
L'insegna (recentemente rubata e poi recuperata) all'entrata del campo di concentramento di Auschwitz - Ansa
Sono partiti questa mattina, nel Giorno della Memoria, da Torino Porta Nuova, in circa 200. Destinazione Cracovia e poi Auschwitz, Birkenau. I luoghi dell’orrore e della memoria. A fare il viaggio sono studenti di varie regioni italiane, dopo di loro ce ne saranno altri, accompagnati a visitare i campi di sterminio nazisti.
E a riflettere, ragionare, commentare, per non restare indifferenti. Questo è lo scopo dei “treni della Memoria” che da ormai cinque anni organizza, con il sostegno della Regione Piemonte e del Comune di Torino, l’associazione Terra del Fuoco, il cui presidente è il giovane Oliviero Alotto: “Si va in treno per ripercorrere il viaggio dei deportati, ma anche perché è un mezzo che permette di osservare, ragionare, discutere. E il viaggio di ritorno non è mai uguale a quello di andata. C’è il tempo di lavorare con i ragazzi”.
Con quanti studenti fate questa esperienza?
I ragazzi che incontriamo nel corso dell’anno sono circa 3mila e vengono da 10 regioni diverse, facciamo 4 diversi viaggi. L’iniziativa è nata in Piemonte ma ormai si è estesa in tutta Italia.
Il vostro lavoro non si esaurisce con il viaggio, c’è una fase preparatoria e una successiva, perché?
Facciamo quattro incontri preparatori, su storia del nazifascismo, luoghi della deportazione, incontri con ex deportati che raccontano la loro esperienza. E poi ci sono quattro incontri successivi al viaggio, in cui cerchiamo di mettere a frutto l’esperienza per arrivare a un impegno civile, qui e oggi, ad analizzare le “zone grigie” della quotidianità.
Notate qualche cambiamento nei ragazzi dopo il viaggio? Su che temi di attualità lavorate?
Guardi, basta pensare al treno che è appena tornato a Torino: anche i ragazzi più indifferenti o svogliati sono stati scossi dall’esperienza. Auschwitz è un pugno nello stomaco, ma ti fa aprire gli occhi.Quello che notiamo nei ragazzi è tanto entusiasmo, coinvolgimento, voglia di capire e conoscere. Noi diciamo sempre che l’Olocausto è una pagina di storia ma dobbiamo riconoscere anche oggi quando la dignità umana è calpestata, quando l’indifferenza favorisce le “zone grigie”: lavoriamo sulla lotta alla mafia, al razzismo, al narcotraffico.
Dall’Olocausto al narcotraffico è un bel passo…
No, il collegamento è l’indifferenza che rende possibili le atrocità. Guardi, io credo che la memoria non debba essere confinata al 27 gennaio: oggi parliamo tutti della deportazione, dei campi di sterminio, poi domani? Che si fa? La mia generazione (ho 26 anni) è l’ultima che può sentire le parole dei deportati in vita, abbiamo il dovere di trasmetterle a quelli più giovani e di usarle per analizzare anche la nostra realtà, essere cittadini consapevoli.
Lo ha detto lei stesso: i testimoni di quella stagione sono sempre meno, quando se ne saranno andati tutti come andrà avanti la memoria?
Il nostro ruolo è continuare le loro testimonianze, ma anche ricordarci delle persone, delle vite di ognuno, non solo dei numeri. Ad Auschwitz ciò che colpisce è l’enormità di tutto, ma noi vogliamo fare vivere l’esperienza della visita al campo e al museo con la prospettiva di un solo prigioniero, con nome, cognome, vita. I nazisti puntavano proprio sulla spersonalizzazione, per loro erano numeri. Noi dobbiamo ridargli dignità.
Cosa pensa della polemica intorno alla lettura di alcune pagine del Diario di Anna Frank (in cui si parla di parti intime del corpo femminile) nelle scuole elementari?
Chiaro che bisogna adattare le letture al target che abbiamo di fronte, ma la censura non è certo una soluzione. Censurare l’umanità delle vittime, anche nelle parti più scabrose, è un’offesa alla loro dignità, si trasformano in simboli. Anche nella storiografia dell’Olocausto ci sono zone grigie, temi “scomodi”, con cui si scontrano gli storici che vogliono approfondire: ci sono testimonianze di bordelli nei lager, di cannibalismo, cose di cui non si parla volentieri. Io credo che non sia un modo di togliere l’attenzione dal focus della tragedia, ma di approfondirne tutti gli aspetti.
Proprio a tale proposito, nel giorno della Memoria (che in Italia è stato istituito per legge 10 anni fa) si ricorda soprattutto l’Olocausto degli Ebrei, non si rischia così di lasciare in secondo piano le altre vittime dei campi di sterminio (testimoni di geova, omosessuali, zingari)?
Beh, non si può negare che la parte peggiore del nazismo sia toccata soprattutto agli Ebrei. Ma sarebbe un errore farne solo una “questione di razza”: nei lager sono morti migliaia di zingari, omosessuali, testimoni di Geova, oppositori politici… Dimenticarsi di loro è profondamente sbagliato.
GIORNATA DELLA MEMORIA, PER APPROFONDIRE E PARTECIPARE:
I libri per non dimenticare
Le iniziative istituzionali
Il Museo della Shoah a Roma
Il premio Nobel Elie Wiesel alla Camera dei deputati
Tutte le iniziative in Italia, dal sito dell’UCEI (Unione comunità ebraiche d’Italia)
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Commenti
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Il 27 Gennaio 2010 alle 12:57 indigesto ha scritto:
Chissà se ai ragazzi si spiega che oltre ad essere un monumento alla stupida ferocia umana ed, ovviamente, un monumento alle tante vittime innocenti, Auschwitz è anche un monumento alla viltà umana; di quelle nazioni, in particolare, che sapevano, potevano intervenire, e non l’hanno fatto!
Il 27 Gennaio 2010 alle 13:37 Shoah, Giorno della memoria per non dimenticare questo - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] anche: In treno ad Auschwitz, non solo memoria: “Per aprire gli occhi” - Giornata della Memoria, i libri per non [...]
Il 27 Gennaio 2010 alle 13:42 attenzione ha scritto:
Un omaggio ai patriarchi della Chiesa Ortodossa Bulgara.
Tratto da http://www.moked.it
“Non c’è convivenza civile senza il rispetto dell’altro.
La Bulgaria “l’unico paese europeo” a salvare tutti i suoi ebrei.
“I patriarchi della chiesa ortodossa” ricorda nel suo discorso il presidente “dissero al governo collaborazionista ‘se deportate gli ebrei bulgari, noi ci sdraieremo sulle rotaie per impedirvelo’. Molte dimostrazioni e pressioni, in particolare durante il 24 maggio (festa della cultura bulgara) furono fatte perché venisse revocato l’ordine di far partire i treni della morte”.
A lungo la storia degli ebrei bulgari fu praticamente dimenticata.”
Il 27 Gennaio 2010 alle 17:29 Il giorno della memoria a Gerusalemme - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] anche: In treno ad Auschwitz, non solo memoria: “Per aprire gli occhi” - Giornata della Memoria, i libri per non dimenticare - VEDI anche le foto: Shoah, Giorno della [...]
Il 27 Gennaio 2010 alle 22:59 Zione ha scritto:
La stupidità e la malvagità umana è infinita, come dimostrano le scritte fatte sui muri di alcune città da parte di certi miserabili e disonorati individui.
Avendo letto il Diario di Anna Frank, non hò notato niente di sconveniente; comunque un plauso và al Presidente Napolitano e al Governo per la doverosa e giusta accoglienza fatta al premio Nobel Elie Wiesel, uno dei pochi scampati al genocidio.
Il 2 Febbraio 2010 alle 13:18 c6tv ha scritto:
… che emozione. c’eravamo anche noi. qui trovi i video del viaggio http://www.c6.tv/archivio?task.....lter_id=17
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