Il governo vara la stretta anti-cosche. I 10 punti di Berlusconi contro i boss

Silvio Berlusconi, durante il Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria | (AP Photo/Adriana Sapone)

Silvio Berlusconi, durante il Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria | (AP Photo/Adriana Sapone)

Urge una cura da cavallo. Visto che, come da metafora del premier Silvio Berlusconi, Mafia, camorra e ‘ndrangheta sono una “terribile patologia per il Paese” contro cui, dice, “abbiamo già ottenuto risultati straordinari”. Una cura forte, decisa, costante. E infatti da oggi la pressione aumenta con un piano in dieci punti approvato dal Consiglio dei ministri (qui il .Pdf), proprio in quella che è una delle capitali dei clan, Reggio Calabria.

(E da dove, nell’occasione, il premier è tornato a criticare “la brutta abitudine di fare fiction sulla mafia” e ha definito “molto positivi” i risultati del contrasto all’immigrazione clandestina anche perché la “diminuzione degli extracomunitari significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere delle organizzazioni criminali“).

Sempre Reggio Calabria alla ribalta, dunque, dopo la bomba contro la procura generale e l’auto con armi ed esplosivo trovata durante la visita del capo dello Stato nei giorni scorsi. Entrando in prefettura per la riunione del cdm - per la quarta volta in trasferta da Roma, dopo i precedenti di Napoli, Caserta e L’Aquila - Berlusconi ha stretto le mani ad alcuni sostenitori dietro le transenne annunciando: “Vi facciamo vedere quello che stiamo facendo contro la criminalita”‘.

Ma è toccato ai ministri Roberto Maroni e Angelino Alfano il compito di illustrare le misure approvate, ricordando che al centro c’è “l’aggressione ai beni mafiosi”. Perché la strategia del Governo è proprio quella di colpire i clan nel punto più sensibile, il portafoglio (”Mafia Spa” ha fatturato nel 2009, secondo un recenrte studio di Confesercenti, ben 135 miliardi di euro. Con almeno 70 miliardi di utile).
Non a caso, il primo punto del Piano è la creazione - proprio a Reggio - dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati.

L’obiettivo, ha spiegato Maroni, “è rendere immediatamente utilizzabili” i patrimoni sottratti alle cosche e “credo che nel giro di 15 giorni potremo tornare qui a Reggio per insediare l’Agenzia”. “Nei soli 20 mesi del Governo Berlusconi” ha ricordato “sono stati sequestrati 12mila beni, per un valore di circa 7 miliardi di euro”. E “Soltanto noi” chiarisce il premier, lanciando una frecciata ai governi del centrosinistra: “abbiamo fatto interventi efficaci contro la criminalità organizzata, da loro non c’è stato nulla”.
Ed il ministro ha annunciato l’intenzione di portare questo strumento italiano, definito una “best practice”, in tutta Europa, per creare una “zona franca” nel Vecchio Continente con il riconoscimento dell’esecuzione dei sequestri dei beni in tutti i Paesi dell’Unione. Così da bloccare i tentacoli dei clan al di fuori dei confini nazionali.
Ci sarà inoltre, ha continuato, una mappa informatica sulla criminalità organizzata per favorire lo scambio di informazioni tra forze dell’ordine e magistratura, il potenziamento della vigilanza sugli appalti e del contrasto alle ecomafie.

Da parte sua, Alfano ha evidenziato l’importanza di un’altra misura del piano, il Codice delle leggi antimafia, la raccolta, cioè, in un testo unico dei principali interventi legislativi emanati in materia dal 1965 ad oggi. Il Guardasigilli ha poi sottolineato che “attualmente non esiste nella legislazione italiana la parola ‘ndrangheta: ma da domani, data di pubblicazione del decreto” che istituisce l’Agenzia per la gestione dei beni confiscati, “la ‘ndrangheta entra nella legislazione”. Come già successo per la mafia, ha aggiunto, “la sensibilità del legislatore precede la sensibilità degli organi giudiziari”. Il ministro ha quindi citato la misura che introduce “uno scudo assicurativo statale per le vittime delle estorsioni, in modo da dimostrare che i cittadini non vengono lasciati soli”.

Ecco, nel dettaglio, le 10 misure che entreranno (tutte, tranne la costituzione dell’Agenzia - il fulcro del Piano - per la quale è stata scelta la strada del decreto) in un disegno di legge.
AGENZIA BENI SEQUESTRATI - L’Agenzia - che sarà insediata entro 15 giorni a Reggio, ha promesso Maroni - avrà il compito di censire i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, nonchè di amministrarli, custodirli e destinarli. Si tratta di un compito non semplice visto che, solo nei 20 mesi di Governo Berlusconi sono stati sequestrai oltre 12mila beni, per un valore di circa 7 miliardi di euro.
CODICE DELLE LEGGI ANTIMAFIA - Vengono raccolti in un testo unico i principali interventi legislativi antimafia emanati dal 1965 ad oggi.
NUOVI STRUMENTI AGGRESSIONE A BENI MAFIOSI - Estensione a tutto il territorio nazionale di desk interforze provinciali per integrare le informazioni ed individuare i patrimoni da colpire.
Potenziamento dell’azione della Dia in questa direzione, che diventa la “missione prioritaria”.
CONTRASTO AD ECOMAFIE - Attribuzione alla Direzione distrettuale antimafia della competenza sul reato di traffico illecito di rifiuti. Estensione delle operazioni sotto copertura delle forze di polizia a questo reato.
SOSTEGNO A VITTIME RACKET ED USURA - Rafforzare la qualità degli interventi in favore delle vittime del racket e dell’usura attraverso una gestione omogenea e coordinata sul territorio nazionale.
MAPPA INFORMATICA DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI - Realizzazione di una mappa della criminalità organizzata attraverso un sistema informatico chiamato “Macro”. Il sistema sarà implementato con le informazioni provenienti dai gruppi provinciali composti da investigatori di polizia, carabinieri e finanza e dai responsabili delle carceri.
VIGILANZA SU APPALTI - Estensione a tutto il territorio nazionale della tracciabilità dei flussi finanziari, già prevista per la ricostruzione in Abruzzo e per l’Expò 2015 di Milano. Promozione della stazione unica appaltante per assicurare trasparenza, regolarità e economicità nella gestione dei contratti pubblici.
INIZIATIVE CONTRO CRIMINALITà INTERNAZIONALE - Presentazione in sede Ue della “best practice” italiana in materia di lotta alla criminalità organizzata con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento dell’esecuzione dei sequestri dei beni in tutti i Paesi Ue e l’armonizzazione della normativa europea sul sequestro preventivo dei patrimoni dei mafiosi anche al di fuori dell’azione penale.
OPERAZIONI SOTTO COPERTURA - Estensione delle operazioni sotto copertura delle forze di polizia ai reati di estorsione, usura e a tutti i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Intensificazione dell’uso della videoconferenza per l’esame di collaboratori e testimoni di giustizia.
PIANO CONTRO LAVORO NERO - Via libera poi ad un piano straordinario contro il lavoro nero in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Dopo i fatti di Rosarno, 550 ispettori controlleranno 20mila aziende.

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