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	<title>Italia &#187; Saga Agnelli: e dietro le quinte rispunta Giraudo</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:29:09 +0000</pubDate>
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		<title>Saga Agnelli: e dietro le quinte rispunta Giraudo</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 10:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.beltrame</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Una nuova alleanza a tre di Margherita, la figlia dell’Avvocato, con Allegra Caracciolo, la vedova di Umberto, e suo figlio Andrea. Il regista dell’operazione, avviata segretamente da maggio in Svizzera, è l’ex manager della Juve. Che ha obiettivi molto ambiziosi: modificare gli equilibri di potere in Fiat]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12066" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-12066" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/02/giraudo1-large.jpg" alt="Antonio Giraudo, che si è trasferito a Londra dopo Calciopoli" width="500" height="222" /><p class="wp-caption-text">Antonio Giraudo, che si è trasferito a Londra dopo Calciopoli</p></div>
<p>L’incontro decisivo è avvenuto alla fine del maggio scorso ad Allaman, quasi a metà strada fra Ginevra e Losanna: è nella tenuta di <strong>Margherita Agnelli</strong> che <a href="http://www.facebook.com/antonio.giraudo" target="_blank"><strong>Antonio Giraudo</strong></a> ha suggellato l’alleanza con la figlia dell’Avvocato e suo marito, il conte <strong>Serge de Pahlen</strong>. L’ex amministratore delegato della Juventus, trasferitosi a Londra subito <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Calciopoli-Antonio-Giraudo-condannato-a-tre-anni-Per-lex-dirigente-Juve-anche-divieto-di-frequentare-stadi_4106723064.html" target="_blank">dopo Calciopoli</a>, non tratta in proprio: è in Svizzera in veste di <strong>ambasciatore plenipotenziario di Andrea Agnelli e </strong>di sua madre, <strong>Allegra Caracciolo</strong>, vedova di Umberto Agnelli.<span id="more-12065"></span></p>
<p>Fra questi due rami della <a href="http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001024839" target="_blank">&#8220;famiglia reale&#8221; di Torino</a> i rapporti non si sono mai interrotti, anche nei momenti più tesi della battaglia per l’eredità di <strong>Gianni Agnelli</strong>. Fin da bambina Margherita è sempre stata legatissima allo zio <strong>Umberto  (&#8221;Zumberto&#8221;, nel lessico familiare)</strong>, del quale ha chiesto e apprezzato i consigli fino alla fine. Dall’altra parte, <strong>donna Allegra e il figlio Andrea non hanno mai fatto mancare il loro affetto alla figlia dell’Avvocato</strong>: nel giugno 2007, per esempio, quando alcuni membri della famiglia scrivono una dura lettera di dissociazione per <strong><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_30/gerevini_agnelli_eredita_c2eed4da-6545-11de-853b-00144f02aabc.shtml?fr=correlati?fr=correlati" target="_blank">l’azione legale intrapresa da Margherita</a> contro Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Sigfried Maron</strong> a proposito dell’eredità, nessuno del nucleo umbertiano firma la missiva.</p>
<p>Rapporti buoni, spesso affettuosi, dunque, ma il colpo messo a segno in Svizzera da Giraudo è quello di averli trasformati <strong>in una vera alleanza</strong>. Che potrebbe avere <strong>conseguenze decisive</strong> negli equilibri di potere <strong>che reggono la Fiat</strong>.</p>
<p>Il ruolo di <strong>Giraudo come regista di un’operazione tanto delicata</strong> sorprende solo coloro che lo conoscono esclusivamente nei panni del manager sportivo. In realtà <strong>questo sessantatreenne dal carattere ruvido</strong>, che non si tira indietro quando si tratta di litigare, che sa battere i pugni e imporsi, <strong>è sempre stato l’uomo di fiducia di Umberto Agnelli</strong>. Ha studiato dai gesuiti, si è laureato in economia ed è il prototipo del <strong>capo freddo e spietato</strong>. &#8220;Ha una calcolatrice al posto del cuore&#8221; è stato scritto di lui. E anche: &#8220;Va dove lo porta il calcolo e i suoi conti tornano sempre&#8221;.</p>
<p>Il suo primo posto di lavoro è alla <strong>Toro assicurazioni</strong>: è lì che nasce il <strong>legame con il Dottore</strong> (come veniva chiamato Umberto, per distinguerlo dall’Avvocato). Giraudo lavora duro sotto l’ala del più giovane dei fratelli Agnelli: ne diventa il segretario. <strong>Dal 1984 al 1991 è alla guida del progetto Sestriere</strong>, stazione sciistica all’epoca un po’ fané, che lui rilancia. <strong>I rapporti con il Dottore si fanno sempre più stretti: ne diventerà l’amministratore del patrimonio</strong> personale e la testa di ponte nel settore immobiliare.</p>
<p>Ma già negli anni Ottanta il suo ufficio al piano nobile del quartier generale della <strong>Fiat </strong>in corso Marconi, a Torino, diventa il punto di riferimento degli umbertiani, manager la cui strategia spesso non corrispondeva a quella di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/02/fiat-rcs-intervista-romiti.shtml" target="_blank"><strong>Cesare Romiti</strong>, allora <em>dominus</em> del gruppo</a>. I rapporti tra lui e Giraudo vengono descritti come tutt’altro che idilliaci: alla fine di una delle periodiche guerre con gli umbertiani, tra il 1989 e il 1990 Romiti ottiene la sua testa. E Giraudo trasferisce il suo ufficio in piazza Solferino, dove aveva sede l’<strong>Ifil</strong>, presieduta all’epoca da Umberto Agnelli.</p>
<p>Fedelissimo consigliere del Dottore, tanto quanto Gabetti e Grande Stevens lo sono dell’Avvocato, Giraudo non si tira indietro neppure quando, <strong>nel 1994</strong>, gli viene chiesto di diventare <strong>amministratore delegato della Juventus</strong> e d’iniziare una nuova era dopo quella di <strong>Giampiero Boniperti</strong>. Giraudo è un <strong>torinista sfegatato</strong>: un suo gesto dell’ombrello (dedicato pare proprio a Boniperti) dopo un derby vinto<em> in extremis</em> dal Toro viene immortalato dai fotografi e mai più dimenticato dai tifosi della Vecchia signora. Ma lui non si tira indietro: mette in un angolo la fede granata, prende al suo fianco <strong>Luciano Moggi</strong> e <strong>Roberto Bettega</strong> (dando vita alla celebre <strong>Triade</strong>) e porta la Juve a una serie impressionante di successi.</p>
<p><strong>Per dieci anni è sulla cresta dell’onda</strong>. Poi il 27 maggio 2004 muore Umberto Agnelli, suo grande protettore, e la fortuna pare girargli contro. Non passano neppure 20 mesi e viene <a href="http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2009/12/14-48547/Calciopoli:+Giraudo+condannato+a+3+anni" target="_blank">investito dallo <strong>scandalo di Calciopoli</strong> (in dicembre è stato condannato a tre anni dal gup di Napoli</a>). Si ritira a Londra con la moglie <strong>Maria Elena Rayneri</strong>, ma non interrompe certo i rapporti con la famiglia Agnelli: &#8220;Giraudo non è un manager qualsiasi, ma <strong>lo stratega finanziario della vedova donna Allegra Caracciolo</strong> e del figlio Andrea, eredi di Umberto Agnelli&#8221; scrive il suo vecchio sodale Moggi nel libro <a href="http://www.tealibri.it/scheda.asp?idlibro=4170" target="_blank"><em>Un calcio nel cuore</em></a>.</p>
<p>E veniamo all’oggi. Proprio in questi giorni sta per concludersi a Torino il <strong>processo <a href="http://www.exor.com/index.php?lang=it" target="_blank">Ifil-Exor</a></strong> che vede imputati <strong>Gabetti </strong>e <strong>Grande Stevens</strong>: in caso di condanna sono in molti a ritenere possibile <strong>un addio alle scene dei due grandi vecchi di Torino</strong>. Se questo avvenisse, il primo a venire indebolito sarebbe <strong>John Elkann</strong>, l’erede di Gianni Agnelli alla guida della Fiat: con lui, infatti, Gabetti e Grande Stevens hanno mantenuto il ruolo di consiglieri del principe che già ebbero con il nonno. <strong>Come cambierebbero allora i rapporti di potere all’interno del primo gruppo privato italiano?</strong></p>
<p>I<strong> </strong><a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/12/04/saga-agnelli-caro-lapo-quanta-tristezza/" target="_blank">tifosi della Juventus un’idea se la sono fatta</a>: hanno già visto<a href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/articolo/1815256" target="_blank"><strong> il rientro nella società di Roberto Bettega</strong></a> (il meno bersagliato, non solo mediaticamente, della vecchia Triade) e hanno <strong>rivisto Andrea Agnelli andare in visita alla squadra</strong> (insieme con il cugino John Elkann) al quartier generale bianconero di Vinovo.<br />
Già <strong>anni fa per Andrea</strong> (l’unico erede della sterminata famiglia a portare ancora il cognome Agnelli) <strong>si era previsto un futuro da dirigente di primo piano della Juventus</strong>. E il regista di quell’operazione era proprio Giraudo.</p>
<p>Dopo Calciopoli Andrea Agnelli si fece da parte, ma <strong>ora il progetto di Giraudo sembra tornare d’attualità</strong>. E, vista l’alleanza siglata in Svizzera con Margherita Agnelli (la figlia dell’Avvocato e lo stratega del Dottore oggi hanno in comune anche gli avvocati, Andrea e Michele Galasso di Torino), forse non soltanto per la Juve.</p>
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