
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