Gli immigrati in Lombardia sono quasi triplicati negli ultimi nove anni . Un quarto degli stranieri presenti in Italia ha scelto di vivere in questa regione, che al 1 luglio 2009 conta 1.170.000 presenze, tra regolari e non (nel 2001 se ne contavano 420 mila). Sono i primi dati che emergono dal IX Rapporto dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità di Milano (Orim).
“Questi numeri non possono essere ignorati e nemmeno affrontati con un approccio settoriale” spiega a Panorama.it Giulio Boscali, Assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà Sociale. “La Regione Lombardia – prosegue Boscagli – ha affrontato il fenomeno immigrazione partendo dall’attenzione alle persone“. L’Osservatorio Regionale nasce quindi con questa vocazione. “L’approccio interdisciplinare adottato per le analisi permette di ricostruire un quadro completo ed esaustivo delle molteplici tematiche che interessano questo complesso e articolato fenomeno” conclude Boscagli.
I dati raccolti nel Rapporto sono suddivisi in diverse sezioni, tra cui presenze, provenienze, casa, lavoro, scuola, religione, salute, criminalità.
Stando al Rapporto, le tre nazionalità più numerose in Lombardia sono quella romena (169mila unità, +3% rispetto al 2008), marocchina (oltre 127mila, +10,6% rispetto al 2008) e albanese (quasi 116mila, +10,2% rispetto al 2008).
Il tasso di irregolarità, pari mediamente al 13%, è tra i più bassi dell’ultimo decennio, grazie forse alla precarietà del mercato del lavoro e al nuovo clima di maggior contrasto dell’immigrazione illegale. Gli irregolari (153,4mila, 5mila in più rispetto al 2008) si concentrano soprattutto nella provincia di Milano (che ne conta 69mila) Brescia (con quasi 20mila unità), e Bergamo (con 14mila).
MILANO E PROVINCE/In questi ultimi dieci anni la provincia di Milano ha perso il suo ruolo di principale polo di attrazione, passando da quota 52% del totale dei presenti in regione nel 2001 a quota 42% nel 2009. L ‘immigrazione straniera si sta quindi espandendo oltre la realtà metropolitana milanese, che per molti anni ha rappresentato il riferimento prioritario dei flussi diretti verso la Lombardia. Dopo Milano, che conta 418mila presenze (236,9mila solo a Milano città) e ha l’indice di densità più alto (un immigrato ogni 6 abitanti), le province con un numero più elevato di immigrati sono Brescia (184,9mila, 10,6% in più rispetto al 2008), Bergamo (134,3mila, 16,9% in più rispetto al 2008) e Varese (72,9mila, 11,9% in più rispetto al 2008). A seguire le province di Monza-Brianza (68,5mila), Pavia (61,3mila), Cremona (48,2mila), Como (48mila), Lecco (30,5mila), Lodi (29,4mila) e Sondrio (9,3mila). Lodi, Lecco e Cremona si aggiudicano il migliore indice di integrazione della popolazione immigrata.
Secondo Alessio Menonna, osservatore regionale Orim, l’uscita da Milano si spiega con la scarsa affezione alla città e con la mancanza di necessità. “Gli stranieri spesso non hanno forti legami di parentela nel capoluogo lombardo e non hanno l’ambizione di svolgere professioni elevate”. Il clima di apertura, soprattutto in contesti meridionali della regione, favorisce inoltre questa nuova tendenza.
CASA/Nonostante l’affitto rimanga la sistemazione prevalente (63,7%), la ricerca di una casa di proprietà, con costi più affrontabili, è sicuramente un motivo in più per lasciare Milano. “La quota di proprietari di casa è passata dal 9% nel 2001 al 22% nel 2007 - dice Menonna - quest’ultima si conferma nel 2008 e 2009, con 250.000 stranieri che vivono in case di proprietà, nonostante l’aumento del tasso di disoccupazione”.
LAVORO/Secondo l’osservatore regionale Menonna, il dato più interessante del rapporto Orim è riferito infatti alla disoccupazione, sempre in calo fino al 2007, in aumento del 1% nel 2008, e poi salita di 5,3 punti nel 2009, collocandosi a quota 11,3% (13,2% calcolando solo la popolazione attiva). L’aumento del tasso può essere giustificato probabilmente dall’effetto crisi economica, che ha colpito anche gli stranieri che vivono in Lombardia.
La quota di immigrati che dichiara però di avere un impiego, indipendentemente dalla regolarità del contratto di lavoro, è relativamente invariata negli ultimi dieci anni, passando dal 71,4% nel 2001 al 71,5% nel 2009. L’effetto anzianità è un fattore positivo che determina sia forme di stabilizzazione del rapporto di lavoro, sia incrementi di remunerazione. Nonostante molte Partite Iva vengano aperte in attesa di trovare un lavoro dipendente, sono numerose in Lombardia le attività autonome gestite da stranieri (1,4% sono imprenditori e circa 7% sono lavoratori autonomi regolari o in società con lavoratori autonomi regolari). Altro dato interessante citato da Vincenzo Casario, coordinatore generale Orim, è riferito all’imprenditorialità degli immigrati: sul territorio lombardo si contano circa 80/90.000 imprese di proprietà di immigrati.
SCUOLA/La presenza di alunni stranieri nelle scuole della regione è molto forte: per l’anno scolastico 2008-2009 la Lombardia si conferma al primo posto in Italia per la presenza di studenti stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado, con 151.937 iscritti alle scuole statali e non.
SALUTE/Dal 1999 al 2008, a livello generale, il numero delle degenze ospedaliere in Lombardia è diminuito di oltre il 10%, mentre le degenze che riguardano i cittadini stranieri sono quasi raddoppiate, passando da circa il 4% del 2000 al quasi 7% del 2008. Le comunità africana ed est europea sono quelle più rappresentate negli ospedali lombardi
RELIGIONE/Prevalgono i musulmani, che sono circa 420mila (il 40% degli immigrati professa l’Islam), seguiti dai cattolici (circa 300mila) e dagli altri cristiani (290mila, di cui l’80% ortodossi). Rispetto ai dati del 2001, l’incidenza dell’Islam sul totale dei presenti segna un regresso di quasi il 4%.
CRIMINALITA’/L’andamento della criminalità straniera negli ultimi dieci anni è tendenzialmente stabile. Aumentano i reati a sfondo sessuale e diminuiscono quelli connessi alla droga.
Il Professor Gian Carlo Blangiardo, demografo Orim, commenta il rapporto, individuando i segnali che sembrano andare nella direzione di una presenza “più matura” e radicata nella società ospite. Tra questi vi è la crescente disseminazione sul territorio, il riequilibrio della composizione per genere, l’aumento dell’età mediana e l’incremento dell’anzianità migratoria. Si aggiunge un panorama famigliare che mostra un diffuso orientamento verso strutture tendenzialmente più radicate (più coniugati rispetto a celibi/nubili). L’attenzione alla donna e all’essenza famigliare diventa sempre più importante. Sul tema irregolarità, i numeri confermano, secondo Blangiardo, l’esistenza di una realtà non marginale, un mondo in cui trovano spazio situazioni di sfruttamento dei lavoratori e di evasione degli obblighi contributivi. L’attenzione al fenomeno migratorio, con una conoscenza oggettiva che renda possibile valutazioni e previsioni, e ai suoi aspetti problematici, resta dunque per Blangiardo più che mai necessaria. A questa si aggiunge certamente la necessità di un dialogo interistituzionale per coordinare le politiche.
- Giovedì 18 Febbraio 2010
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.