Operazione D. Come si è tentato di incastrare Berlusconi attraverso la D’Addario

Patrizia D'Addario, 42 anni, escort barese | (Emmevi)

Patrizia D'Addario, 42 anni, escort barese | (Emmevi)

C’è un’altra storia da raccontare su Patrizia D’Addario e sull’affaire che ha coinvolto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una storia che sta scrivendo, in gran segreto, la procura della Repubblica di Bari.

È bastato poco al suo capo, Antonio Laudati, giunto alla guida degli inquirenti del capoluogo pugliese nel settembre scorso, per capire che la vicenda della escort approdata nell’autunno 2008, con registratore annesso, a Palazzo Grazioli, residenza del premier, meritava di essere approfondita.
Laudati, affilato e distinto, è un magistrato che ha maturato una grande esperienza sul fronte delle indagini antimafia e che si è formato con personaggi del calibro del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Una palestra dove ha appreso quel metodo investigativo puntiglioso che, per giungere alle conclusioni, si basa sui fatti e sull’analisi di tutti i particolari che gravitano intorno a essi. E questa tecnica antimafia, che porta sotto la lente d’ingrandimento dettagli apparentemente insignificanti, ha dato i suoi frutti.

Da quanto Panorama è in grado di ricostruire, da qui a poco ci sarà un terremoto giudiziario destinato a minare nelle fondamenta il castello costruito intorno alle presunte rivelazioni di D’Addario e del suo mentore, l’imprenditore Gianpaolo Tarantini. Al fascicolo, seguito direttamente da Laudati, lavorano anche i sostituti procuratori Giuseppe Dentamaro e Teresa Iodice. Si tratta di un fascicolo che tecnicamente va sotto la sigla di modello 21: vi sono cioè degli indagati e sono almeno una dozzina. Tra le persone finite sotto quella lente d’ingrandimento c’è sicuramente Patrizia D’Addario. Di più: la escort è il personaggio chiave.

Impossibile conoscere i dettagli dell’inchiesta, ma dalle strettissime maglie della rete di silenzio che per mesi l’ha ingabbiata alcune informazioni trapelano. I magistrati si sono concentrati sulla genesi del rapporto tra D’Addario e Tarantini. Hanno accertato che a presentarla all’imprenditore barese fu l’ex socio Massimiliano Verdoscia, arrestato in agosto per spaccio, che a sua volta conobbe la escort proprio per la sua attività di prostituta.
La conclusione sorprendente cui sono arrivati gli inquirenti è che D’Addario, prostituta ben nota alle forze dell’ordine (per le continue risse e per le schermaglie legali con il suo protettore), esperta di registrazioni e di videoriprese, sarebbe stata selezionata e successivamente “consegnata” a Tarantini. Proprio così: “selezionata” affinché portasse a termine una missione, quella di compromettere la reputazione del presidente del Consiglio, mettendolo politicamente in difficoltà.

Già, ma chi l’ha selezionata? Questo è lo snodo centrale dell’inchiesta in cui compaiono a vario titolo magistrati, politici, giornalisti e professionisti della Bari che conta. A breve, nei confronti di alcuni giudici che avrebbero partecipato a quello che appare come un vero e proprio complotto ai danni del premier dovrebbe scattare un procedimento parallelo che, secondo quanto stabilito dall’articolo 11 del Codice di procedura penale, sarà affidato alla procura di Lecce, competente a indagare sulle toghe del capoluogo pugliese.
Non solo, è facile prevedere che, non appena la bomba esploderà, anche la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura dovrà occuparsi di alcuni aspetti definiti da un investigatore “molto imbarazzanti”.

Fra gli attori del “complotto” su cui si stanno concentrando gli inquirenti guidati dal procuratore Laudati un ruolo non secondario lo avrebbero recitato alcuni giornalisti, ai quali sarebbero state passate notizie allo scopo di alimentare il clima a sostegno della tesi di D’Addario. Alcuni articoli sarebbero stati persino utilizzati per indirizzare le indagini. Ora la procura sta cercando i suggeritori di quelle cronache. Secondo quanto risulta a Panorama, il filone relativo alla fuga di notizie è prossimo alla conclusione e sarebbero già pronte le richieste di misure cautelari per diversi personaggi, compresi alcuni appartenenti alle forze dell’ordine.

L'imprenditore Giampaolo Tarantini | (Arcieri)

L'imprenditore Giampaolo Tarantini | (Arcieri)

Certo, non è facile districarsi nel labirinto del malaffare di Puglia. Perché i vari fascicoli d’indagine sono come vasi comunicanti che alcune volte si scambiano i fluidi contenuti. In una sorta di entropia velenosa. E così l’inchiesta D’Addario-fughe di notizie si mescola con quella sulle tangenti nella sanità: un procedimento in cui, dopo gli arresti di metà gennaio, fra gli altri, dell’avvocato Lea Cosentino, ex direttore generale dell’azienda sanitaria di Bari, e di Antonio Colella, in passato dirigente dell’area patrimonio della asl, e il coinvolgimento dell’ex vicepresidente regionale del Pd Sandro Frisullo, sono attesi tempestivi sviluppi. Infatti sono al vaglio del giudice per le indagini preliminari ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di politici e imprenditori regionali.

Ma torniamo al “complotto”. Su Patrizia D’Addario sono state avviate da mesi analisi patrimoniali che hanno riservato non poche sorprese. La escort, infatti, secondo le verifiche degli investigatori, sarebbe risultata intestataria di numerosi conti correnti, direttamente o attraverso prestanome. Nel corso di questi accertamenti sarebbero emersi quelli che vengono definiti “elementi interessanti” nei confronti di alcuni familiari di D’Addario.
Ad attirare l’attenzione degli inquirenti, in particolare, sono stati alcuni movimenti di denaro di entità rilevante, registrati prima e dopo che lo scandalo alimentato dalla escort è finito sui giornali. In procura indagano anche su un’ingente somma in contanti, si parla di 1,5 milioni di euro, che dall’Italia nel febbraio 2008 (otto mesi prima della visita a Palazzo Grazioli) sarebbe stata trasferita a Doha, capitale del Qatar. A trasportare fisicamente questa montagna di soldi sarebbe stata la stessa D’Addario, durante un viaggio di cui i magistrati hanno trovato i riscontri. A che cosa servivano quei denari?

Gli investigatori stanno valutando più ipotesi: dalla creazione di una provvista in nero fino al pagamento di alcune mazzette trasferite all’estero per conto di imprenditori o di politici. La documentazione bancaria necessaria a definire i contorni di questa vicenda non è ancora stata acquisita completamente, ma, per avere un quadro più chiaro, non occorrerà attendere molto.
“Siamo all’inizio dell’opera” si schermisce un investigatore. Eppure, bastano queste indiscrezioni a offrire una chiave di lettura ben diversa da quella che finora è stata proposta all’opinone pubblica del cosiddetto affaire D’Addario. Chi indaga è convinto che Tarantini non sia la mente, ma soltanto un terminale di questo progetto: un uomo interessato e disposto a tutto pur di mettere le mani su alcuni affari. In particolare quelli che ruotavano intorno alla Protezione civile e alle commesse affidate senza gare d’appalto, per esempio, che inutilmente cercò di conquistare dopo essere riuscito a entrare in contatto con il presidente Berlusconi.

Per ingraziarsi il premier, Tarantini avrebbe investito oltre 5 milioni di euro. Soldi spesi per cucirsi addosso l’immagine di un giovane imprenditore facoltoso e credibile. Capace di sperperare mezzo milione di euro in un mese per organizzare party e affittare una villa in Sardegna, nei pressi della residenza estiva del Cavaliere, per ottenere così di essergli presentato.
Gli inquirenti hanno ricostruito quello che, senza alcun intento offensivo, hanno definito il “metodo pugliese”. Si tratta di un simulacro della realtà, un mondo fatuo in cui le apparenze diventano sostanza, tra feste da mille e una notte, belle donne disponibili e (all’occorrenza) cocaina.

La corruzione si realizzerebbe attraverso l’erogazione di questi particolarissimi “fringe benefit”: i politici, gli amministratori non ricevono un compenso in denaro o beni, ma usufruiscono di favori soprattutto di origine sessuale. Come avrebbe dimostrato proprio il filone della sanità pugliese. Metodo che qualcuno ha cercato di replicare a livello nazionale, puntando al “bersaglio grosso”: il presidente del Consiglio, Berlusconi.
D’Addario sarebbe stata quindi un’arma non convenzionale, gestita in prima battuta da Tarantini, ma in realtà manovrata da ben più potenti politici. L’ipotesi del complotto, secondo i magistrati, sarebbe confermata dalle spese sopportate da Tarantini per conoscere Berlusconi a fronte di vantaggi praticamente nulli.

E qui ci si addentra nella parte più delicata dell’indagine. Chi sono, allora, i burattinai dell’affaire D’Addario? È logico pensare, seguendo il ragionamento della procura, che questi vadano ricercati nel campo avverso al Popolo della libertà.
Gli inquirenti si sono già fatti un’idea, sorretta da alcuni riscontri e intercettazioni. Impossibile, però, saperne di più. Quel che è certo è che per sbrogliare questa matassa un’attenzione particolare è stata dedicata ai viaggi compiuti da Patrizia D’Addario dall’inizio dello scandalo e in particolare le sue trasferte in Francia, Spagna, Brasile, Gran Bretagna, Cina ed Emirati Arabi. Trasferte che sarebbero state gestite da alcuni intermediari internazionali, diretti a loro volta da politici italiani rimasti per ora nell’ombra.

L’obiettivo della tournée estera di D’Addario altro non sarebbe se non fare da grancassa allo scandalo sessuale e ridicolizzare oltreconfine Berlusconi. Insomma, sarebbe l’ultimo tassello di un piano architettato sin dall’inizio per screditare l’immagine del premier.
Per questo il fascicolo processuale, ancora in divenire, ipotizza oggi l’associazione per delinquere finalizzata alla falsa produzione di documenti a uso processuale. Ma in futuro potrebbe anche approdare all’estrema gravità dell’articolo 289 del Codice penale: l’attentato contro gli organi costituzionali dello Stato.
Pur muovendosi con estrema prudenza, la procura di Bari ipotizza infatti una vera e propria associazione per delinquere che avrebbe organizzato un complotto istituzionale, immettendo nel circuito dell’informazione notizie manipolate per ottenere un risultato politico.

Con una banda di cospiratori che avrebbe fabbricato falsi documenti con l’obiettivo d’inquinare l’inchiesta, usando come cinghia di trasmissione alcuni giornali. E il ruolo cruciale della stampa in questa vicenda è sottolineato dal retroscena della prima intervista di D’Addario: la donna sarebbe stata anche convinta a rinunciare all’accordo con il settimanale Oggi per essere indirizzata verso il Corriere della sera. La sua prima intervista esclusiva vi comparve il 17 giugno 2009.

Gli articoli pubblicati dal Corriere della Sera sulla vicenda D'Addario

Gli articoli pubblicati dal Corriere della Sera sulla vicenda D'Addario

Sono quattro, in conclusione, i fronti giudiziari (tutti comunicanti) aperti a Bari: riguardano le presunte tangenti nel sistema sanitario regionale, le attività illecite di Gianpaolo Tarantini, la costruzione e la gestione dell’affaire D’Addario e le fughe di notizie legate alle deposizioni della escort e di altri protagonisti. Un tema, quest’ultimo, particolarmente curato da Laudati, che, coincidenza per nulla strana, il giorno del suo insediamento venne salutato dalla pubblicazione dei verbali riservati di Tarantini: accadeva il 9 settembre del 2009.

Da allora diverse cose sono cambiate nella procura del capoluogo pugliese. E in molti, presto, se ne accorgeranno.

(1 - continua)

Commenti

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Il 29 Gennaio 2010 alle 17:34 Mulè: Bari connection - Opinioni - Panorama.it ha scritto:

[...] a settimane convulse. Dalla procura di Bari, come è in grado di documentare il nostro Giacomo Amadori, sono in arrivo novità eclatanti sul fronte [...]

Il 29 Gennaio 2010 alle 21:33 cini ha scritto:

Rivelazioni inquietanti, scioccanti e aberranti ma per nulla sorprendenti, almeno per una vasta maggioranza di cittadini compreso diversi dell´opposizione benché difficilmente, dato l´imbarazzo sarebbero mai disposti ad ammetterlo pubblicamente.

Il 30 Gennaio 2010 alle 12:02 Quell’inchiesta scottante rivelata da Panorama | Il Jester Blog ha scritto:

[...] carità non voglio entrare nel dettaglio della vicenda che troverete sicuramente su Panorama, ma voglio semplicemente fare una breve riflessione sul se davvero si venisse a scoprire che dietro [...]

Il 30 Gennaio 2010 alle 13:42 La realt Berlusconi - Pagina 40 - Forum di Psicologia ha scritto:

[...] a vario titolo magistrati, politici, giornalisti e professionisti della Bari che conta." Operazione D. Come si tentato di incastrare Berlusconi attraverso la D?Addario - Italia - Panorama… __________________ "Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su [...]

Il 30 Gennaio 2010 alle 14:43 comby1960 ha scritto:

Complimenti per l’articolo Operazione D. , tutto gia’ smentito dalla Procura di Bari.
Bravi.

Il 30 Gennaio 2010 alle 16:54 Zione ha scritto:

Il Mezzogiorno preunitario: economia, società e istituzioni (pag. 587)

Di Angelo Massafra, Università di Bari. Dipartimento di scienze storiche e sociali, Italy.

Già nel Milleottocentosessantasei, la Corte d’Assise di Napoli si affrettava a smentire …

Il 31 Gennaio 2010 alle 11:14 indigesto ha scritto:

Zione, la storia si è sempre avvalsa di “quelle signore”. Anche l’unità d’Italia passò per il letto di Napoleone “le petit”. Si trattò della cugina di Cavour, una signora altolocata. Ma le cose andarono bene per il Piemonte e ce la siamo ritrovata eroina italiana. Ora non pare che le cose vadano altrettanto bene per i lenoni della repubblica, e da eroina di Santoro probabilmente, dico probabilmente, ce la ritroveremo inquisita, la Daddario, checchè ne pensi comby1960.

Il 1 Febbraio 2010 alle 15:35 foxgrin ha scritto:

Lei fà il mestiere che si è scelto ma quegli che la sfuttano politicamente e non si chiamano PAPPONI.

Il 5 Febbraio 2010 alle 0:30 Almeno ci fanno ridere. « MYTLOG | INSIDE INTERNET ha scritto:

[...] c’è la D’Addario. La Procura di Bari starebbe indangando, stando allo “scoop” di Panorama, s’un oscuro complotto ai danni di Berlusconi. L’Escort Barese [...]

Il 6 Febbraio 2010 alle 11:59 Macchissaccomemai?! … « MYTLOG | INSIDE INTERNET ha scritto:

[...] Feltri comincia con piagnucolamenti corposi: ma come, Panorama offre la notizia esclusiva del Complotto contro Silvio Berlusconi organizzato da Magistrati, Politici, Giornalisti e [...]

Il 8 Febbraio 2010 alle 17:04 La pupa D’Addario e i pupari. Complotto in 3 mosse - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Antonio Laudati, si ritrova a faccia a faccia con alcuni dei suoi sostituti. Sul tavolo l’ultima copertina di Panorama intitolata “Il complotto”. Ventiquattr’ore prima la stessa procura, dopo avere esaminato il testo con puntiglio da esegeti, [...]

Il 10 Febbraio 2010 alle 13:51 Panorama in edicola - n°06/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] di copertina ESCLUSIVO Operazione D: il complotto escort contro Silvio Berlusconi di Giacomo Amadori CASO DELBONO Cinziagate in salsa bulgara di Antonio Rossitto RELAZIONI PERICOLOSE [...]

Il 28 Luglio 2010 alle 14:03 fercas ha scritto:

A che punto sono le indagini in merito allo “scossone politico” profetizzato da D’Alema? Domando. Cordialità.

Il 9 Settembre 2011 alle 18:23 Zione ha scritto:

ABUSO di POTERE !!!

—– Ecco di cosa si tratta; di una marcescente Piaga che affligge da troppo tempo il nostro Stato e che deve essere cauterizzata e stroncata, in qualsivoglia maniera; ecco ciò che commettono certi Felloni, temerariamente associati a quella disonesta e degenerata parte della nostra (fu gloriosa) Magistratura; perché e specie ultimamente, anche nei confronti del Presidente del Consiglio, che solo perchè è più in vista di altri, ogni cosa che lo riguarda subisce maggiore divulgazione, vi sono continui, pretestuosi e proditorî attacchi alla baionetta a suo carico, che comunque rappresentano soltanto la punta di questo Iceberg delle nefandezze.

—– Evidentemente certi individui sono rosi dalla rabbia per la loro impotenza di agire nella Legalità; la quale, insieme al Buonsenso imporrebbe di non sprecare i soldi del tartassato Popolo Italiano e i giorni del doveroso Lavoro … con colossali spese di Illegali Intercettazioni e col seguito di estrose estrapolazioni e cervellotiche e brigantesche ricostruzioni di frasi e periodi (o “geniali trappoloni giudiziari” ?), per andare solo ad impantanarsi nelle farse dei grossi Guazzabugli che nascono dai pettegolezzi e dalle chiacchiere d’Osteria, che sovente si distinguono anche per invidia, gelosia o stupida cattiveria ma di impiegarli proficuamente, seguendo e cercando di alleggerire il grave fardello di cause arretrate ed anche andando ad ascoltare i Carcerati.

—– Purtroppo queste persone Sfortunate, soccombono e muoiono spesso anche da Innocenti, senza sapere neanche perché loro sono stati “messi ai Topi” mentre la propria Famiglia comincia a precipitare nel baratro della miseria e a volte anche in quello dello sfacelo morale; ma chissà se tutto questo ludibrio si perpetua per colpa di superbi ed ignoranti Legulei o per alto merito di una segreta Confraternita di Scellerati; che dovrebbe invece cercare di riportare alla dignitosa Serietà che le spetta, questa Giustizia infame, tanto spesso da essi stessi vigliaccamente Oltraggiata per meschini scopi personali o politici.

—– Nelle abominevoli Galere, c’è (anche e soprattutto) una massa di Derelitti che ha il DIRITTO di essere ascoltata SUBITO e non dopo la sua Prematura Scomparsa; vergognati, vile Giudiciume; così parlò Zione.

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