Pedofilia: il Papa incontra a porte chiuse i vescovi d’Irlanda

Colloqui voluti dallo stesso Papa dopo lo scandalo degli abusi su minori commessi lungo 30 anni nel Paese, ad opera di uomini di chiesa

(ANSA/OSSERVATORE ROMANO)

(ANSA) - Sono cominciati questa mattina, a porte chiuse, i colloqui tra Benedetto XVI e i vescovi della Conferenza episcopale irlandese, voluti dallo stesso Papa dopo lo scandalo degli abusi su minori commessi lungo 30 anni nel Paese, ad opera di uomini di chiesa.Gli abusi - oltre 300 i casi denunciati -  sono emersi da due distinti rapporti giudiziari, a seguito dei quali papa Ratzinger ha già convocato diverse volte i presuli irlandesi, annunciando con chiarezza di voler affrontare la questione senza omissioni e attraverso concrete decisioni. Tra queste, anche una lettera pastorale ai fedeli d’Irlanda, attesa a breve.

I vescovi d’Irlanda ammettono le loro colpe, e assicurano che l’incontro con il Papa non si limiterà ad un ”esercizio cosmetico”. Il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mons. Joseph Duffy, vescovo di Clogher, che partecipa all’incontro da poco iniziato in Vaticano, ha partecipato ieri sera all’Irish College ad una messa di suffragio per il card. Cahal Daly, soffermandosi poi con alcuni giornalisti anglosassoni, e le sue parole, pronunciate a nome di tutti i vescovi, sono state riportate questa mattina da diversi siti anglofoni.

”Ammetto con molta franchezza quello che tutti sanno”, ha detto Duffy, secondo quanto riportato dalle fonti, episodi che hanno inferto alla Chiesa ”ferite profonde”, mettendola in una ‘’situazione molto seria”. Un ”grave danno”, ”all’autorita’ della Chiesa e alla fedelta’ al Vangelo di Gesu’ Cristo” rispetto al quale l’incontro di oggi e domani con il Papa non si rivelera’ ”un semplice esercizio cosmetico”.

Commenti

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Il 16 Febbraio 2010 alle 12:05 vincenzo.m. ha scritto:

LA COLPA DELLA NEGAZIONE.

Ai “colpevoli”, che per lungo tempo hanno sostenuto la falsità degli atti oggi ben posti in evidenza da prove “incorruttibili”, una lunga ed estenuante ricerca interiore che consenta loro di giungere alla via per la santificazione; per le “vittime”, tristemente oramai accertate, una rielaborazione degli eventi che consenta loro di ottenere il “perdono”.

La via che obbliga alla verità costringe ad evidenziare le ragioni per le quali i fatti, ora esposti e riconosciuti nella loro nudità più visibile, furono evidenziati nel passato e veemente negati ripudiati e contestati.

La colpa, nella colpa, è la colpa della negazione.

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