
Fini, Berlusconi e Bossi in una foto di repertorio (Ansa)
Prosegue il dibattito sul futuro del maggiore partito in Italia, il Pdl. Dopo la questione della pluralità dei valori etici, riemersa in occasione dell’anniversario della morte di Eluana Englaro, ora c’è un altro nodo da sciogliere a un mese dalle regionali di fine marzo e dal primo compleanno del partito: quello del rapporto con il principale alleato, la Lega Nord, nel Settentrione, area di maggiore influenza del Carroccio.
La questione si ripropone, prendendo in considerazione due dichiarazioni, l’una all’insaputa dell’altra, ma che sembrano entrambe confezionate su misura per l’argomento. Quella del presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la presentazione dell’ultimo numero di Charta minuta, il bimestrale della fondazione Farefuturo:
“Il Pdl al Nord deve riconfigurare il suo rapporto con la Lega uscendo dalla subalternità , perché tra la copia e l’originale, si acquista l’originale”.
E la dichiarazione del premier Silvio Berlusconi, alla presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa:
“Non ho timore che la Lega possa rafforzarsi, anche perché credo che la coalizione di governo sia assolutamente solida”.
Il problema, infatti, è quale strategia debba seguire il Pdl nelle regioni del Nord Italia: non una politica che sia “la fotocopia di quella leghista”, ha spiegato Fini, anche perché gli elettori finirebbero col preferire il Carroccio al Pdl. Il punto, difatti, sarebbe quello di contenere la rabbia settentrionale: “Se uno pensa oggi di prendere iniziative a sostegno del Meridione impegnando nuove risorse, questo è il modo migliore per far crescere al Nord un sentimento antinazionale, anche perché, in verità , i soldi al Sud ne sono stati dati anche troppi”, ha chiarito Fini. Un’alleanza che non desta preoccupazioni, invece, secondo Berlusconi: “La Lega è un’alleata di governo con cui ragioniamo benissimo. Bossi è un alleato di grandissima affidabilità politica e c’è un rapporto di amicizia e forte affetto”.
Il passaggio successivo del presidente della Camera è spronare il partito a uscire dalla “logica dell’ortodossia e del pensiero unico”. Ecco, quindi, che Fini può così insistere sulle riforme condivise con l’opposizione, mirando a una legislatura costituente: “Delle differenze politiche e culturali che percorrono il nostro Paese bisogna non solo parlare con la Lega Nord, ma anche con la sinistra, e compito del Pdl è stimolare questo dibattito. Se riusciremo in questa difficile battaglia, convinceremo definitivamente anche i nostri elettori occasionali”.
Insomma, dipendere meno da Bossi per poter meglio dialogare con il Pd e, magari, convincere gli elettori indecisi. Ma forse c’è anche dell’altro dietro le dichiarazioni del presidente della Camera: e cioè che da alcuni mesi sono andate aumentando le differenze tra i finiani e il Carroccio, ormai distanti quasi su tutto, dall’immigrazione (in ultimo il permesso a punti di Fabio Granata) all’ingresso della Turchia in Europa, con i finiani favorevoli e la Lega contraria. Due anime della coalizione, i tempi della Bossi – Fini sono definitivamente tramontati, che a stento riescono a conciliarsi. E non sarà facile per il Cavaliere riuscire a cucire le strategie (o le ambizioni?) del presidente della Camera con i diktat imposti dal Carroccio nel Nord.
- Giovedì 11 Febbraio 2010
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 11 Febbraio 2010 alle 15:33 gratis ha scritto:
Un consiglio a Fini?
Vada a “consigliare” la sinistra e lasci il centro destra definitivamente.
Gli elettori di centro destra NON LO REGGONO PIU’.
Il 11 Febbraio 2010 alle 15:47 strangelove ha scritto:
Ma che significa dipendere dalla Lega? Fini è assurdo: l’elettorato del PdL al nord oscilla fra Lega nord e Forza Italia. Fare la politica dei salotti alla D’alema come piace a Fini, magari proprio aprendo a sinistra, equivale a consegnare il nord alla Lega. Fini non capisce o fa finta di non capire la situazione al nord. Fini e i suoi dietrologismi sono ormai solo un fardello per il PdL.
Il 11 Febbraio 2010 alle 18:41 cini ha scritto:
In quanto a coerenza, affidabilità e lealtà meglio puntare su un Bossi più che non su un contraddittorio inconsistente Fini.
La Lega ha costantemente dimostrato di voler lavorare nell´interesse esclusivo del Paese.
Il 11 Febbraio 2010 alle 20:56 pv21 ha scritto:
Sono due prospettive inconciliabili. Berlusconi è per “oggi, tutto e subito” mentre Fini ragiona in una prospettiva di medio-lungo termine. Berlusconi ha le sue radici al Nord, Fini al centro-sud. La storia insegna che la FEBBRE del Tribuno cerca di imporre le sue regole ed i suoi interessi …
http://forum.wineuropa.it
Il 11 Febbraio 2010 alle 21:45 I consigli di Fini a Berlusconi? Aprire a sinistra per non dipendere dalla Lega | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/italia/2010/02/11/i-consigli-di-fini-a-berlusconi-aprire-a-sinistra-per-non-… Posted by admin on febbraio 11th, 2010 Tags: News, Politica Share | [...]
Il 12 Febbraio 2010 alle 13:48 carlo.tosi ha scritto:
BERLUSCONI CHE APRE ALLA SINISTRA?????? TOTALMENTE IMPOSSIBILE! Questa è una cosa del tutto impensabile, tanto è il suo odio verso i “comunisti”. A costo di farsi strappare le unghie, non cederà mai su questa idea.
Il 12 Febbraio 2010 alle 19:24 falco40 ha scritto:
L’on.Fini sta sabotando il PDL cercando di fargli perdere consensi e quindi incolpare Berlusconi e la Lega.
Perchè non si impegna per eliminare,tanto per cominciare,i privilegi degli ex parlamentari.
Se poi è tanto interessato agli extra se li porti a casa sua.On Fini ne abbiamo abbastanza,scelga da che parte stare!!
Il 13 Febbraio 2010 alle 15:14 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Io di Fini non mi fido affatto! Dei comunisti manco! Allora? Primo usare p**le dire: ” Fini ci stai o ci sei e che vuoi fare da grande? ” Naturale che in aprile dopo il voto, dirgli “ o dentro o fuori e lasciare scranno se ancora rompe i marroni “ , poiché l’elettorato che ha sottoscritto i patti Pdl nel chiedere i voti si rispettano! La Lega è un falso problema, che, mai al sud prenderà voti visto che Bossi e c. hanno idee e mire nella Padania. Io credo che l’ex Popolo di An, si fida molto di più di Berlusconi, Fini ha finito il corso: senza il Cavaliere non va da nessuna parte, se non vuole svendere gli ultimi scampoli di Democrazia che ha acquisito nel PPL e nel PDL?
Il 15 Febbraio 2010 alle 12:47 indigesto ha scritto:
Ma cosa aspettano a scaricarlo, i fedelissimi, questa scheggia impazzita?
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.