La svolta di Tonino Di Pietro: diventa “moderato” e lancia un’opa sul centrosinistra

Antonio Di Pietro, eletto presidente dell'Idv al primo congresso (Ansa)

Antonio Di Pietro, eletto presidente dell'Idv al primo congresso (Ansa)

È nato un ”nuovo” Antonio Di Pietro. In un solo giorno, quello della conferma come presidente dell’Idv (questa volta con un’elezione vinta contro lo sfidante Francesco Barbato), l’ex magistrato di Mani pulite è riuscito a fare due giravolte: la prima con il suo partito, che da movimentista ora si appresta a rinsaldare l’alleanza con il Pd in chiave “moderata”; la seconda, conseguente alla prima, appoggiando il candidato del centrosinistra in Campania (Pd, Verdi e Api), il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (su cui pesa un processo in corso per truffa e concussione), dopo che per due settimane lo stesso Di Pietro aveva bocciato il suo nome, bollato dall’ala più intransigente dell’Idv come impresentabile.

E ora l’ex pm - per dirla con il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone - lancia un’opa su tutto il centrosinistra ai danni del suo maggiore alleato, il Pd. Fino all’altro ieri, infatti, Di Pietro portava al collo la sciarpa viola dei No - Cav, ma ha impiegato meno di un giorno per cambiare (casacca) idea. E per farlo ha citato il segretario dei Democrats: “Siamo il partito, ce lo dicono tutti, di più seria e capace opposizione. Ma, come dice Pier Luigi (Bersani, ndr), di opposizione si muore se non si costruisce l’alternativa. Io voglio sconfiggere Berlusconi politicamente, non voglio aspettare che muoia o che vada in pensione”.

Di Pietro convertito al dialogo? In pochi gli credono. In primis, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, che ancora non ha sciolto il nodo delle alleanze in Campania: “L’Idv è un macigno su qualsiasi alternativa credibile”. Di Pietro, infatti, da una parte ha recitato la parte del moderato, dall’altra ha invitato sul palco del congresso Gioacchino Genchi, un ex poliziotto che non ci ha pensato due volte a dire che “nel lancio della statuetta del duomo di Milano a Berlusconi non c’è nulla di vero”.

Se queste sono le premesse, quale sarà il futuro della nuova Idv, che secondo un recente sondaggio di Renato Mannheimer ha perso oltre un punto dall’eccezionale 8% delle scorse europee? Non è esclusa una scissione tra la parte moderata e quella girotondina, capeggiata dal vero rivale di Di Pietro, l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris (forte delle sue 450mila preferenze alle europee e del sostegno del Fatto di Travaglio) che spinge per un’alleanza con la sinistra radicale. Di Pietro gli ha promesso un ruolo nel partito, ma il suo intransigente delfino vorrebbe di più. E intanto, rigira il coltello in quella che sarà la futura piaga dell’Idv: la questione morale. “De Luca piace a tutti, meno uno”, il titolo de l’Unità a proposito dell’altolà di De Magistris.
La guerra interna al fronte degli anti-berlusconiani è appena iniziata.

Commenti

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Il 10 Febbraio 2010 alle 9:16 liongi ha scritto:

Continuo a non capire perché perdete tanto tempo (e inchiostro e spazio buono per altri argomenti) su Di Pietro, oltretutto per vere coglionerie-mi scuso per il termine ma è quello giusto.
Abbiate rispetto almeno per chi vi legge!
Non vi pare?

Il 10 Febbraio 2010 alle 13:43 indigesto ha scritto:

Si potrebbero contestare le coglionerie, o si potrebbe far a meno di leggerle. Già, si rimanda al “Fatto” di Travaglio. Ma non tutti si abbeverano a quella fonte di verità!

Il 16 Febbraio 2010 alle 17:04 Dopo Bertolaso, fango anche su Denis Verdini. Ma il Pdl non perderà consenso - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il contrario. L’Idv più di quello che già ha non può raggiungere, perché è troppo caratterizzata sulla giustizia e in prospettiva gli elettori hanno dimostrato di preferire l’immagine di governabilità. [...]

Il 24 Febbraio 2010 alle 12:08 Il Pdl verso le riforme: ecco il piano di Berlusconi. E quello di Fini (e Montezemolo) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] e anche al segretario del Pd Pierluigi Bersani (soprattutto su temi economici), ma non al “nuovo” alleato Antonio Di Pietro che non ci pensa due volte ad affibbiare al governo l’aggettivo [...]

Il 31 Marzo 2010 alle 18:05 Regionali, Bersani perde 2 milioni di voti. Altro che effetto Francia - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] per il 21 per cento sulla coalizione. E forse non sbagliano quegli osservatori che prevedono una futura opa di Tonino su tutto il [...]

Il 20 Novembre 2010 alle 23:14 Il Pdl verso le riforme: ecco il piano di Berlusconi. E quello di Fini (e Montezemolo) ha scritto:

[...] e anche al segretario del Pd Pierluigi Bersani (soprattutto su temi economici), ma non al “nuovo” alleato Antonio Di Pietro che non ci pensa due volte ad affibbiare al governo l’aggettivo [...]

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