
di Romana Liuzzo
«Al nostro primo appuntamento a teatro Italo non si presentò. Lo aspettai per ore. Il giorno dopo fui convocata da Pinuccio Tatarella nel suo studio. Mi fissò dritta negli occhi, poi mi disse: Italo è mio. Dal lunedì al venerdì è mio. Tu puoi averlo nei weekend. Prendere o lasciare. E io presi». È cominciata così, vent’anni fa, la storia d’amore tra Gabriella Buontempo e Italo Bocchino, oggi vicecapogruppo del Pdl alla Camera, fedelissimo di Gianfranco Fini.
L’ultimo consiglio dato a suo marito?
Evito i consigli, ma quando non siamo sulla stessa lunghezza d’onda discutiamo parecchio. Vedi il caso Englaro. Ho visto soffrire persone care e non sono per la vita a tutti i costi: a un certo punto è preferibile staccare la spina. Restando sui temi etici, sono d’accordo con le donne che, non potendo avere figli, ricorrono alla scienza. Italo la pensa diversamente, ma io spero di portarlo un giorno dalla mia parte.
L’argomento di cui avete parlato più a lungo nell’ultimo periodo qual è stato?
Siamo rimasti scioccati dall’aggressione a Silvio Berlusconi. L’ho identificato con mio padre, l’ho visto per la prima volta fragile, indifeso. Mi ha fatto male. Ricordiamoci anche il clima irrespirabile che si era creato in quei giorni, tra gli attacchi di Annozero e le invettive di Antonio Di Pietro.
E che vi dite dei dissapori tra Fini e il premier?
Su questo non ci sono divergenze. Ci auguriamo che possano essere superate al più presto. È un momento di assestamento.
Ci sarà il lieto fine?
Italo e io ne siamo certi. E per agevolare un nuovo patto della crostata ci siamo detti disposti a prepararne una, magari assieme a Maddalena Letta, che di questa diplomazia politica è stata un’antesignana. Fra l’altro Italo è un grande cuoco.
Specialità?
Abbiamo fatto un corso di sushi che piace anche alle bambine, Antonia ed Eugenia, 8 e 7 anni.
Stessi gusti in cucina. E sui politici?
Credo di avere più fiuto rispetto a lui. Sono una streghetta. Infatti, se deve valutare una persona, prima me la fa conoscere.
Il più grande politico di tutti i tempi?
Bettino Craxi. Sono una craxiana di ferro.
Tornerà una stagione d’oro per la politica?
Ne sono convinta. È come quando si entra in una casa nuova e ci sono i mobili da sistemare. In questo momento Fini e Berlusconi stanno decidendo come disporre il letto, i tappeti, gli armadi nella casa del Pdl. È tutta una questione di misure.
Elezioni regionali: nel Lazio la sfida è al femminile. Renata Polverini o Emma Bonino?
Le donne sono sempre più brave, ma a volte sottovalutate. In questa occasione Renata Polverini, senza dubbio. È più capace, più giusta per quel ruolo, più giovane. Bonino merita tuttavia la mia stima. Abbiamo condiviso alcune idee.
Condivide qualche idea anche con il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini?
Solo il pediatra. Null’altro.
Lei lavora da anni nel cinema con una sua società di produzione. Il mondo della cultura è da sempre terreno della sinistra: ha avuto difficoltà a farsi strada?
No, ho avuto la fortuna di incontrare persone brave e capaci di mettere da parte, sul lavoro, le proprie convinzioni politiche.
Con suo marito andate al cinema?
Spesso. È il mio lavoro. E in quel momento cerchiamo anche di mettere d’accordo tutta la famiglia. Miriamo sempre alla scelta unitaria.
È scaramantica?
Giudichi lei: il mio cognome è Buontempo, la mia società (produce fiction, ndr) si chiama Goodtime e dietro la scrivania, tanto per restare in campo meteorologico, c’è l’opera di un giovane artista che rappresenta il mare in tempesta.
Lavoro, marito, figli… C’è qualcosa che sente di non avere ancora realizzato?
Andy Warhol, prima di morire, mi fece un ritratto. Non sono mai riuscita ad averlo perché il mio compagno di allora, morto subito dopo, non me lo volle mai dare. Sarei curiosa di sapere in quali mani è finito. Anzi, approfitto di Panorama e faccio un appello: qualcuno mi dica dov’è il mio ritratto.
- Giovedì 18 Febbraio 2010
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Il 23 Settembre 2010 alle 19:43 La giornata in pillole: Napoli, torna l’incubo dei rifiuti in strada - Italia - Panorama.it ha scritto:
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