<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">

<channel>
	<title>Italia &#187; Operazione D. Come si è tentato di incastrare Berlusconi attraverso la D’Addario</title>
	<atom:link href="http://blog.panorama.it/italia/2010/01/29/operazione-d-come-si-e-tentato-di-incastrare-berlusconi-attraverso-la-d%e2%80%99addario/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.panorama.it/italia</link>
	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Operazione D. Come si è tentato di incastrare Berlusconi attraverso la D’Addario</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2010/01/29/operazione-d-come-si-e-tentato-di-incastrare-berlusconi-attraverso-la-d%e2%80%99addario/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/italia/2010/01/29/operazione-d-come-si-e-tentato-di-incastrare-berlusconi-attraverso-la-d%e2%80%99addario/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomo.amadori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Bari]]></category>

		<category><![CDATA[cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[escort]]></category>

		<category><![CDATA[Gianpaolo Tarantini]]></category>

		<category><![CDATA[gossip]]></category>

		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>

		<category><![CDATA[indagine]]></category>

		<category><![CDATA[Palazzo Grazioli]]></category>

		<category><![CDATA[panorama in edicola]]></category>

		<category><![CDATA[Patrizia-DAddario]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[premier]]></category>

		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">2011854</guid>
		<description><![CDATA[Un’inchiesta della procura di Bari, con una dozzina d’indagati, riscrive la storia della escort e delle sue visite a Palazzo Grazioli. E traccia uno scenario sorprendente, con personaggi eccellenti disposti a tutto. Per fare soldi e screditare il premier]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11858" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-11858" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/810452_alta-large.jpg" alt="Patrizia D'Addario, 42 anni, escort barese | (Emmevi)" width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">Patrizia D&#39;Addario, 42 anni, escort barese | (Emmevi)</p></div>
<p>C’è <strong>un’altra storia da raccontare su <a href="http://www.patriziadaddario.net/ita/ita.html" target="_blank">Patrizia D’Addario</a></strong> e sull’<em>affaire</em> che ha coinvolto il presidente del Consiglio, <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Una storia che sta scrivendo, in gran segreto, la procura della Repubblica di Bari.<span id="more-11854"></span></p>
<p>È bastato poco al suo <strong>capo, Antonio Laudati</strong>, giunto alla guida degli inquirenti del capoluogo pugliese nel settembre scorso, per capire che la <strong>vicenda della <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/25/le-memorie-della-daddario-contro-il-cavaliere-un-libro-e-un-sito-web/" target="_blank">escort approdata nell’autunno 2008, con registratore annesso, a Palazzo Grazioli</a></strong>, residenza del premier, meritava di essere approfondita.<br />
<strong>Laudati, affilato e distinto, è un magistrato che ha maturato una grande esperienza sul fronte delle indagini antimafia</strong> e che si è formato con personaggi del calibro del <strong>generale Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>. Una palestra dove ha appreso quel metodo investigativo puntiglioso che, per giungere alle conclusioni, si basa sui fatti e sull’analisi di tutti i particolari che gravitano intorno a essi. <strong>E questa tecnica antimafia, che porta sotto la lente d’ingrandimento dettagli apparentemente insignificanti</strong>, ha dato i suoi frutti.</p>
<p>Da quanto <em>Panorama</em> è in grado di ricostruire, <strong>da qui a poco ci sarà un terremoto giudiziario</strong> destinato a minare nelle fondamenta il castello costruito intorno alle presunte <strong>rivelazioni di D’Addario e del suo mentore, l’imprenditore Gianpaolo Tarantini</strong>. Al fascicolo, seguito direttamente da Laudati, <strong>lavorano anche i sostituti procuratori Giuseppe Dentamaro e Teresa Iodice</strong>. Si tratta di un fascicolo che tecnicamente va sotto la sigla di <strong>modello 21</strong>: vi sono cioè degli <strong>indagati</strong> e sono <strong>almeno una dozzina</strong>. Tra le persone finite sotto quella lente d’ingrandimento <strong>c’è sicuramente Patrizia D’Addario</strong>. Di più:<strong> la escort è il personaggio chiave</strong>.</p>
<p>Impossibile conoscere i dettagli dell’inchiesta, ma <strong>dalle strettissime maglie della rete di silenzio</strong> che per mesi l’ha ingabbiata <strong>alcune informazioni</strong> trapelano. I magistrati si sono concentrati sulla<strong> genesi del rapporto tra D’Addario e Tarantini</strong>. Hanno accertato che <strong>a presentarla all’imprenditore barese fu l’ex socio Massimiliano Verdoscia</strong>, arrestato in agosto per spaccio, che a sua volta conobbe la escort proprio per la sua attività di prostituta.<br />
La <strong>conclusione sorprendente</strong> cui sono arrivati gli inquirenti è che <strong>D’Addario, prostituta ben nota alle forze dell’ordine</strong> (per le continue risse e per le schermaglie legali con il suo protettore), <strong>esperta di registrazioni e di videoriprese</strong>, sarebbe stata <strong>selezionata e successivamente &#8220;consegnata&#8221; a Tarantini</strong>. Proprio così: &#8220;selezionata&#8221; <strong>affinché portasse a termine una missione</strong>, quella di <strong>compromettere la reputazione del presidente del Consiglio</strong>, mettendolo politicamente in difficoltà.</p>
<p>Già, ma <strong>chi l’ha selezionata?</strong> Questo è lo <strong>snodo centrale dell’inchiesta</strong> in cui compaiono a vario titolo <strong>magistrati, politici, giornalisti e professionisti </strong>della Bari che conta. A breve, nei confronti di <strong>alcuni giudici che avrebbero partecipato</strong> a quello che appare come <strong>un vero e proprio complotto</strong> ai danni del premier dovrebbe scattare un procedimento parallelo che, secondo quanto<strong> stabilito dall’articolo 11 del Codice di procedura penale</strong>, sarà affidato alla procura di Lecce, competente a indagare sulle toghe del capoluogo pugliese.<br />
Non solo, è facile prevedere che, non appena la bomba esploderà, anche <strong>la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura</strong> dovrà occuparsi di alcuni aspetti definiti da un investigatore &#8220;molto imbarazzanti&#8221;.</p>
<p><strong>Fra gli attori del &#8220;complotto&#8221;</strong> su cui si stanno concentrando gli inquirenti guidati dal procuratore Laudati <strong>un ruolo non secondario lo avrebbero recitato alcuni giornalisti</strong>, ai quali sarebbero state <strong>passate notizie allo scopo di alimentare il clima a sostegno della tesi di D’Addario</strong>. Alcuni articoli sarebbero stati persino utilizzati per indirizzare le indagini. Ora la procura sta cercando <strong>i suggeritori di quelle cronache</strong>. Secondo quanto risulta a <em>Panorama</em>, <strong>il filone relativo alla fuga di notizie è prossimo alla conclusione e sarebbero già pronte le richieste di misure cautelari</strong> per diversi personaggi, compresi alcuni appartenenti alle forze dell’ordine.</p>
<div id="attachment_11862" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-11862" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/tarantini-giampaolo-in-procura-a-bari-large.jpg" alt="L'imprenditore Giampaolo Tarantini | (Arcieri)" width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">L&#39;imprenditore Giampaolo Tarantini | (Arcieri)</p></div>
<p>Certo, <strong>non è facile districarsi nel labirinto del malaffare di Puglia</strong>. Perché i vari fascicoli d’indagine sono come vasi comunicanti che alcune volte si scambiano i fluidi contenuti. In una sorta di entropia velenosa. <strong>E così l’inchiesta D’Addario-fughe di notizie si mescola con quella sulle <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/09/02/puglia-questo-e-un-business-che-puzza/" target="_blank">tangenti nella sanità</a></strong>: un procedimento in cui, dopo gli arresti di metà gennaio, fra gli altri, dell’avvocato <strong>Lea Cosentino</strong>, ex direttore generale dell’azienda sanitaria di Bari, e di <strong>Antonio Colella</strong>, in passato dirigente dell’area patrimonio della asl, e il <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_09/Donne_al_pd_Frisullo_in_cambio_di_favori_Le_accompagnavo_nel_suo_appartamento_sarzanini_5436b4ac-9d00-11de-9e0f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">coinvolgimento</a> dell’<a href="http://www.consiglio.puglia.it/organi/consiglieri/afrisullo.asp" target="_blank">ex vicepresidente regionale</a> del Pd <a href="http://it-it.facebook.com/sandrofrisullo" target="_blank">Sandro Frisullo</a></strong>, sono attesi tempestivi sviluppi. Infatti sono <strong>al vaglio del giudice per le indagini preliminari ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di politici e imprenditori regionali</strong>.</p>
<p>Ma torniamo al &#8220;complotto&#8221;. <strong>Su Patrizia D’Addario sono state avviate da mesi analisi patrimoniali</strong> che hanno riservato non poche sorprese. La escort, infatti, <strong>secondo le verifiche degli investigatori</strong>, sarebbe risultata <strong>intestataria di numerosi conti correnti</strong>, direttamente o attraverso prestanome. Nel corso di questi accertamenti sarebbero emersi quelli che vengono definiti <strong>&#8220;elementi interessanti&#8221; nei confronti di alcuni familiari</strong> di D’Addario.<br />
Ad attirare l’attenzione degli inquirenti, in particolare, sono stati <strong>alcuni movimenti di denaro di entità rilevante</strong>, registrati <strong>prima e dopo che lo scandalo</strong> alimentato dalla escort è finito sui giornali. In procura indagano anche su un’ingente somma in contanti, <strong>si parla di 1,5 milioni di euro</strong>, che <strong>dall’Italia nel febbraio 2008 (otto mesi prima della visita a Palazzo Grazioli) sarebbe stata trasferita a Doha, capitale del Qatar</strong>. A trasportare fisicamente questa montagna di soldi sarebbe stata<strong> la stessa D’Addario, durante un viaggio</strong> di cui i magistrati hanno trovato i riscontri. A che cosa servivano quei denari?</p>
<p>Gli investigatori stanno valutando <strong>più ipotesi</strong>: dalla creazione di una provvista in nero fino al <strong>pagamento di alcune mazzette</strong> trasferite all’estero per conto di imprenditori o di politici. <strong>La documentazione bancaria necessaria a definire i contorni di questa vicenda non è ancora stata acquisita</strong> completamente, ma, per avere un quadro più chiaro, non occorrerà attendere molto.<br />
<strong>&#8220;Siamo all’inizio dell’opera&#8221; si schermisce un investigatore</strong>. Eppure, bastano queste indiscrezioni a offrire <strong>una chiave di lettura ben diversa da quella che finora è stata proposta</strong> all’opinone pubblica del cosiddetto <em>affaire D’Addario</em>. Chi indaga è convinto che <strong>Tarantini non sia la mente, ma soltanto un terminale di questo progetto</strong>: un uomo interessato e disposto a tutto pur di mettere le mani su alcuni affari. In particolare quelli che ruotavano intorno alla <strong>Protezione civile</strong> e alle <strong>commesse affidate senza gare d’appalto</strong>, per esempio, che inutilmente cercò di conquistare dopo essere riuscito a entrare in contatto con il presidente Berlusconi.</p>
<p><strong>Per ingraziarsi il premier, Tarantini avrebbe investito oltre 5 milioni di euro</strong>. Soldi spesi per cucirsi addosso <strong>l’immagine di un giovane imprenditore facoltoso e credibile</strong>. Capace di sperperare mezzo milione di euro in un mese per o<strong>rganizzare party e affittare una villa in Sardegna</strong>, nei pressi della residenza estiva del Cavaliere, per ottenere così di essergli presentato.<br />
Gli inquirenti hanno ricostruito quello che, senza alcun intento offensivo, hanno definito il <strong>&#8220;metodo pugliese&#8221;</strong>. Si tratta di un <strong>simulacro della realtà, un mondo fatuo in cui le apparenze diventano sostanza</strong>, tra <strong>feste</strong> da mille e una notte, <strong>belle donne</strong> disponibili e (all’occorrenza) <strong>cocaina</strong>.</p>
<p>La corruzione si realizzerebbe attraverso l’erogazione di questi <strong>particolarissimi &#8220;fringe benefit&#8221;</strong>: i politici, gli amministratori <strong>non ricevono un compenso in denaro</strong> o beni, ma <strong>usufruiscono di favori soprattutto di origine sessuale</strong>. Come avrebbe dimostrato proprio il filone della sanità pugliese. Metodo che qualcuno ha cercato di replicare a livello nazionale, <strong>puntando al &#8220;bersaglio grosso&#8221;</strong>: il presidente del Consiglio, <strong>Berlusconi</strong>.<br />
<strong>D’Addario sarebbe stata quindi un’arma non convenzionale</strong>, gestita in prima battuta da Tarantini, ma <strong>in realtà manovrata da ben più potenti politici</strong>. L’ipotesi del complotto, secondo i magistrati, sarebbe confermata dalle spese sopportate da Tarantini per conoscere Berlusconi a fronte di vantaggi praticamente nulli.</p>
<p><strong>E qui ci si addentra nella parte più delicata dell’indagine</strong>. Chi sono, allora, <strong>i burattinai dell’affaire D’Addario?</strong> È logico pensare, seguendo il ragionamento della procura, che questi vadano ricercati <strong>nel campo avverso al Popolo della libertà</strong>.<br />
Gli inquirenti si sono già fatti un’idea, sorretta da alcuni riscontri e intercettazioni. <strong>Impossibile, però, saperne di più</strong>. Quel che è certo è che per sbrogliare questa matassa <strong>un’attenzione particolare è stata dedicata ai viaggi compiuti da Patrizia D’Addario</strong> dall’inizio dello scandalo e in particolare le sue trasferte<strong> in Francia, Spagna, Brasile, Gran Bretagna, Cina ed Emirati Arabi</strong>. Trasferte che sarebbero state <strong>gestite da alcuni intermediari internazionali</strong>, diretti a loro volta da politici italiani rimasti per ora nell’ombra.</p>
<p>L’obiettivo della <em>tournée</em> estera di D’Addario altro non sarebbe se non <strong>fare da grancassa allo scandalo sessuale e ridicolizzare oltreconfine Berlusconi</strong>. Insomma, sarebbe <strong>l’ultimo tassello di un piano architettato sin dall’inizio per screditare</strong> l’immagine del premier.<br />
Per questo il fascicolo processuale, ancora in divenire, ipotizza oggi l’associazione per delinquere finalizzata alla falsa produzione di documenti a uso processuale. Ma in futuro potrebbe anche approdare all’estrema gravità dell’<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/06085l.htm" target="_blank"><strong>articolo 289 del Codice penale</strong></a>: l’<strong>attentato contro gli organi costituzionali</strong> dello Stato.<br />
Pur muovendosi con estrema prudenza, <strong>la procura di Bari ipotizza infatti una vera e propria associazione per delinquere</strong> che avrebbe organizzato un complotto istituzionale, <strong>immettendo nel circuito dell’informazione notizie manipolate</strong> per ottenere un risultato politico.</p>
<p>Con una<strong> banda di cospiratori che avrebbe fabbricato falsi documenti con l’obiettivo d’inquinare l’inchiesta</strong>, usando come cinghia di trasmissione alcuni giornali. E il <strong>ruolo cruciale della stampa in questa vicenda è sottolineato dal retroscena della prima intervista di D’Addario</strong>: la donna sarebbe stata anche convinta a rinunciare all’accordo con il settimanale <em>Oggi</em> per essere indirizzata verso <a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_17/sarzanini_patrizia_daddario_220cce4c-5b03-11de-8305-00144f02aabc.shtml" target="_blank">il <em>Corriere della sera</em>. La sua <strong>prima intervista esclusiva vi comparve il 17 giugno 2009</strong></a>.</p>
<div id="attachment_11859" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-11859" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/023_pa06_2010n1-copia-large.jpg" alt="Gli articoli pubblicati dal Corriere della Sera sulla vicenda D'Addario" width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">Gli articoli pubblicati dal Corriere della Sera sulla vicenda D&#39;Addario</p></div>
<p>Sono <strong>quattro, in conclusione, i fronti giudiziari</strong> (tutti comunicanti) aperti a Bari: riguardano le <strong>presunte tangenti nel sistema sanitario</strong> regionale, le <strong>attività illecite di Gianpaolo Tarantini</strong>, la c<strong>ostruzione e la gestione dell’<em>affaire</em> D’Addario</strong> e le <strong>fughe di notizie legate alle deposizioni</strong> della escort e di altri protagonisti. Un tema, quest’ultimo, particolarmente curato da Laudati, che, coincidenza per nulla strana,<strong> il giorno del suo insediamento venne salutato dalla pubblicazione dei verbali riservati di Tarantini: accadeva il 9 settembre del 2009</strong>.</p>
<p>Da allora diverse cose sono cambiate nella procura del capoluogo pugliese. E in molti, presto, se ne accorgeranno.  <em></em></p>
<p><em>(1 - continua)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.panorama.it/italia/2010/01/29/operazione-d-come-si-e-tentato-di-incastrare-berlusconi-attraverso-la-d%e2%80%99addario/feed/</wfw:commentRss>
<enclosure url="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/810452_alta-large.jpg" length="33932" type="image/jpeg" />
			<media:group>
						<media:content url="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/810452_alta.jpg" type="image/jpeg" medium="image" width="700" height="490">
					<media:title><![CDATA[Patrizia D'Addario, 42 anni, escort barese | (Emmevi)]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[]]></media:description>
					<media:thumbnail url="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/810452_alta-thumbnail.jpg" type="image/jpeg" medium="image" width="120" height="90" />
				</media:content>
								<media:content url="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/023_pa06_2010n1-copia.jpg" type="image/jpeg" medium="image" width="700" height="490">
					<media:title><![CDATA[Gli articoli pubblicati dal Corriere della Sera sulla vicenda D'Addario]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[]]></media:description>
					<media:thumbnail url="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/023_pa06_2010n1-copia-thumbnail.jpg" type="image/jpeg" medium="image" width="120" height="90" />
				</media:content>
								<media:content url="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/tarantini-giampaolo-in-procura-a-bari.jpg" type="image/jpeg" medium="image" width="700" height="490">
					<media:title><![CDATA[L'imprenditore Giampaolo Tarantini | (Arcieri)]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[Bari - L' imprenditore Giampaolo Tarantini in Procura per l' inchiesta sulla sanità
Foto ARCIERI]]></media:description>
					<media:thumbnail url="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/01/tarantini-giampaolo-in-procura-a-bari-thumbnail.jpg" type="image/jpeg" medium="image" width="120" height="90" />
				</media:content>
						</media:group>
			</item>
	</channel>
</rss>

