
Il ministro dell'agricoltura Luca Zaia candidato del centrodestra alla regione Veneto
Altro che calata dei barbari leghisti sul Canal (quasi ex) Galan grande. Dipingere Luca Zaia come il vichingo usurpatore della poltrona del “doge” Giancarlo Galan rischia di diventare un boomerang in mano agli avversari. Alle accuse di inadeguatezza sparategli dal Pd, dall’Udc e dallo stesso Galan (Pdl), il ministro dell’Agricoltura, candidato alla presidenza del Veneto dalla Lega e dal Pdl, risponde con il suo vangelo. Il vangelo secondo Luca. La pista delle sacrestie di questa religiosa terra è importante per la conquista di Palazzo Balbi da parte del primo doge in camicia verde. È la curva più pericolosa per la gara del sorpasso, ingaggiata dal Carroccio con gli alleati del centrodestra sulla via del Veneto.
Si racconta nelle calli spazzate dalla bora, anche elettorale, che Galan snobbasse a tal punto Zaia, quando era il suo vice, da dirottarlo regolarmente sulla sua segretaria. Ma Luca (da Godega Sant’Urbano), il leghista che ha trasformato il ministero dell’Agricoltura da una zucca in una carrozza, è destinato a dare filo da torcere ai detrattori. Ex pr di discoteca, da cui ha ereditato la capigliatura fissata con gel, cultore di Samba Pa Ti di Carlos Santana (è la suoneria del suo cellulare), meccanico e cameriere per mantenersi agli studi, lui nella Chiesa veneta è quasi di casa. Anche grazie al suo consigliere spirituale Fabrizio Bagnara, dell’Opera romana pellegrinaggi. Zaia con lui neppure si annuncia al telefono. Il saluto è: “Sia lodato Gesù Cristo”. Don Fabrizio: “Sempre sia lodato. Che combini oggi figliolo?”.
Zaia è amico, insieme al sindaco Flavio Tosi, anche del vescovo di Verona, Giuseppe Zenti. Cordiale è il suo rapporto con il patriarca di Venezia, Angelo Scola. Il 15 febbraio parteciperà a un convegno con il vescovo di Treviso Gianfranco Agostino Gardin. A marzo Zaia propizierà la sua “beatificazione” sul Canal grande con l’uscita del libro Adottiamo la terra per non morire di fame (Mondadori). La prefazione? Del padre custode del Sacro convento di Assisi, frate Giuseppe Piemontese.
Ma è soprattutto “con il clero di base che la Lega ha i migliori rapporti” riconosce l’azzurro Remo Sernagiotto, capogruppo alla regione. “Molti preti hanno simpatie per noi. Ci riconoscono di essere i più vicini alla nostra gente, ai nostri veci” conferma Manuela Dal Lago, lady di ferro vicentina, vicecapogruppo alla Camera.
Se anche molti curati di campagna nel triangolo fra Treviso, Vicenza e Verona sono sospettati di indossare sotto la tonaca una metaforica camicia verde, come potrà Zaia non farcela? I sondaggi gli danno un 55-60 per cento contro lo sfidante sostenuto dal Pd e dall’Idv, Giuseppe Bortolussi, capo della Cgia, che rappresenta gli artigiani di Mestre. “È la candidatura più competitiva che potevamo scegliere. Più federalista di quella di Zaia” dice il deputato veneto del Pd Andrea Martella. Ma il Pd rischia di fare la parte di chi insegue la Lega. Alla quale neppure gli artigiani sono sfuggiti.
Al centro del programma per il Veneto “c’è lo statuto dei diritti del lavoro autonomo: artigiani, professionisti, il popolo delle partite iva” sottolinea Roberto Ciambetti, capogruppo del Carroccio alla Regione Veneto. Che svela: “C’è stato anche il contributo di docenti di Ca’ Foscari, storicamente luogo rosso”.
In pieno Carnevale di Venezia, la Lega si esibisce in uno spericolato ballo in maschera. Da un lato indossa le vesti moderate per superare quell’incollatura (meno di un punto percentuale) che alle elezioni europee del giugno 2009 le impedì il sorpasso. Dall’altro si mette la maschera no global e operaia. Zaia ha aperto la campagna elettorale il 16 gennaio a Marghera, dove il Carroccio ha inaugurato la prima sezione. “A pochi metri da qui c’è il centro no global di Luca Casarini: quelli una volta ci prendevano a sassate. Abbiamo lanciato la sfida in territorio nemico” esulta Corrado Callegari, segretario della Lega a Venezia, artefice della vittoria alla provincia di Francesca Zaccariotto. “Gli operai dell’Alcoa, del Petrolchimico in crisi sono venuti in sezione. Siamo noi i nuovi no global” dice il segretario della Liga veneta, la madre di tutte le leghe, Giampaolo Gobbo, sindaco di Treviso.
All’inaugurazione della sede leghista a Marghera c’erano anche elettori del Pdl. Imprenditori in loden blu mischiati agli operai. Con Silvio Berlusconi sul display del telefonino, ma che alla Lega invidiano “la presenza sul territorio”.
Tra gli imprenditori veneti più conosciuti, Mario Moretti Polegato, fondatore della Geox, è ritenuto di simpatie padane, così come Giuseppe De Longhi, re degli elettrodomestici; Massimo Zanetti di Segafredo caffè e gli imprenditori di vini Bolla sono invece considerati più vicini al Pdl. Che sta sferrando la controffensiva per impedire il sorpasso leghista.
“Sosterremo lealmente Zaia, è il candidato di tutti. Certe posizioni di Galan sono personali. Ma è chiaro che fra noi e la Lega sarà derby” ammette l’azzurro Sernagiotto. Il quale anticipa: “Berlusconi sarà molto presente”.
Sernagiotto, ritenuto vicino al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, con il coordinatore regionale Alberto Giorgetti e il sottosegretraio alle Riforme Aldo Brancher forma la maggioranza del Pdl che sosterrà Zaia senza se e senza ma. Il candidato doge vanta rapporti di amicizia anche con il grande proprietario terriero Paolo Scarpa Bonazza Buora, Pdl, presidente della commissione Agricoltura al Senato.
Zaia dovrà , invece, schivare le insidie dei galaniani di ferro. Sono capitanati dall’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso e dal deputato Pdl Fabio Gava. Nella Lega temono il rischio che i galaniani, dopo aver fatto votare Pdl, chiedano di mettere la croce sul candidato avversario. Galan con Panorama smentisce ma avverte: “Sosterrò Zaia, però non possono pretendere che vada in giro con la bandierina in mano a chiedere voti per lui”. Il doge ancora in carica prevede: “Sarà una campagna fortemente concorrenziale nella quale spiegherò le differenze tra noi e loro. Noi abbiamo una vocazione internazionale, la Lega invece chiusa e localistica”.
Isi Coppola, fedelissima di Galan, assessore regionale al Bilancio, ex An, ammette: “La Lega ci sta addosso”. E si dà una risposta: “Ma d’altro canto, se noi ex An, con la nostra storia, avessimo cavalcato più di tanto la sicurezza ci avrebbero dato dei fascisti razzisti”.
Flavio Tosi, sindaco di Verona, leghista, dà già il sorpasso per scontato e azzarda: “Finirà a 35 per cento per la Lega e 25 per cento per il Pdl. Ci scommetterei anche la mia macchina”. Perché tanta sicurezza? “Noi abbiamo un consenso trasversale che va dagli operai agli imprenditori. Siamo presenti sul territorio a tempo pieno”.
Tosi, quando la giornata nel Comune di Verona non gli basta per ricevere tutti, trasforma in ufficio anche il bar Filò. Un localino che sta all’uscita Verona Sud. Una volta ci trovarono persino le cimici, quelle per lo spionaggio.
Toni più bassi dal candidato governatore: “Niente è scontato”. A Panorama Zaia spiega: “Si parla solo di sorpasso della Lega sul Pdl. Il punto vero è quello che toglieremo al Pd“. E annuncia il suo manifesto laburista: “Io non vengo dai salotti ma dal popolo, interpreto il contratto sociale di Jean-Jacques Rousseau: bisogna fare quel partito laburista che non c’è. Da qui il mio slogan Prima il Veneto“. E precisa: “Non significa una chiusura a kolchoz, ma una visione dell’amministrazione vicina al popolo. Il Veneto deve stare in cima a tutte le altre regioni perché sarà la prima ad applicare il federalismo”. Territorio sì, ma anche grande uso di internet. Già chiamano Zaia l’Obama della Marca. Ma il suo mito, dopo Umberto Bossi, è Tony Blair. “Sarò un tornado” promette.
E per il Pd com’è triste Venezia, ora che al tornado Zaia si è aggiunto, con la candidatura a sindaco per il centrodestra, il ciclone Renato Brunetta. Che, tanto per dare un’idea, ha già proposto una minirivoluzione: spostare il Comune da Ca’ Farzetti a Palazzo Ducale.
di Paola Sacchi
- Martedì 2 Febbraio 2010
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Il 2 Febbraio 2010 alle 13:35 Provaci Alcoa. A Roma sit-in di centinaia di operai - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Assieme alle bandiere dei Quattro Mori sventoleranno a Roma anche quelle di San Marco, dono dei leghisti del Carroccio ai lavoratori [...]
Il 2 Febbraio 2010 alle 14:45 Pdl-Lega, il derby Veneto: compatti con Zaia (ma senza esagerare) | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/italia/2010/02/02/pdl-lega-il-derby-veneto-compatti-con-zaia-ma-senza-esager… Posted by admin on febbraio 2nd, 2010 Tags: Estero, Inghilterra Share | [...]
Il 3 Febbraio 2010 alle 16:41 Piccola regione, grande rebus. In Basilicata sei candidati in cerca di voti - Italia - Panorama.it ha scritto:
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Il 4 Febbraio 2010 alle 6:57 Pdl-Lega, il derby Veneto: compatti con Zaia (ma senza esagerare) ha scritto:
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