
Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso (Ansa)
Il disegno di legge che contiene la costituzione della Protezione civile Spa, la società di proprietà della presidenza del Consiglio dei ministri per gestire attività strumentali di supporto tecnico amministrativo, verrà discusso mercoledì alla Camera (qui il testo approvato dal Senato il 9 febbraio in pdf) dove, salvo sorprese, il Governo metterà la fiducia.
Stando al ddl, sotto esame dalla Commissione ambiente della Camera, la società per la gestione delle emergenze, controllata dal dipartimento della Protezione civile, dovrebbe rendere la struttura più flessibile e in grado di affidare molti dei lavori appaltati all’esterno.
Cosa dice il testo
L’articolo 16 del ddl afferma che “al fine di garantire economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento della protezione civile”, è costituita “una società per azioni di interesse nazionale denominata Protezione civile servizi Spa, con sede in Roma”. Più avanti, spiega che si tratterà di “una società in house” sotto la vigilanza della presidenza del Consiglio dei ministri, che avrà “ad oggetto esclusivo lo svolgimento dei compiti e delle attività strumentali e di supporto tecnico amministrativo per il medesimo Dipartimento, salvo diversa ed espressa disposizione di legge”. La società “può assumere partecipazioni, detenere immobili ed esercitare ogni attività strumentale, connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria”.
Ma la questione più dibattuta è quella relativa all’acquisizione di “forniture o servizi rientranti negli ambiti di competenza del Dipartimento della protezione civile e da esso individuati, ivi compresi quelli concernenti le situazioni di emergenza socio-economico-ambientali e quelle relative ai grandi eventi“. Per scansare ogni equivoco, in quest’ultimo punto, basterebbe leggere la recente risposta di Guido Bertolaso al Sole 24 ore:
“Dire che in Italia la protezione civile deve occuparsi solo di terremoti, vulcani e alluvioni è facile, ma è pura demagogia. In un paese come il nostro, dove non ci sono regole funzionanti e ci sono procedure arrugginite, alla fine tutti chiamano noi, da destra e da sinistra, per fare un’autostrada o una ferrovia, per aprire una discarica, per riattivare un termovalorizzatore, per fare un intervento di bonifica ambientale. E noi cosa dovremmo rispondere, che affrontiamo le emergenze naturali, ma non i problemi di questo paese? Volevo dimostrare che anche in Italia si possono fare le cose bene e che il pubblico può funzionare meglio del privato”.
Tutti i “no” alla Protezione civile Spa
Come ha fatto notare l’Opinione, l’avviso di garanzia a Bertolaso della scorsa settimana segue di solo un giorno l’approvazione in Senato del testo che contiene la costituzione della Protezione civile Spa. Una casualità? Molto probabilmente le due questioni sono separate, ma sta di fatto che nei giorni seguenti si è alzato il tiro contro il ddl giunto ormai alle fasi finali. In prima fila, il Corriere della sera che ha concluso così nell‘editoriale di sabato a firma della giornalista di punta della giudiziaria, Fiorenza Sarzanini:
“Nell’attesa di questo chiarimento, sarebbe opportuno sospendere l’approvazione del provvedimento che trasforma la Protezione civile in una società per azioni. Se non altro per proteggere quella maggioranza silenziosa della struttura anche dal più vago sospetto di voler accrescere il proprio potere”.
Poi tutta l’opposizione che chiede con forza di ritirare il provvedimento (e anche a Bertolaso di fare un passo indietro), cui si sono aggiunti i dubbi del ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Non c’è niente di strano se rimane così come è. Ma tutti i provvedimenti legislativi possono subire modifiche in Parlamento, che è sovrano”. Così, a spegnere le polemiche ci ha provato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha assicurato che la Protezione civile “resterà un dipartimento della presidenza del Consiglio” e ha aggiunto che “si era solo pensato di dotare la Protezione Civile di uno strumento ulteriore, aggiuntivo, che le consentisse di operare, in determinate circostanze, con maggiore flessibilità ed efficacia”.
Ora, al di là dei differenti punti di vista sul testo in esame, il Governo si trova di fronte a un bivio: fare marcia indietro sul provvedimento per “salvare” Bertolaso, e darla però vinta all’opposizione (e al polverone montato in questi giorni contro il capo della Protezione civile), o tirare dritto per la propria strada, magari apportando solo alcune modifiche al testo.
- Lunedì 15 Febbraio 2010
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Commenti
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Il 15 Febbraio 2010 alle 12:45 indigesto ha scritto:
Ma allora che senso ha chiamarla Protezione civile? I Grandi Eventi dovrebbero essere altra cosa. Giocare con le parole non è serio. E procurarsi strumenti per affrontare le “urgenze” creando commistioni di comodo mi sembra addirittura fraudolento!
Il 15 Febbraio 2010 alle 13:27 jane55 ha scritto:
Credo che la protezione civile sia da lasciare alla sfera dell’amministrazione publica.Altrimenti si corre il rischio che diventi protezione di interessi privati, e ciò sarebbe veramente gravissimo.Credo anche che essa si debba interessare esclusivamente delle situazioni di emergenza che si verificano nel paese, e che temo non comprendano grandi le grandi opere, per cui eventualmente si può creare una struttura giuridico- amministrativa ad hoc.
Il 15 Febbraio 2010 alle 15:47 attenzione ha scritto:
Manca solo l’aria a pagamento in Italia………
Il 15 Febbraio 2010 alle 17:04 ermes1 ha scritto:
Non è l’ennesima cloaca affaristico-politica di regime.
Quella scoperchiata dai magistrati di Firenze è la cloaca più vomitevole dell’intera storia repubblicana.
Ci racconta l’osceno fescennino di avvoltoi che inneggiano al terremoto pregustando i vagoni di euro che lucreranno con gli appalti di una “Protezione civile” corriva e incontrollata, mentre sotto le macerie centinaia di nostri con-cittadini (Nostri, perché questo governo non ha patria né legge) soffrono l’agonia dei sepolti vivi, e altre migliaia piangono i loro morti, e in milioni seguiamo commossi la vita stremata del bimbo e del vecchio che viene sottratta in extremis alla tomba di calcestruzzo (di sabbia!), salvata dall’eroismo di volontari e di pompieri che non possono immaginare come in quello stesso istante, in una danza macabra che calpesta ogni residuo di decenza e di umanità, qualcuno dei “lorsignori” di regime stia sghignazzando a baldracche e champagne sul dolore concluso dei morti e sulla commozione e l’eroismo dei vivi.
Che schifo!
Il 15 Febbraio 2010 alle 19:56 pv21 ha scritto:
Semplicemente è stato stralciato l’articolo istitutivo della “Bertolaso Spa”. Il Codice picchia forte sulle responsabilità di un Amministratore “privato”. E’ meglio che si sgonfi l’affaire G8, mondiali nuoto, ecc? Potrebbe essere un nuovo capitolo del Dossier ARROGANZA ..
http://forum.wineuropa.it
Il 16 Febbraio 2010 alle 16:21 Zione ha scritto:
L’Idv presenta mozione di sfiducia e chiede le dimissioni di San Bert; nel mentre certi inveterati Cialtroni, nel raccomandarsi fra di loro, ricorrono al vecchio e mai abbandonato adagio : “Calunniate, calunniate forte, tanto qualcosa resterà sempre !”
Il laborioso Dottor Bertolaso, per il nostro Paese è un sicuro Faro di Civiltà, di cui essere fieri; al contrario del nefasto e deleterio Giudiciume, che rappresenta il ludibrio e la massima Vergogna del Popolo Italiano !!!
Il 16 Febbraio 2010 alle 17:00 Dopo Bertolaso, fango anche su Denis Verdini. Ma il Pdl non perderà consenso - Italia - Panorama.it ha scritto:
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Il 5 Marzo 2010 alle 11:41 Caos liste in Lazio e Lombardia: quanto è costato al Pdl in termini di consenso? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] il Giornale), avrebbero inciso sul consenso del centrodestra in misura maggiore rispetto alla bufera sulla Protezione civile o al coinvolgimento del senatore Nicola Di Girolamo (Pdl), dimessosi dalla carica dopo [...]
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