
È impossibile non trovare dove da un anno dorme per sempre, anche se la neve, come nel giorno dei funerali, ha coperto di nuovo tutto. Il sentiero è segnato: sul manto divenuto ormai ghiaccio pochi passi portano al loculo della famiglia Englaro. Ed è lì che riposa Eluana.
Il piccolo cimitero di Paluzza (Udine) dal giorno delle esequie è meta di un incessante pellegrinaggio: un viavai continuo, diminuito solo a dicembre, quando le temperature sono diventate proibitive. Nell’ultimo comune della valle prima dell’Austria arrivano da tutta Italia e anche dalla Germania, ci si è accorti del fenomeno perché chiedono di lei. Chiedono dove si trovi il «cimitero di Eluana». Oggi, mentre il padre Beppino annuncia la creazione di una fondazione che avrà il suo nome e si occuperà del testamento biologico, sulla sua tomba molti lasciano fiori, talvolta bigliettini e lettere. Testimonianze. Silvana Tomat, che abita vicino al cimitero, ha indicato la strada ad almeno una quarantina di visitatori.
Racconta la storia di Andrea, accompagnato in macchina da Foggia, 1.200 chilometri di strazio e dolore: «Questo poveretto non camminava, non aveva neppure gli occhi aperti. Sarà stato aprile e nevicava. Due signore l’hanno disteso vicino alla tomba, gli dicevano: “Sorridi, ora sei vicino a lei”. Mi sono avvicinata e ho chiesto semplicemente perché. Mi hanno risposto: “Abbiamo fatto un voto”».
Il parroco di Paluzza, Tarcisio Puntel, conferma: «Una persona dalla Lombardia mi ha spedito la foto di un altare intitolato a “Santa Eluana”. Che interpretazione dare? Tanta curiosità e moltissimi eccessi. Però in qualche caso anche sincera pietas». Il prete si è visto recapitare, nella cassetta della posta, un centinaio di messaggi per Eluana.
Vittorio da Roma ha spedito una poesia: «Riposa in pace fra i tuoi monti e t’accompagnino le nostre preci, anche se schegge di marmo restano nei nostri cuori». Maria invece ha scritto: «Eluana ora ci aiuterà a pregare, ad amare».
La lapide che ricorda la sua presenza nella celletta dove sono sepolti i nonni è stata collocata da poco. Lettere zincate e brillanti indicano nome e date: 25 novembre 1970 - 9 febbraio 2009. Nell’ovale, il sorriso smorzato, la testa inclinata. Sulla lastra di marmo dalle sfumature rossastre, i fiori freschi che traspirano vapore nel cellophane. Un panda di peluche. Lumini. Crocifissi e piccole icone. Souvenir di paesi lontani. Tre, quattro rosari appesi alla mensolina.
Una statuetta di angelo invita al silenzio, portando l’indice alla bocca. «È molto curata, mai un fiore fuori posto. Sempre tirata a lucido» spiega Giuliana. «Chi viene in cimitero a pregare i propri cari poi passa a salutare anche lei» aggiunge. «È incredibile: tutti lasciano un pensiero». Luciana proviene da Cologno Monzese, si ferma sul cancello accompagnata dal marito originario di Paluzza: «Ne hanno parlato così tanto che la sentiamo nostra. Per questo, ogni volta, ci fermiamo anche da Eluana».
- Lunedì 15 Febbraio 2010
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Il 15 Febbraio 2010 alle 18:21 Panorama in edicola - n°08/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:
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