I misteri di Rignano Flaminio: tante accuse, nessuna certezza

Bambini della scuola materna di Rignano Flaminio (Roma) giocano in cortile

Bambini della scuola materna di Rignano Flaminio (Roma) giocano in cortile

La bambina gironzola attorno a un letto pieno di peluche. È l’ora di pranzo: un giorno di luglio del 2006, in un condominio di Rignano Flaminio, paesino a un’ora da Roma. Lei ha 4 anni, indossa solo un paio di mutandine bianche. Una telecamera registra. Il padre le domanda: “Ma chi è che faceva la bua a questi amichetti tuoi?”. “Il drago!” risponde lei. “E oltre il drago chi era?”. “Polifemo”. L’uomo le chiede: “Non stavano dentro la scuola?”. “No”. Le dà della bugiarda. “Allora non era vero che ci sono delle persone che fanno la bua agli amichetti tua?”. “No”. Il padre le dice ancora che mente: vuole sapere della maestra Patrizia. “Tu sei un bugiardo! Vattene” dice la bambina lanciando un peluche. Il padre, dopo un po’, insiste: “Non li avete mai fatti ’sti giochi con Patrizia?”. “Non si fa. Smettila! Zitto!”. La telecamera continua a registrare.

Mentre la piccola intervalla scabrose confessioni a categorici dinieghi. Un lungo video domestico, diventato pietra angolare dell’inchiesta sugli abusi ai minori in un asilo di Rignano Flaminio. Per l’accusa, è il testamento degli orrori. Per la difesa, la prova di come l’indagine sia stata eterodiretta dagli adulti. Le imputazioni stilate da Marco Mansi, pm della procura di Tivoli, sono un catalogo di nefandezze: nell’anno scolastico 2005-2006 almeno 24 bambini sarebbero stati portati fuori dalle classi. I ragazzini, fra 4 e 5 anni, venivano condotti in case, castelli, laghetti. Lì sarebbe successa ogni turpitudine: minacce, violenze, atti sessuali, “punture sul pisellino”, iniezioni di narcotici, “il gioco della patatina”, riti satanici. Mostruosità riprese e poi rivendute.

Fra un mese il tribunale di Tivoli deciderà se rinviare a giudizio cinque persone: la bidella Cristina Lunerti; le insegnanti Silvana Magalotti e Marisa Pucci; la maestra Patrizia Del Meglio e suo marito Gianfranco Scancarello, autore televisivo. Un’inchiesta opinabile, fondata su un’istruttoria lacunosa. Tutte le accuse sono state formulate sulla base delle denunce dei genitori. “Si sono condizionati l’un l’altro. È stata una psicosi collettiva”, dice Roberto Borgogno, che insieme a Franco Coppi difende Del Meglio e Scancarello. “Gli adulti hanno poi indotto i figli a suffragare tesi e aspettative” sostiene l’avvocato di Magalotti, Giosuè Bruno Naso. Di influenze poco edificanti non parlano però solo le difese.

La sentenza del tribunale del riesame, che a maggio del 2007 ha scarcerato gli indagati dopo 16 giorni di detenzione, ammette una “forte e tenace pressione”. Cinque mesi più tardi, la Cassazione, intervenuta dopo il ricorso del pm, ha suggellato: “Il quadro indiziario è insufficiente e contraddittorio”. Spesso le parole dei bambini emergono da “testimonianze inducenti degli adulti“.
Per il resto, dell’inchiesta resta poco. Sono stati cercati con pervicacia testimoni, segni di abusi, luoghi delle atrocità, prove scientifiche, file e riprese pedopornografiche. Uno sforzo investigativo impareggiabile.

Ma nulla ha corroborato lo scarno quadro accusatorio. Il passaparola fra i genitori e le seguenti sollecitazioni emergono anche nell’incidente probatorio di una bambina. La psichiatra domanda come fa a sapere delle “maestre cattive”. Lei risponde che gliel’ha detto sua madre, a cui forse l’ha riferito la mamma di un altro compagno. “Io non c’ero” e “non ho visto le cose” ammette. I racconti spesso danno conto delle fantasie più sfrenate: “Siamo andati con la macchina giù al laghetto” spiega un ragazzino che ora ha 7 anni. “Ci stavano i pesci. Patrizia tagliava i cosi, le pinne, e poi ce li mangiavamo crudi”. Tutti salivano su una piccola utilitaria. La psichiatra chiede lumi. “Uno davanti, tre dietro e io e un altro dentro il portabagagli. C’era un buchetto per respirare”.
E poi che succedeva? “Il gatto partoriva, noi tagliavamo e prendevamo i figli. Poi ci mangiavamo il gatto crudo”. E a casa della maestra “c’erano i fantasmi e poi persone morte che gli usciva il sangue”.

I giochi continuavano lanciandosi con il monopattino in piscina. L’inventiva di ragazzini di pochi anni spesso è stata presa come verità rivelata. In carcere era finito anche un benzinaio cingalese, Kelum Weramuni De Silva. Entra nell’inchiesta dopo le dichiarazioni dei genitori di una bambina: mentre fanno rifornimento si accorgono del rapporto amichevole che l’uomo ha con la figlia. Gliene chiedono conto. Lei risponde che si chiama Maurizio: “Faceva i giochi della scuola con loro, mascherandosi da scoiattolo“. Sono avvertiti altri genitori, che a loro volta domandano al figlio. Il bambino conferma: li costringeva ad avere rapporti orali. Il cingalese è arrestato.

Solo dopo verrà interrogato il padrone della pompa, le sue parole scagionano il dipendente. Ma le pressioni sui ragazzini, per la Cassazione, sono state palesi anche da parte dal primo consulente del pm, la psicologa Marcella Fraschetti Battisti: “Ha effettuato indagini che non le competevano, ha usato un metodo non controllabile, non ha considerato che i sintomi di disagio potevano avere altre cause oltre l’abuso”.
A corroborare gli errori di metodo c’è pure la logica. Bambini presi dalle loro classi, spariti per ore senza che nessuno se ne accorgesse: gli altri insegnanti e i dipendenti dell’asilo non hanno mai notato nulla. E poi: mentre le maestre torturavano i malcapitati, chi accudiva gli alunni rimasti? I bambini sarebbero poi stati trasportati in macchina. Ma in un paesino qualcuno avrebbe dovuto accorgersene. Niente, invece: nessun abitante ha visto movimenti sospetti, così come i vicini di casa degli “orchi”.
Restano quindi le dichiarazioni “de relato” dei genitori. E poi quelle, indotte o meno, dei loro figli. Eppure, anche agli adulti dovrebbe sorgere qualche dubbio. I loro figli patiscono le peggiori attrocità. Dopo rientrano a scuola. Infine alle 12.45 escono vocianti dall’istituto: sereni, con i capelli asciutti, senza ferite. Nessun evidente turbamento. Terrorizzati dalle minacce dei loro aguzzini, non aprono bocca, come incalliti ergastolani. Solo alla fine dell’anno scolastico una madre coglie nelle pulsioni della figlia inequivocabile traccia di violenza.
Nemmeno i pediatri
che seguono i ragazzini notano stranezze. Per il pm allarmanti sarebbero invece i quadri clinici emersi dai controlli fatti all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Una piange quando le toccano i genitali. Un’altra ha la stipsi. Uno ha un’erezione. Un altro mostra “disagio emotivo correlato al corpo e al pene”. Indizi inequivocabili, per la procura.

Nessun testimone. Nessun segno di violenza. I Ris nella casa della maestra Del Meglio e del marito Scancarello, palcoscenico delle violenze, non trovano tracce dei minori violati. Le telecamere piazzate a scuola non registrano stranezze.
Restano le dichiarazioni dei bambini. Carpite a volte fino allo sfinimento. “Ti stanchi sempre! Vuoi che queste maestre cattive non facciano male ad altri come te?” chiede la psichiatra a un ragazzino. “Se non capiamo quali erano i giochi, non ti possiamo aiutare fino in fondo. Se ce li fai vedere, noi con la polizia…”. Il ragazzino però è esausto:  “Lo famo dopo. Adesso so’ stanco”.

LE TAPPE DELL’INCHIESTA
Luglio 2006 Partono le indagini, dopo le denunce presentate da tre coppie di genitori: i loro figli avrebbero subito abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio. Altre 20 denunce simili vengono fatte nei mesi successivi.
24 aprile 2007 La procura di Tivoli fa arrestare sei persone: un autore televisivo, un benzinaio cingalese, tre maestre e una bidella dell’asilo.
10 maggio 2007 Il tribunale del riesame decide la scarcerazione degli indagati. La procura ricorre in Cassazione. Ma la Suprema corte conferma le scarcerazioni il 18 ottobre 2007.
28 luglio 2009 Viene chiesto il rinvio a giudizio per cinque dei sei indagati. Sono accusati di atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di incapace, sequestro di persona, violenza sessuale, corruzione di minori e atti contrari alla pubblica decenza.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 27 Gennaio 2010 alle 20:54 Zione ha scritto:

Speriamo che si possa chiarire questa drammatica situazione dove, stranamente sembra che non ci sia stata la dovuta attenzione quotidiana da parte delle Famiglie (nel caso quasi impossibile di colpa degli imputati, almeno nella totalità accusata), come del resto è consuetudine porre la domanda : “Allora oggi, che avete fatto di bello, a scuola ?”.

Sulla grande fantasia di certi (moderni) bambini non c’è da porre limiti; così come anche per la perfida infamia di certi adulti; ma in questa allucinante tragedia, quello che dal primo momento è apparso evidente è l’assoluta mancanza di qualsivoglia prova certa e il solito relativo andazzo
con cui prima si arresta, si distruggono delle Famiglie e poi si cercano le prove.

Speriamo che con la Riforma della Giustizia si riesca anche a disciplinare meglio questa delicata materia dell’Infanzia che troppo spesso soffre a causa dei nostri errori.

Il 10 Febbraio 2010 alle 12:34 Panorama in edicola - n°05/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] FLAMINIO/2 Tante accuse, nessuna certezza - di Antonio [...]

Il 27 Maggio 2010 alle 12:19 Parte il processo di Rignano Flaminio: orrore o suggestione? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] un commento Il 27 maggio comincia il processo di Rignano Flaminio. Saranno circa mille i testimoni chiamati da accusa e difesa, basta questo numero per capire che i [...]

Il 23 Ottobre 2010 alle 13:18 I bambini nei rituali satanici ha scritto:

[...] il materiale. Come si può ancora abusare di piccole creature innocenti? Qualche anno fa, un altro episodio shoccante è avvenuto a Rignano Flaminio. L’accusa è quella di abuso da parte di insegnanti, nei confronti [...]

Il 3 Aprile 2011 alle 14:45 Ottenere il tuo sospetto con corpo indossato telecamere | Sistema di Sicurezza ha scritto:

[...] I misteri di Rignano Flaminio: tante accuse, nessuna certezza … [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
  • Applicazioni Mondadori
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!