È iniziato stamattina, davanti alla III Corte d’Assise di Roma presieduta da Evelina Canale, il processo a Raniero Busco, accusato di omicidio volontario per la morte dell’ex fidanzata Simonetta Cesaroni, uccisa con trenta coltellate il 7 agosto 1990 a Roma.
La parte iniziale dell’udienza del delitto di via Poma è dedicata alla costituzione delle parti. Per Busco (presente in aula), quale difensore si è costituito l’avvocato Paolo Loria; per la famiglia di Simonetta Cesaroni (la madre Anna Di Gianbattista e la sorella Paola) si sono costituiti gli avvocati Lucio Molinaro, Federica Mondani e Massimo Lauro.
Il Comune di Roma, con l’avvocato Andrea Magnanelli, ha chiesto ai giudici costituirsi parte civile al processo.
- A sinistra la moglie dell’accusato, Roberta Melletari
- Raniero Busco
- In aula
- Il pm Ilaria Calò
- I funerali di Simonetta
- Foto d’archivio
- A 20 anni di distanza
- Raniero Busco
Occhi bassi, pullover scuro, Busco è arrivato intorno alle 9.30 nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, ove erano presenti circa 130 studenti dell’università La Sapienza di Roma, venuti ad assistere.
Lo ha accompagnato la moglie Roberta Milletari che a margine della prima udienza ha detto: “Sono arrabbiatissima per questa vicenda ma molto combattiva”. E ancora: “Mi auguro che oggi sia l’inizio della fine. Non abbiamo paura, non ci dobbiamo nascondere da nulla, la verità verrà fuori”. La moglie dell’imputato ha affermato che “è l’innocenza che ci fa andare avanti”. Milletari ha affermato di conoscere Busco dal 1991 e di essersi sposata con lui nel 1998.
- Mercoledì 3 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 4 Febbraio 2010 alle 12:15 indigesto ha scritto:
Auguriamoci che si tratti del solito processo impostato solo su risultanze di tipo “scientifico”!
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